Se lo sono presi nello spread

San Conte ha fatto il miracolo. Ha trovato un accordo con l’Europa senza tradire i cittadini italiani. E cioè i soldi per fare le cose promesse ci sono, la procedura d’infrazione non partirà e i mercati posso riposare tranquilli. Se lo sono presi tutti nello spread. Ma i nemici del cambiamento hanno ovviamente visto tutt’altro film e stanno svendono la palese vittoria gialloverde come una sconfitta. Per riuscirci anche questa volta, stanno usando tutta la malafede e la cattiveria di cui sono capaci. È dal 4 marzo che le vecchie caste stanno dando il peggio di loro dimostrando il loro vero volto. Eravamo finiti in mani davvero viscide e disoneste. Qualunque cosa faccia il governo, per le vecchie caste è sempre un’occasione per sfogare le proprie frustrazioni e sputare fango.

Ma i fatti non mentono e dicono una cosa semplice semplice. Il governo ha scritto finalmente una manovra economica per il popolo rispettando cioè le promesse elettorali, ha stanziato i soldi, ha negoziato quella manovra in Europa ed ha perfino ottenuto un accordo impedendo speculazioni e grane burocratiche. Botte piena e moglie ubriaca. Punto e basta. Una vittoria palese. Inconfutabile. Percentuali e numerini e dichiarazioni e tempi e modi e tutta la cagnara di fake-news dei giornali, sono futili dettagli. Conte ha stravinto e con lui tutto il governo. Finalmente i soldi vanno a chi ha bisogno e non alle lobby e alle banche. Finalmente un governo che non tradisce i cittadini ma che lotta per realizzare quanto promesso in campagna elettorale. Una vittoria che è di tutti, è della democrazia italiana nel suo insieme.

Ad aver vinto è l’Italia che è riuscita dopo anni di sudditanza a liberarsi dal giogo dei burocrati europei ed imporre la volontà dei cittadini e un cambio di rotta politico nella strategia per ritrovare la crescita. Vedremo se funzionerà, ma non ci sono dubbi che si tratta di una vittoria politica. Finalmente la volontà dei cittadini non viene svenduta e tradita nei palazzi del potere, non soccombe per l’interferenza di lobby e interessi occulti o per le bizze di qualche egoarca, ma arriva fino in fondo. Si trasforma in decisioni, in fatti, in soldi. Cosa che le vecchie caste denigrano come populismo, ma che si chiama democrazia. Si chiama rispetto della volontà popolare. Si chiama politica al servizio dei cittadini. Ma aspettarsi anche un minimo di onestà intellettuale dalle vecchie caste incarognite, è pura utopia. Non ammetteranno mai la vittoria di Conte e del governo gialloverde. Non ammetteranno mai che dopo mesi di iettature e infamità se lo sono presi tutti nello spread.

Tommaso Merlo

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