Sblocca-cantieri, cos’è e come aiuterà a rilanciare l’economia del paese

Di Patrizia Terzoni:

Sblocca-cantieri, cos’è e come aiuterà a rilanciare l’economia del paese

Dopo un intenso lavoro del Governo e del Parlamento, il decreto Sblocca cantieri è legge.

Il motivo per cui ci siamo tanto battuti per questo provvedimento è semplice. La situazione che ci siamo trovati di fronte lo ha richiesto. Nel nostro Paese per completare un’opera pubblica servono anche 15 anni, se non di più. Sono circa 600 quelle bloccate (per un valore di 50 miliardi di euro), di cui solo una sessantina di competenza del Ministero delle Infrastrutture e le restanti 540 circa a carico di Comuni, Regioni ed altri enti. E’ evidente che le opere bloccate tengono ferme risorse economiche e congelati migliaia di posti di lavoro. Si tratta di un mancato giro d’affari che ci fa perdere qualcosa come 800mila potenziali occupati. Per non parlare delle piccole opere: secondo l’Upi, l’Unione delle province, sono 1.712 quelle già progettate e non ancora realizzate per vari ostacoli amministrativi.

Con il decreto Sblocca cantieri mettiamo quindi fine a una situazione che ha bloccato l’economia e il progresso in Italia. La nostra ricetta è questa: meno burocrazia, più trasparenza e tempi rapidi. Se facciamo ripartire i cantieri e l’occupazione, allora rimettiamo in moto l’economia e un settore chiave come quello delle costruzioni.

E nonostante le critiche, crediamo sia possibile unire l’obiettivo di realizzare le opere utili e allo stesso tempo proteggerci da potenziali infiltrazioni criminali ed eventuali episodi di corruzione.

Come? Attraverso la semplificazione. E’ questa la strada maestra per garantire trasparenza e concorrenza leale, assicurando allo stesso tempo che le opere vengano fatte in tempi ragionevoli.

Crediamo inoltre di aver anche contribuito a fornire strumenti di contrasto all’illegalità, tramite la battaglia che abbiamo portato avanti per far approvare la legge Spazzacorrotti, cos come ci siamo battuti per l’inasprimento delle norme antimafia.

Ed è per questo che non abbiamo avuto timore di configurare procedure di affidamento dei lavori più snelle e di dare più poteri ai commissari straordinari per realizzare presto e bene le opere strategiche. Per non parlare di come tutto questo avrà anche effetti positivi sulla ricostruzione nelle aree terremotate o per riconoscere alle piccole e medie imprese la possibilità di partecipare all’aggiudicazione di appalti.

Andiamo a vedere COME:

–              Snelliamo il codice degli appalti. Per le imprese sarà più facile partecipare alle gare, grazie alla semplificazione delle procedure di gara e i lavori saranno più veloci;

–              Ci sarà un regolamento unico per semplificare la burocrazia;

–              Ci sarà un iter più snello per i lavori poco costosi: fino a un costo di 40.000 Euro, un’opera potrà essere appaltata con affidamento diretto;

–              Per sbloccare le opere pubbliche ritenute strategiche, prevediamo la nomina di commissari straordinari, sul modello di quello nominato a Genova dopo il crollo di Ponte Morandi;

–              concessioni autostradali: i funzionari pubblici potranno revocare la concessione a un gestore di autostrade senza rischiare il danno erariale;

–              Semplifichiamo l’iter degli interventi per la ricostruzione delle zone colpite da terremoti.

Questo in estrema sintesi.

Volendo approfondire, possiamo andare a vedere più nello specifico il raggio d’azione della nuova legge.

  • Innanzitutto va specificato che fino al 31 dicembre 2020 l’applicazione del Codice degli appalti è sospesa per tre punti:

•             I Comuni non capoluogo di provincia possono sottrarsi all’obbligo di rivolgersi a centrali appaltanti. Questo significa che potranno gestire autonomamente le procedure di affidamento dei lavori senza ricorrere a soggetti esterni che gestiscano tali procedure, con un risparmio di tempi e di costi.

•             Non è obbligatorio, da qui a fine 2020, scegliere i commissari di gara tra gli esperti iscritti all’albo Anac. Questa norma di fatto non era mai andata a regime, vista l’incompletezza dell’albo e la perdurante carenza di candidati, dunque per il prossimo anno e mezzo non si applica.

•             Sospeso il divieto di ricorrere all’affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori: diventa quindi possibile usare il cosiddetto “appalto integrato” che prevede che si possano aggiudicare contestualmente la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base del progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice.

  • Limite al subappalto

Basta infiltrazioni criminali negli appalti pubblici: Grazie alla mediazione del MoVimento è stata cancellata la sospensione della norma del Codice degli appalti che fissa al 30% il limite del subappalto (se fosse passata la sospensione voluta dalla Lega saremmo arrivati al 100% di lavori subappaltabili). La sintesi finale è che un limite al subappalto resta, grazie al MoVimento, ma viene leggermente aumentato, al 40%. L’aumento della soglia dei lavori che si possono subappaltare è positivo anche in relazione al fatto che l’Ue aveva avviato nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione per aver imposto limiti troppo restrittivi a una pratica che le direttive europee chiedono, al contrario, di favorire. Confermato, invece che l’impresa non è più obbligata ad indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta per i lavori sopra la soglia comunitaria, pari a 5,2 milioni.

  • Resta l’obbligo di indicare separatamente gli oneri di sicurezza

Grazie all’intervento del MoVimento si mantiene l’obbligo per l’impresa di indicare separatamente gli oneri di sicurezza, pena l’esclusione dalla gara. In pratica, per garantire la sicurezza dei lavoratori l’impresa deve continuare a specificare cosa farà sia per la gestione del rischio aziendale (uso delle attrezzature di lavoro, sorveglianza sanitaria, gestione emergenze, formazione) sia per la prevenzione dei rischi legati allo specifico appalto (adeguamento, manutenzione e impianti del cantiere).

  • Punteggio economico: resta limite 30%

Molto spesso quando si fa una gara d’appalto un eccessivo peso dato all’offerta economica porta all’aggiudicazione di un appalto con un prezzo troppo basso, al punto da trascurare altri aspetti come il giusto trattamento economico e contrattuale dei lavoratori o il corretto eseguimento dei lavori. Di conseguenza, la ditta che si aggiudica l’esecuzione di un lavoro a prezzi stracciati potrebbe pagare troppo poco o assumere a nero i suoi operai, oppure potrebbe utilizzare materiali scadenti a discapito della sicurezza di fruirà dell’opera. Adesso, grazie alle richieste del MoVimento 5 Stelle è previsto un limite del 30% per il punteggio economico, nell’ambito della procedura da aggiudicare, tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

  • Collegio consultivo tecnico

Tra le novità c’è l’introduzione del Collegio consultivo tecnico, essenzialmente un team “anti-contenzioso” composto da tre esperti che avranno il compito di risolvere le controversie nate in tema di esecuzione del contratto, senza per forza arrivare in un’aula di Tribunale.

  • Soglie di affidamento appalti sotto la soglia comunitaria

Le soglie sono le seguenti:

•             Da 0 a 40mila euro affidamento diretto

•             Da 40mila a 150mila affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi, se esistenti

•             Da 150mila a 350mila mediante procedura negoziata previa consultazione di almeno 10 operatori, se esistenti

•             Da 350mila a 1milione mediante procedura negoziata previa consultazione di almeno 15 operatori se esistenti

Dal milione di euro e fino alla soglia comunitaria (5,2 milioni)  sarà obbligatoria la procedura aperta, alla quale possono partecipare tutti gli operatori economici dotati delle caratteristiche e qualifiche adatte all’affidamento di un determinato appalto.

  • Addio massimo ribasso

Chiariamolo subito: non ci sarà mai più il massimo ribasso come criterio di aggiudicazione degli appalti. Finora, per evitare che l’opera fosse realizzata in maniera irregolare e con qualità inferiore a quella richiesta con conseguenti contestazioni e ricorsi, veniva fissata una soglia di anomalia con il cosiddetto “taglio delle ali”: si eliminavano con un calcolo preciso le offerte con un ribasso troppo elevato o troppo ridotto.  Poi, però, accadeva che le imprese che avevano fatto offerte inferiori potevano presentare giustificativi dell’offerta ridotta e venivano riammesse alla gara per non rischiare ricorsi. Così il massimo ribasso rientrava dalla finestra. Ora invece, ci sarà l’obbligo di escludere tutte le imprese sotto la soglia di anomalia. Nel caso le offerte siano più di 15 la soglia sarà calcolata con un calcolo logaritmico che il Mit potrà modificare nel tempo. Così le imprese non saranno in grado di calcolarla a priori per poi regolarsi di conseguenza nel presentare l’offerta.

  • Torna il regolamento attuativo unico

Con questo semplifichiamo le procedure delle gare d’appalto: dovrà essere adottato entro 6 mesi e conterrà le disposizioni di esecuzione, attuazione e integrazione del codice degli appalti. Fino alla data di entrata in vigore rimarranno valide le attuali linee guida Anac, sulla cui forza vincolante sono stati spesso espressi dubbi. Si introduce così un fattore di semplificazione e certezza delle norme molto importante e gli operatori potranno far riferimento a una disciplina unitaria e univoca.

  • Stop allo strapotere dei concessionari autostradali

Per troppi anni i plurimiliardari gestori autostradali hanno esercitato un potere contrattuale senza adeguati contrappesi da parte dello Stato e dei funzionari pubblici. Con un emendamento del MoVimento 5 Stelle si permette finalmente a un funzionario pubblico che decide di revocare una concessione a un gestore autostradale inadempiente, di non rischiare il danno erariale, a patto che il decreto di revoca sia vistato e registrato in sede di controllo preventivo dalla Corte dei conti. Bilanciamo così i pesi tra Stato e concessionari autostradali a esclusiva tutela degli interessi pubblici.

  • Super commissari

Sarà possibile al fine di sbloccare alcuni cantieri ritenuti prioritari, nominare dei commissari straordinari con poteri speciali. Potranno prendere ogni decisione ritenuta necessaria per l’avvio o per la prosecuzione dei lavori, anche sospesi, provvedendo all’eventuale rielaborazione e approvazione dei progetti non ancora appaltati. L’approvazione dei progetti da parte dei Commissari straordinari sostituisce ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta per l’avvio o la prosecuzione dei lavori, fatta eccezione per le autorizzazioni relative alla tutela ambientale e alla tutela di beni culturali e paesaggistici. In ogni caso per queste ultime autorizzazioni i tempi sono ridotti.

  • IT-Alert, Sms di allarme pubblico per prevenzione terremoti

Si tratta dell’istituzione di un’innovativa piattaforma che consentirà di inviare brevi messaggi di testo a tutti i dispositivi cellulari presenti in una determinata area geografica, garantendo un servizio di comunicazione in emergenza tempestivo ed efficace come avviene in altri Paesi europei ed extraeuropei, per segnalare ad esempio eventi sismici, alluvioni, nubifragi, eruzioni di vulcani.

  • Cantieri scuole e strade

Diamo più tempo ai Comuni fino a 20mila abitanti per impiegare i 400 milioni complessivi messi a disposizione con la legge di Bilancio 2019 per gli investimenti di messa in sicurezza di scuole e strade

  • Estensione competenza commissario unico depurazione acque reflue

Viene esteso l’ambito di competenza del commissario unico per la depurazione: oltre alle opere già interessate dalle precedenti procedure d’infrazione, al commissario viene infatti affidato anche il trattamento delle procedure d’infrazione in corso al fine di evitarne l’aggravamento e le possibili ulteriori sanzioni da parte dell’Unione Europea.

  • Italia Infrastrutture Spa

Viene istituita dal 1° settembre 2019 “Italia Infrastrutture Spa”, al fine di aprire velocemente i cantieri delle opere pubbliche.  La società è sottoposta al controllo del ministero delle Infrastrutture.

  • Piccoli Comuni

I programmi “6000 Campanili” e “Nuovi Progetti di intervento” (del 2013-2014) vengono chiusi. Entro un mese un decreto del Ministero infrastrutture dovrà fare la ricognizione delle risorse disponibili e girarle a un nuovo Programma di interventi infrastrutturali per i piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti per la manutenzione di strade, illuminazione pubblica, strutture pubbliche comunali.

Un emendamento della Lega trasferisce le risorse del Fondo sport e periferie alla società pubblica Sport e salute Spa. Obiettivo del Fondo è realizzare e completare impianti sportivi da destinare all’attività agonistica. La Sport e Salute Spa diventa anche centrale di committenza dal 1° gennaio 2020: significa che potrà gestire appalti pubblici per tutta una serie di enti e amministrazioni.

  • Scuole in zone sismiche

Si potrà derogare al numero del personale docente e Ata: rinnoviamo quindi una proroga, approvata già lo scorso anno, per agevolare il rilancio e il ‘ritorno alla norma’ della vita scolastica in quei territori che hanno subìto i danni, a vari livelli, del sisma. 

Con una proposta Pd, approvata dal Governo, si consente alle scuole che hanno sede nei comuni del cratere sismico delle regioni del centro Italia di continuare a svolgere la propria attività didattica, senza il vincolo del numero minimo di alunni per classe.

In questo modo, si consentirà lo svolgimento anche del prossimo anno scolastico proprio in quei piccoli comuni che stanno cercando di ripartire dopo il sisma, evitando la chiusura delle classi e delle sedi scolastiche presenti.



FONTE : Patrizia Terzoni