Strage di pesci nel canale scolmatore, le analisi di Arpa e Ats confermano la morte per ipossia

Di Massimo De Rosa:

È stata con ogni probabilità un onda anomala di liquami a causare la moria di pesci, segnalata dai cittadini di Abbiategrasso lo scorso tre febbraio. È passato circa un mese dalla mattina in cui, all’altezza del ponte di Cascina Gambarini, veniva segnalata una vera e propria strage per ciò che concerne la fauna ittica. Centinaia i pesci rinvenuti a galla all’interno del Canale Scolmatore di Nord Ovest.

Una vicenda che aveva portato all’immediata attivazione dei controlli da parte degli organi preposti. Sia Arpa (Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente) che ATS (Agenzia Tutela della Salute) si recarono infatti immediatamente sul posto, al fine di realizzare i campionamenti e le rilevazioni del caso. In seguito ai fatti ho immediatamente presentato richiesta di accesso agli atti, per conoscere l’esito delle rilevazioni. Oggi conosciamo i risultati di quelle analisi. Le rilevazioni effettuate da Arpa Lombardia hanno evidenziato come all’interno del campione d’acqua analizzato vi fosse un Ph circa pari ad 8, tracce di azoto ammoniacale e ossigeno disciolto pari a 2,4 milligrami/litro. I pesci sarebbero quindi morti per ipossia, ovvero mancanza d’aria. Questo è quanto confermato anche dalle rilevazioni di ATS che, in seguito all’esame anatomopatologo su di un campione di 21 pesci, ha evidenziato caratteristiche del campione riconducibili ad uno stato asfittico.

Dati che confermano l’ipotesi di uno scarico non meglio definito avvenuto molte ore prima, come evidenziato dai testimoni che hanno rilevato forti odori a monte del salto della Casalina, attorno alle 5 del mattino. Il riversamento all’interno del canale scolmatore avrebbe contribuito a creare condizioni non idonee alla vita della fauna ittica. Al momento dell’intervento di Arpa l’impianto di depurazione di Abbiategrasso funzionava perfettamente. Tuttavia non è possibile escludere un evento di sfioro. Questo perché in corrispondenza del depuratore manca la strumentazione che servirebbe a monitorare proprio questo genere di situazioni. Per questo motivo ci uniamo all’appello di Arpa. Suggerendo all’autorità competente l’installazione della strumentazione necessaria al monitoraggio, e di conseguenza alla preventiva allerta, di modo da evitare che questo tipo di situazione possa nuovamente verificarsi.

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FONTE : Massimo De Rosa

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