Salvini sa che non può impedire lo sbarco dell’Open Arms. Ma la propaganda è altra cosa.

di Nicola Morra:

Ieri sera Salvini si domandava, in merito alla decisione del Tar del Lazio di sospendere l’efficacia del Decreto Sicurezza bis -decisione che permette all’imbarcazione Open Arms di sbarcare a Lampedusa- chi paga lo stipendio al giudice che ha deciso in questo modo.

Perché, sosteneva il vecchio “comunista padano”, se lo stipendio glielo paga il popolo italiano, quel giudice “deve difendere i confini italiani”.

Premesso che in una logica grettamente nazionalista quale quella evocata da Salvini (“difendere i confini” la dice tutta) i confini dovrebbero essere difesi dai soldati e non dai magistrati, vorrei sapere dal signor Salvini -ancora Ministro dell’Interno di un Governo che lui vorrebbe sfiduciare, per quanto le dichiarazioni degli esponenti della Lega Nord siano schizofreniche a tal proposito- se davvero pensa che un qualsiasi lavoratore retribuito debba fare ciò che gli chiede il suo datore di lavoro, a tutela non delle regole, non delle leggi, che hanno valore per tutti, universalmente, ma solo e soltanto degli interessi del padrone. Arrivando al paradosso che il dipendente, dovendo accettare qualsiasi richiesta del padrone (bella idea della dignità del lavoratore), dovrebbe anche castrarsi, qualora il padrone lo voglia, sol perché “gli paga lo stipendio”.

Poi penso ai legami del Ministro Salvini con il signor Denis Verdini.
Poi ai rapporti che è tornato ad ostentare con Silvio Berlusconi, il pregiudicato, e la risposta me la do.

Anche e soprattutto ricordando cosa pensasse e pensi l’ex cavaliere di Arcore della magistratura e dei rapporti che essa dovrebbe intrattenere con la politica.
Come se i magistrati debbano fare i maggiordomi, anzi i servi, del Governo.
Stile “Piano di Rinascita Democratica” della Loggia massonica P2, la cui scoperta nel 1981 in una celebre villa in provincia di Arezzo, esattamente a Castiglion Fibocchi, di proprietà di tal Licio Gelli, non deve essere dimenticata.

P.s.: Un Ministro dell’Interno che si rifiuta di dare esecuzione ad un provvedimento dell’autorità giudiziaria si pone in una grave posizione di scontro con l’ordine costituzionale e, comunque, come al solito, mente.
Il ricorso al Consiglio di Stato preannunciato da Salvini non ha efficacia immediatamente sospensiva del decreto adottato dal Tar del Lazio e, quindi, lui sa bene che non può affatto impedire lo sbarco dell’Open Arms.
Ma la propaganda è altra cosa.