UN CAFFÈ CON DON PEPPINO

Di Bruno Fusco:

Discutevo con don Peppino che ha ottant’anni, e una pensione di 400 euro, vive in una casa popolare, gli piace bere il caffè, e gli piace ascoltare le mie barzellette, e a me piace ascoltare le sue vicissitudini. Ultimamente lo assillano delle problematiche, e anche stamattina presto, l’ho incontrato, andavo di fretta, ma c’è stato il tempo per un dialogo:
– “allora don Peppì, come va quel dolore, è passato?”
– “un po’, ma non importa, l’importante è che hanno arrestato a Battisti in Bolivia, non ci dormivo la notte”
– “avete letto? Vabbè, e la gamba come va?
– “quella non vuole sentire santi, ma con il bastone si va avanti, se poi penso alla crisi americana, non riesco nemmeno a mangiare”
– “ma non ci pensate don Peppino, noi abbiamo i nostri problemi, che mi dite della prostata?”
– “ho qualche difficoltà, ma nulla in confronto alle preoccupazioni per questa deriva fascista”
– “parlate del governo giallo verde?”
– “nooo, parlo dei francesi, anche ieri ne hanno picchiati a migliaia, e arrestano giovani e vecchi”
– “ma voi non dovete leggere i giornali, voi dovete stare tranquillo, dovete guardare Maria De Filippi, i telefilm americani, gli sceneggiati a Rete Quattro, don Peppì, pensate a voi, che il mondo non cambia!”
– “non ci posso fare niente, è più forte di me, se penso alla TAV, mi sale una rabbia”
– Pure la TAV vi preoccupa? E che ne pensate della situazione degli Armeni, dello Yemen, delle ultime scintille nel Congo?
– “la vedo brutta, soprattutto nel Congo”
Don Peppì, e della vostra pensione?
– “chi se ne fotte, non è la mia pensione il problema, ma allora non leggete i giornali signor Bruno?”
– “che devo sapere?”
– “ma allora andiamo proprio bene? Dicono che i poli si stanno invertendo?”
– “anche di questo vi preoccupate? Don Peppì, ma pensate a stare bene!”
– “che dite? Per me è una buona notizia, io credevo che quando facevo la pipì, era colpa mia se non centravo il buco della tazza, invece sono questi cazzi di poli che si muovono, finalmente una buona notizia!”
– “ahahah, è proprio così don Peppino, vi auguro una buona domenica!”