Riconversione industriale e produzione mascherine: per ARIA costano troppo.

De Rosa (M5S) all’assessore Cattaneo: “Opposizione pronta a lavorare per superare una situazione paradossale”.

Da ieri la produzione interna a Regione Lombardia di dispositivi di protezione individuali, resa possibile grazie alla riconversione industriale in atto, potrebbe cominciare a produrre circa un centinaio di migliaia di mascherine al giorno. Il paradosso? Per ARIA (Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti), ovvero l’ente preposto all’acquisto potrebbero però essere inaccessibili, perché troppo costose.

“Rischiamo il paradosso” spiega il consigliere regionale Massimo De Rosa: “Lo sforzo delle nostre aziende, che stanno lavorando al massimo e senza sosta per rispondere alle esigenze dettate dall’emergenza, potrebbe essere vanificato da ragioni burocratiche”. “È una questione di costi” prosegue De Rosa: “Le aziende metteranno le mascherine sul mercato ad un prezzo al quale la centrale acquisti regionale non potrebbe acquistarle. Mettiamo il caso che, in ragione dei costi di produzione e del mercato, l’azienda X produca mascherine e le venda al costo di 2 euro. Regione Lombardia non potrebbe acquistarle dal momento che potrebbero essere reperibili sul mercato mascherine a un costo inferiore, ad esempio 60 centesimi. Intorno a quella cifra Regione ha  finalizzato 5 milioni di mascherine arrivate, su ordini per 140 milioni. 135 milioni di mascherine ordinate al prezzo più basso non sono ancora arrivate. Non ha senso continuare in questo modo. Chiunque può promettere mascherine a costi stracciati, salvo poi consegnarle con tempi di lunghezza resi inaccettabili dall’emergenza. I dispositivi di produzione individuale prodotti dalle aziende lombarde, sono qui e sono disponibili ora. Ad oggi non ha alcun senso continuare ad aspettare” insiste il consigliere regionale pentastellato.

Se negli ospedali lombardi mancano le mascherine è quindi colpa di Regione Lombardia, che preferisce aspettare arrivino quelle ordinate a un presso ribassato, piuttosto che comprare quelle prodotte dalle nostre aziende a un prezzo più elevato?

“Non esattamente” spiega De Rosa: “ Le difficoltà della Giunta sono comprensibili, esistono tutta una serie di vincoli burocratici che obbligano la pubblica amministrazione a spendere il denaro pubblico secondo criteri ben definiti. Criteri per altro condivisibili in una situazione ordinaria. Criteri che qualora non venissero rispettati porrebbero l’amministratore di fronte al giudizio della Corte dei Conti. Oggi però ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza epocale per fronteggiare la quale l’ordinaria amministrazione non basta. Per questo motivo non siamo qui a cerare una sterile polemica con la Giunta, piuttosto per lanciare un appello direttamente all’assessore Cattaneo, incaricato da Regione Lombardia di coordinare i progetti legati alla realizzazione di una filiera regionale di produzione di dispositivi di protezione personali,  al quale va riconosciuto un lavoro immane nella gestione del progetto. Il Movimento Cinque Stelle è pronto a lavorare con la Giunta al fine di rimuovere nel minor tempo possibile i vincoli burocratici che ad oggi impedirebbero l’acquisto delle mascherine prodotte dalle nostre aziende. Ribadiamo la nostra richiesta di coinvolgimento, già sottoposta al governatore Fontana, anche all’assessore Cattaneo. Solamente attraverso il lavoro congiunto di maggioranza e opposizione possono essere superati questi blocchi burocratici e raggiunti i risultati che la popolazione ci richiede. Se siamo assetati nel deserto e l’acqua costa tanto, la priorità è comunque l’esigenza di bere. Allo stesso modo la nostra esigenza è salvare più vite possibili e fermare la diffusione del virus il prima possibile, di modo da arginarne anche i danni economici ” conclude Massimo De Rosa.

 

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Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa