Una settimana in Parlamento – 36

Di Emanuele Scagliusi:

Dalla votazione sul capo politico Luigi Di Maio alle dimissioni del sottosegretario Rixi, condannato. La settimana post voto europeo è stato alquanto turbolenta.

Un sottosegretario del Governo (parte Lega) è stato condannato (in primo grado) per peculato a 3 anni e 5 mesi. Nel giro di 15 minuti ha presentato le dimissioni. Il Presidente Conte le ha accettate. Meno di un’ora, il caso si chiude e si va avanti nel lavoro. Questo accade grazie alla chiarezza del contratto ideato e proposto da Luigi Di Maio. Contratto che è alla base di qualsiasi azione del Governo Conte. Mi chiedo e invito i lettori a riflettere se ciò è mai accaduto con altri governi che hanno preceduto il nostro. Il Governo del Cambiamento lo è concretamente nei fatti e nello stile. Il Codice etico dei membri del Governo, previsto dal contratto, stabilisce che non possono entrare a far parte dell’Esecutivo soggetti che abbiano riportato condanne penali, anche non definitive, per i reati dolosi di cui all’art. 7 della legge Severino nonché per i reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e falso in bilancio. Siamo entrati in Parlamento e per la prima volta siamo riusciti a far cacciare via dai luoghi che rappresentano lo Stato e l’intera nazione condannati come Berlusconi o Formigoni. Ora siamo al Governo, manteniamo la nostra coerenza senza alcun indugio. E per l’ennesima volta, mi preme sottolineare, che nella vicenda in cui è stato condannato anche il sottosegretario Rixi della Lega ci sono esponenti del Partito Democratico, Forza Italia, SEL il partito creato da Vendola, UDC, Fratelli d’Italia, Lista Civica, Italia dei Valori, Udeur e Sinistra. Nessuno del Movimento 5 Stelle.

La votazione a cui si è sottoposto Luigi Di Maio per rimettere il mandato di capo politico del Movimento 5 Stelle nelle mani degli iscritti si è conclusa con la percentuale bulgara dell’80% a favore del vicepremier.

Mercoledì sera, c’è stata l’assemblea dei gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle con Luigi Di Maio, convocata dopo il risultato alle elezioni europee. Presente alla riunione, per la prima volta da quando è stato eletto presidente della Camera, Roberto Fico. All’assemblea ha preso parte anche Alessandro Di Battista. Erano presenti poi tutti i ministri pentastellati. In assemblea si è discusso della riorganizzazione del Movimento al fine di garantire un maggior radicamento nei territori, specie in quelli dove si è avuto un maggiore calo di consensi. Si è discusso anche sull’opportunità di continuare a supportare il Governo, convinzione espressa dalla stragrande maggioranza dei colleghi. Pertanto, sia all’interno del gruppo parlamentare sia sulla piattaforma Rousseau con gli iscritti, il nostro capo politico ha mantenuto saldo il timore del Movimento 5 Stelle. Faremo tesoro dei nostri errori ma ora è tempo di tornare a parlare di temi e politiche.

Buone notizie, invece, giungono per il comparto nautico e per chi ha una imbarcazione con un motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a 2 tempi, gli Envirude 40 per intenderci.

Ci sono emendamenti al Dl Crescita, che speriamo vengano ammessi, nonché è già partita la discussione della proposta di legge parlamentare per il “differimento dell’efficacia dell’obbligo della patente nautica per la conduzione” di queste imbarcazioni. La patente ce la impone la Direttiva comunitaria: noi daremo respiro per ammortizzare i costi sino al 2021 andando incontro alle richieste di circa 7.000 possessori di questi motori. Ci sono 217 società italiane di locazione di questi piccoli natanti che necessitano di un po’ di respiro e ne gioverebbe, pertanto, anche il comparto turistico.

Come sono ripresi i lavori parlamentari in Commissione Trasporti?

Mentre al Senato si discute lo Sblocca Cantieri, a Montecitorio abbiamo dato avvio alla proposta di legge sulla patente nautica per le piccole imbarcazioni, come dicevo in precedenza, e abbiamo svolto l’audizione sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G e alla gestione dei big data. Hanno partecipato i rappresentanti dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid). Come ha dichiarato la direttrice generale dell’Agid Teresa Alvaro, l’intelligenza artificiale e la blockchain sono tecnologie che devono essere utilizzate anche nella pubblica amministrazione e nel rinnovamento dei servizi offerti, ma per faro questi dovrebbero prima essere re-ingegnerizzati. Per quanto riguarda le linee guida che l’Agid deve diramare sulla blockchain è stata condotta un’analisi tecnica per individuare i problemi prima che si creino e per cautela (data la portata innovativa dell’argomento) si è ritenuto di dover inserire nel gruppo di lavoro anche rappresentati del Garante Privacy, dell’avvocatura e della sicurezza. Le linee guida saranno poi sottoposte a un processo di consultazione pubblica per avere un avviso completo da parte di tutte le componenti che dovranno poi usare la blockchain. Infine, abbiamo audito i rappresentanti della Strada dei Parchi SpA sull’ipotizzata chiusura del traforo del Gran Sasso.

In Aula alla Camera, invece, di cosa si è discusso?

Abbiamo approvato il decreto sulle misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria. La discussione della proposta di legge della collega Corda (M5S) concernente norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e dei corpi di Polizia ad ordinamento militare nonché delega al Governo per il coordinamento normativo, invece, è stata rispedita in Commissione. L’auspicio è che superi quanto prima gli scogli in cui è incappata per approdare presto nuovamente in Aula per la sua approvazione: sono tantissimi i militari che aspettano queste norme. Abbiamo inoltre discusso la mozione per potenziare il sistema dei pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni.

Una notizia che riguarda la Puglia è, infine, quella delle ciclovie turistiche. Cosa dovranno aspettarsi i pugliesi?

Se la Giunta Emiliano non si dà una mossa, noi pugliesi non potremo beneficiare proprio di nulla. Il Governo infatti ha stanziato i fondi per la Ciclovia Adriatica che dal Veneto giunge sino al Gargano. È stato firmato il protocollo d’intesa (la regione capofila sono le Marche), saranno stanziati i primi fondi non appena la Corte dei Conti darà l’ok mentre si attende che la Puglia decide il tratto di sua competenza e il suo approdo sul Gargano. In Parlamento lavoreremo per recuperare i fondi affinché si proceda al ricongiungimento di questa ciclovia turistica con quella dell’Acquedotto che arriva a Santa Maria di Leuca, a Lecce. Su questa ciclovia, però, la Regione Puglia (ente capofila) non riesce a svolgere il proprio ruolo e a far smuovere i partner Basilicata e Campania. Ci siamo dati tempo sino al 30 settembre, speriamo giungano buone notizie per allora. Si tratta di investimenti importanti soprattutto per i turisti provenienti dall’estero: profilo alto-spendente e con una permanenza media di 5-7 giorni. Sarebbe un delitto non investire in tal senso!



FONTE : Emanuele Scagliusi