Sindacati, tessere a picco. Giunto il momento dell’autocritica?

Di Rosa D’Amato – Portavoce M5s nel Parlamento EU:

Fa riflettere il tentativo di unificazione delle maggiori sigle sindacali auspicato dal segretario della Cgil Landini per scongiurare il declino ormai in atto. Una clamorosa emorragia di iscritti, spinge Cgil Cisl e Uil a tentare il tutto per tutto.

I numeri sono clamorosi “per la la Cgil, dal 2012 (l’anno in cui si documenta il culmine delle iscrizioni) al 2017 l’emorragia è stata di più di 473mila tesserati; lo stesso vale per la Cisl, che dal 2010 al 2017 perde per strada 501mila iscritti”. Dati pubblicati su Il Fatto Quotidiano.

Allora ci chiediamo se non sia giunto il momento dell’autocritica verso le azioni mai messe in atto sotto i precedenti governi quando, il massacro di diritti a carico dei lavoratori, si è concretizzato: redditi più bassi e più tassati d’Europa e condizioni di lavoro talmente precarie da ricordare il secolo scorso. Perché un serio contrasto alle politiche palesemente vantaggiose per industriali e grandi evasori non è mai stato fatto? Sarà questa la domanda che si è posto chi fugge dai tesseramenti sindacali ? Hanno recentemente protestato contro quota 100 e reddito di cittadinanza che offrono concrete prospettive di lavoro e di crescita e non si sono visti quando, nel giro di pochi giorni, Camera e Senato licenziavano la legge Fornero o quando Renzi aboliva l’Art.18 e inondava il Paese di chiacchiere col Jobs act che ha portato nelle tasche degli industriali 80 miliardi. Diano una mano al governo per quanto riguarda le proposte del M5S sul salario minimo se vogliono recuperare credibilità e ci aiutino a portare il sud a livelli di occupazione accettabile e dignitosa sotto ogni profilo.



FONTE : Rosa D’Amato – Portavoce M5s nel Parlamento EU