REDDITODICITTADINANZA, FASE 2: I BENEFICIARI DOVRANNO SVOLGERE LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ PER I COMUNI

Con il decreto del ministero del Lavoro pubblicato in Gazzetta l’8 gennaio, le amministrazioni potranno istituire i Progetti utili alla collettività (Puc) a cui i percettori del Reddito di Cittadinanza dovranno partecipare.

Nello specifico, i beneficiari dovranno rendersi disponibili per il Comune in cui risiedono per 8 ore alla settimana, al fine di svolgere attività non retribuite in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni: l’obbligo di prendere parte ai progetti è tra gli impegni previsti con la sottoscrizione del Patto per il Lavoro e del Patto per l’Inclusione Sociale, pena la decadenza del sussidio, mentre alcune categorie “svantaggiate” saranno esenti da quest’obbligo.

Prima dell’entrata in vigore del decreto, molti dei beneficiari che ricevono il Reddito di Cittadinanza si erano già resi disponibili nei loro Comuni: è giusto dirlo perché le persone oneste, che chiedono solo dignità e lavoro, sono molte più dei “furbetti” che fanno notizia.

Abbiamo sempre creduto e crediamo in questa misura e lavoreremo fino a renderla più efficace possibile agendo su reddito, lavoro e formazione: la miglior risposta a chi temeva che questa misura si trasformasse in una forma di assistenzialismo.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/13/reddito-di-cittadinanza-al-via-lobbligo-di-svolgere-lavori-utili-non-retribuiti-nei-comuni-dallassistenza-agli-anziani-al-verde-pubblico/5666132/?fbclid=IwAR11NoAOMBpH4BYJ-9w6g180cJgY3WX3uQjNU9SJXS13AQWX2H2cucJ2Cac

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Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini