Sblocca cantieri, le norme che aiuteranno la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma

Di Patrizia Terzoni:

Sblocca cantieri, le norme che aiuteranno la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma

Dopo il passaggio al Senato, anche la Camera ha approvato lo Sblocca-cantieri, il pacchetto di norme che ha l’obiettivo di consentire alle troppe opere pubbliche bloccate da anni di ripartire, per dare così nuova linfa a un settore decisivo per l’economia generale del nostro paese.

Per dare un quadro della situazione attuale, basti pensare agli ultimi dati rilasciati dall’Ance, l’associazione dei costruttori edili, che ha recentemente stimato in quasi 600 le opere bloccate, per un valore di 50 miliardi di euro.

Per non parlare dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche: una media due anni per realizzare lavori dall’ammontare inferiore a 100.000 euro,  fino a quindici anni per lavori di valore superiore a 100 milioni.

Ancora, nel bilancio pubblico, risultano bloccate risorse per 150 miliardi di euro a valere sui prossimi 15 anni, risorse che difficilmente si riescono a mettere in circolo a causa di una miriade di pastoie burocratiche.

Ecco perché il decreto Sblocca-cantieri è decisivo per cominciare a correggere, snellire e semplificare  le parti più problematiche dell’attuale Codice degli appalti. A nostro avviso, la semplificazione è la strada maestra per garantire trasparenza e concorrenza, assicurando allo stesso tempo la veloce realizzazione delle opere.

Oltre alle norme sugli appalti, il decreto contiene anche quelle per i commissari straordinari, per la rigenerazione urbana, e, cosa che ci è particolarmente a cuore,  per il sisma.

Lo Sblocca-cantieri si configura infatti come un momento fondamentale per semplificare e migliorare le norme sulla ricostruzione e la rinascita delle aree colpite dal sisma 2016.

Già i provvedimenti approvati in sede di Governo andavano in questa direzione ma le molteplici novità introdotte dal decreto grazie al lavoro dei nostri colleghi senatori hanno ulteriormente migliorato un testo che deve risolvere le tante criticità presenti nelle norme che i precedenti governi avevano varato creando una situazione di blocco inaccettabile nelle aree così gravemente colpite dal sisma.

Non solo si rimedia a quegli errori,  ma si introducono novità rilevanti che non riguardano solo le aree del Sisma 2016, ma anche le normali procedure utili per salvare vite umane nelle emergenze.

Ne è esempio lampante l’art.28 che introduce il sistema di IT-Alert in caso di emergenza da attivare con messaggistica social. Una gestione moderna ed efficiente della comunicazione alla popolazione in presenza di risch,i non poteva non coinvolgere l’uso ragionato dei moderni strumenti che la tecnologia ci ha messo a disposizione.  Questa normativa permetterà di organizzare al meglio la segnalazione di allerta alla popolazione salvando così tante vite umane durante alluvioni, eruzioni, nevicate e altri eventi calamitosi.

In questa sede però, poniamo l’attenzione su quei provvedimenti che andranno direttamente a impattare in positivo Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, e cioè le zone colpite duramente dal sisma 2016.

Queste le principali novità.

  • Tra le decisioni più importanti, quella di coinvolgere i comuni nelle istruttorie per il rilascio delle concessioni di contributo e di tutti gli adempimenti conseguenti relative agli edifici privati con danni classificati inagibili con esito “B” o “C” ed “E” limitatamente al livello operativo “L4”.
  • Per quanto riguarda il personale dei soggetti impegnati a valutare i progetti si rafforza il contingente di personale impegnato a vagliare le pratiche con 200 unità di personale. Si autorizzano i Comuni alla stipula di contratti di lavoro autonomo di collaborazione coordinata e continuativa per il 2019 e 2020, di personale di tipo tecnico o amministrativo-contabile da impiegare esclusivamente nei servizi necessari alla ricostruzione.
  • Si estende ai professionisti i benefici della zona franca urbana istituita dal decreto-legge n. 50 del 2017. In particolare si dispone l’estensione ai professionisti già in attività e a quelli che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della zona franca entro il 31 dicembre 2019 delle agevolazioni fiscali (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’imposte municipali proprie per gli immobili e dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali) che prima erano limitate dal decreto legge n. 50 del 2017 alle sole imprese. Le esenzioni per i professionisti sono concesse per gli anni 2019 e 2020.
  • Si consente altresì l’installazione di strutture abitative temporanee ed amovibili, da parte dei proprietari degli immobili inagibili, nelle zone maggiormente colpite dagli eventi sismici, con oltre il 50% degli immobili in categoria E. In tali zone, la norma in esame consente l’installazione delle strutture citate solo previa autorizzazione comunale e, comunque, fino a novanta giorni dall’ordinanza di agibilità dell’immobile oggetto di ricostruzione.
  • Una norma importantissima riguarda le imprese e i lavoratori. Viene infatti disposto il differimento, dal 1° giugno al 31 ottobre 2019, del termine per l’effettuazione degli adempimenti e versamenti fiscali e contributivi sospesi in seguito agli eventi sismici che potranno avvenire anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019; su richiesta del lavoratore dipendente subordinato o assimilato, la ritenuta può essere operata anche dal sostituto d’imposta.
  • Un’ulteriore modifica disciplina le modalità di selezione, da parte del beneficiario dei contributi, dell’impresa esecutrice dei lavori di ricostruzione. D’ora in poi si dovrà tener conto solo delle imprese iscritte nell’Anagrafe antimafia degli esecutori. Abbiamo però pensato una norma ad hoc per evitare che poche imprese si accaparrino la gran parte dei lavori privati, con ovvie ripercussioni sui tempi della ricostruzione ed effetti perversi sulla stessa economia locale.
  • Lo stesso varrà per gli interventi relativi alle opere pubbliche, compresi i beni culturali di competenza delle diocesi e del Ministero dei beni culturali, dove saranno fissati con apposito provvedimento commissariale il numero e l’importo complessivo massimi degli incarichi che possono essere assunti contemporaneamente dai professionisti.
  • La norma in esame facilita l’affidamento delle attività di progettazione, su cui dobbiamo recuperare tanto tempo perduto per far partire i lavori concretamente, rendendo più chiare le categorie di opere per le quali possono essere previste procedure negoziate di incarichi di progettazione “sotto-soglia”. Inoltre nella stragrande maggioranza dei casi la progettazione affidata dovrà essere di livello esecutivo.
  • Per venire incontro alle attività commerciali che hanno subito fortissimi danni si prevede di prevede l’esenzione dell’imposta comunale sulla pubblicità e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari, riferiti alle insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi, nonchéla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche non sono dovuti, a decorrere dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2020. Lo Stato rimborserà i comuni per i mancati introiti.
  • Attenzione anche alla viabilità assegnando 5 milioni ai comuni sopra i 30.000 abitanti al fine di procedere ad interventi urgenti di manutenzione straordinaria o di messa in sicurezza su strade ed infrastrutture comunali.
  • Per mitigare il rischio di disgregazione del tessuto produttivo delle regioni interessate dal sisma si dispone che le risorse per sostenere eventuali delocalizzazioni di attività produttive necessarie saranno indirizzate per interventi all’interno della stessa regione per evitare la migrazione delle imprese in regioni diverse. Prima, infatti, la delocalizzazione con sostegno governativo poteva avvenire in tutto il territorio nazionale. Inoltre si sottolinea che tale delocalizzazione deve essere preferibilmente temporanea.



FONTE : Patrizia Terzoni