SCUOLE CHIUSE: LA NOSTRA PROPOSTA PER L’EMERGENZA

Il Governo sta lavorando senza sosta per rispondere a due emergenze parallele: la prima è quella sanitaria, che stiamo affrontando con la massima fermezza per contenere il contagio e tutelare la salute pubblica, e la seconda è quella economica.

Per quanto riguarda quest’ultima sono già state approvate misure importanti come la sospensione di imposte, tributi, rate del muto e contributi sociali per contribuenti ed imprese che si trovano nella zona rossa, ma non ci fermiamo: il decreto a cui stiamo lavorando immetterà al più presto nell’economia 3,6 miliardi di euro.

Inoltre, in un momento del genere se entrambi i genitori fossero costretti a lavorare, potrebbe rendersi necessario pagare una baby-sitter per accudire i figli: una spesa insostenibile per molte famiglie italiane.

La norma che abbiamo in mente andrebbe a risolvere questo problema, senza scaricare i giorni non lavorati sul datore di lavoro: ci penserà lo Stato a pagare il genitore che rimane a casa.

È il minimo che possiamo fare per rendere meno pesante una misura di forte impatto sociale come la chiusura delle scuole.

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Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini