Sin di Terni: sulle spalle dei cittadini il peso del passato industriale

I cittadini di Terni continuano a portare sulle spalle il peso del passato industriale della città. La superficie del Sito di interesse nazionale è pari a 655 ettari, ma secondo gli ultimi dati del ministero dell’Ambiente solo una parte minoritaria del territorio è stata bonificata: parliamo di appena il 2% delle falde e il 28% dei suoli. Quest’ultimo dato comprende però anche le aree risultate non contaminate oltre i limiti di legge: se si sottraggono queste, la percentuale del territorio effettivamente bonificato scende drasticamente.

Bastano questi pochi numeri per dare l’idea della grave situazione in cui si trova il Sin di Terni Papigno, che con la Commissione Ecomafie abbiamo approfondito in due missioni a Terni. La prima a fine febbraio, e la seconda il 7 marzo 2019, con l’obiettivo di renderci conto dello stato dei luoghi e degli effetti delle lentezze nel processo di bonifica. Abbiamo visitato l’area degli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno, dove l’attività produttiva è andata avanti fino al 1972. Nell’area sono stati rilevati superamenti di Pcb e idrocarburi. Abbiamo poi visitato lo stabilimento delle acciaierie Ast, dove è stata rivenuta una contaminazione da cromo esavalente dell’acqua di falda, con valori che secondo Arpa Umbria sono di tre volte superiori rispetto alle soglie di contaminazione. Abbiamo voluto vedere di persona anche la discarica di Valle, dove Ast smaltisce ogni anno oltre 300mila tonnellate di scorie di produzione, più fanghi di depurazione pericolosi. Sotto alla discarica passa la galleria del Tescino, dove più volte si sono verificati affioramenti di acqua contaminata da metalli pesanti e nitrati.

Per quanto riguarda il quadro epidemiologico, il progetto Sentieri coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato a Terni un’associazione tra le esposizioni ambientali ed alcuni eccessi di mortalità e di ricoveri, sia in età adulta che pediatrica.

Tutti aspetti che hanno reso importante l’approfondimento della situazione di questo territorio da parte della Commissione. Nonostante infatti sia meno conosciuto rispetto ad altri Sin, quello di Terni ha ancora diverse aree per le quali ancora non è stata accertata neanche la natura dell’inquinamento. Il nostro lavoro sull’Umbria va avanti, per comprendere i motivi e i responsabili di violazioni, lentezze e inadempienze.

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Di Stefano Vignaroli:

FONTE : Stefano Vignaroli