RETE NAZIONALE REGISTRO TUMORI

Di Dalila Nesci:

Domani sarà in votazione alla Camera il decreto legge che istituisce e disciplina la Rete nazionale del registro tumori e del referto epidemiologico per il controllo della salute della popolazione.
Ma quali novità, nello specifico, apporta questo decreto al nostro sistema sanitario?
Innanzitutto, l’obiettivo principale di questo provvedimento è quello di garantire PARITA’ DI ACCESSO per TUTTI i cittadini alle cure oncologiche, nonché di dare risposte riguardo all’andamento dei tumori su tutto il territorio nazionale, i tempi di sopravvivenza, gli indici di mortalità, l’aumento o la diminuzione di una determinata patologia.
Per raggiungere questi obiettivi, la Rete nazionale dei registri dei tumori, trattando i dati provenienti dal livello regionale, provvederà, tra le altre cose, al coordinamento e alla supervisione dei dati dei pazienti, nel pieno rispetto della privacy; alla definizione di percorsi di prevenzione e diagnosi; allo studio dell’incidenza di determinate malattie oncologiche; al monitoraggio dei fattori di rischio e di protezione dei tumori; e alla promozione della ricerca scientifica in ambito oncologico, anche nel campo dei tumori rari.
Inoltre, in aggiunta alla definizione della Rete nazionale, il decreto istituisce la disciplina del referto epidemiologico.
Cosa significa?
Il referto epidemiologico è l’insieme dei dati che descrive lo stato di salute di una popolazione. La sua istituzione risponde all’esigenza di rendere GLOBALE e PERMANENTE il controllo su questo stato di salute, contribuendo al rafforzamento delle misure di prevenzione primaria e all’eliminazione delle principali cause di malattia.
Un provvedimento fondamentale, che tenta di dare risposte riguardo l’andamento dei tumori sull’intero territorio nazionale, e che non dimentica le zone più martoriate del nostro Sud, compromesse dall’assenza o dalla scarsa qualità dei dati forniti. Parlo ad esempio della “Terra dei Fuochi”, il cui peso sulla salute pubblica campana è ancora valutato sulla base di uno studio che si fonda su dati parziali e scadenti.

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FONTE : Dalila Nesci

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