Reddito, un successo della democrazia

Dei cittadini si son messi in testa di non lasciare indietro nessuno. Si son rimboccati le maniche, hanno conquistato il potere e hanno realizzato il loro sogno. Il reddito di cittadinanza è un successo della democrazia. Un successo eclatante perché avvenuto in pochissimi anni ed ottenuto nonostante fortissime resistenze politiche e anni di calunnie giornalistiche. Calunnie che sono continuate fino all’ultimo e che continueranno finché il Movimento non realizzerà l’altro suo sogno e cioè una vera libertà di stampa. Stanno già dicendo che sarà impossibile rispettare i tempi e blaterano di ostacoli. E quando il reddito partirà si scateneranno per sbattere in prima pagina qualche inevitabile intoppo. Ma sono gli stessi che fino a ieri dicevano che il reddito era impossibile da fare e una bufala propagandistica. Sfascisti rosiconi che pur di colpire il Movimento 5 Stelle sono disposti a tutto, anche a calpestare milioni di poveri. L’unica cosa che gli interessa è riprendersi una poltrona, è riprendersi il centro della scena politica. Ed è questo il punto centrale. Il duro accanimento delle vecchie caste contro il reddito di cittadinanza è dovuto al fatto che crea un precedente per loro molto pericoloso e cioè “cittadini che fanno da soli”, cittadini che si mettono in testa delle riforme e se le realizzano alla faccia loro. Il reddito di cittadinanza corona la ribellione a 5 stelle, dimostra che il modello proposto dal Movimento funziona eccome perché garantisce a delle idee di trasformarsi in realtà e anche per riforme così epocali. Il reddito di cittadinanza è la dimostrazione che caste e lobby possono tramare fin che vogliono, giornali e televisioni possono infamare fin che vogliono, ma nulla può fermare la volontà popolare in una democrazia. Nulla. Una rivoluzione. Nel vecchio regime erano solo i partiti e i loro baroni a decidere cosa bisognasse fare. In campagna elettorale raccontavano di tutto per raccattar voti (le poche volte che ancora si votava per avere un governo), ma alla fine decidevano loro. E se per loro aiutare i poveri significa dar soldi ai ricchi – e a se stessi – lo facevano. Se poi le loro idee si rivelavano fallimentari e i poveri aumentavano, pazienza, ci pensavano i loro sodali della stampa e delle lobby a coprire tutto. Il vecchio regime ha fatto dilagare la povertà, poi l’ha ignorata per anni. Come se si vergognasse dei poveri, come se i poveri dessero fastidio perché erano la prova concreta che le rosee favolette che raccontavano in giro erano balle. Quando poi è arrivato un Movimento determinato a risolvere il problema della povertà, han fatto di tutto per boicottarlo. Un vero e proprio accanimento contro i poveri che fa ancora più schifo se visto dalle macerie della sedicente sinistra. Ma inutile attendersi ammissioni di colpe o scuse, se opposizioni e stampa del vecchio regime fossero dotati di un minimo di onestà intellettuale, non sarebbero nelle condizioni pietose in cui riversano oggi. Meglio ignorarli ed imparare la lezione. Quando un regime fallito e traditore dice che le cose non si possono fare, vuol dire che non le vuole fare. Quando un regime fallito e traditore nega la realtà, i cittadini si devono ribellare. Devono rimboccarsi le maniche, devono conquistare il potere e realizzare i loro sogni. Come il reddito di cittadinanza. Un successo storico del Movimento 5 Stelle. Un successo della democrazia.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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