Trasporto sanitario, il governo impugna la legge regionale

Quartini (M5S): “Interferenza regionale nelle competenze nazionali in materia di professioni.”

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato ieri la legge regionale n. 83 del 30 dicembre 2019, recante “Disciplina delle autorizzazioni e della vigilanza sulle attività di trasporto sanitario”, in quanto alcune norme riguardanti gli operatori addetti al soccorso e al trasporto sanitario si pongono in contrasto con i principi fondamentali in materia di “professioni” riservati alla legislazione statale dall’articolo 117, terzo comma, della Costituzione.

“Da subito noi del MoVimento 5 Stelle avevamo criticato questa legge, a quanto pare avevamo ragione – afferma Andrea Quartini, Consigliere regionale – Anche i professionisti del 118 e l’Ordine dei medici si dissero contrari a questa legge, ma non vennero ascoltati da Rossi e dalla Saccardi.

La legge prevede che la dotazione del personale volontario, a cui va l’apprezzamento incondizionato di tutti i cittadini, specialmente nella nostra Regione, dove “i volontari dovrebbero essere proposti come patrimonio dell’umanità” – dice Quartini – sia di solo due persone (ovviamente con attestazioni di soccorritori di base o avanzati, a seconda delle tipologie di mezzo). Inconcepibile, sia in caso di “semplice trasporto”, che in presenza di professionisti, nei mezzi di soccorso avanzati. Anche se pensiamo alla sola mobilitazione di una persona allettata dal letto, o da terra al cucchiaio o al telo, persino un semplice cittadino può intuire il carente grado di sicurezza dell’operazione. Quando poi si parla di soccorso avanzato con la presenza di professionisti sanitari, diventa come operare in una sala chirurgica senza ferristi.

Rossi e Saccardi si erano impegnati a rinviare la proposta di legge alla prossima legislatura, concertando con tutte le categorie i contenuti. Invece, evidentemente, per accontentare solo una parte, per quanto importante, del sistema emergenza-urgenza territoriale, la maggioranza ha voluto agire d’imperio. Appare adesso ancora più chiaro che si è trattato di un pastrocchio normativo ad esclusivo uso propagandistico, che poco ha a che vedere con la salute dei cittadini.”



Di Movimento 5 Stelle Toscana:

FONTE : Movimento 5 Stelle Toscana