Rai, audizione del Ministro Patuanelli

Dal Ministero dello Sviluppo Economico:

Mercoledì, 23 Ottobre 2019

In Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi

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Il Ministro Patuanelli è intervenuto oggi, in audizione alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Intervento del Ministro

Buongiorno a tutti,

ringrazio il Presidente Barachini per l’invito che mi consente di offrire alla Commissione oggi riunita il punto di vista del Ministero dello Sviluppo Economico sulle sfide che attendono la RAI nei prossimi anni, in ossequio a quanto previsto dal Contratto di servizio come riflesso nel piano industriale elaborato dall’azienda e presentato al Ministero.

Lo scenario nel mondo delle comunicazioni e dell’audiovisivo sta cambiando con grande rapidità in funzione dello sviluppo delle tecnologie e del cambio delle abitudini dei cittadini che vedono la TV come una delle possibili alternative per informarsi, trovare momenti di svago e di riflessione.

Grandi operatori digitali si stanno progressivamente affacciando sul mercato italiano con una forza economica e produttiva significativa. Tali soggetti prevalentemente localizzati oltreoceano con sedi operative europee sono potenzialmente in grado di spiazzare gli operatori nazionali e incidere sensibilmente sull’industria locale. È proprio di queste settimane la notizia dell’avvio di forme di collaborazione più o meno stabili tra operatori nazionali e OTT. Uno scenario che guardiamo con attenzione e interesse per il ruolo di tutela dell’industria nazionale che rivestiamo come Ministero.

In questo quadro la RAI deve avere coraggio e affrontare le sfide che la attendono valorizzando il proprio compito di servizio pubblico, che può e deve essere esaltato attraverso l’utilizzo sistematico e consapevole delle nuove tecnologie, nonché guardando alla propria natura di primaria industria culturale del Paese con un nuovo slancio, non avendo paura di percorrere strade nuove in un mondo che, come accennato, è in rapida ed inesorabile trasformazione.

Il Contratto di Servizio attualmente vigente tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la RAI, all’articolo 22, ha previsto l’istituzione, presso il Ministero, di una Commissione paritetica composta da otto membri, quattro designati dal MISE e quattro designati dalla concessionaria del servizio pubblico, con l’obiettivo di definire le modalità operative degli obblighi a carico della RAI e risolvere le difficoltà di applicazione e di interpretazione eventualmente emergenti.
La Commissione, istituita con decreto del 4 settembre 2018, ha svolto periodiche riunioni [il 6 settembre 2018, il 6 novembre 2018, il 18 dicembre 2018, il 25 gennaio 2019, il 15 febbraio 2019, il 22 marzo 2019 e il 4 ottobre 2019] ed ha affrontato, anche facendo tesoro delle preziose sollecitazioni pervenute nel tempo all’attenzione del Ministero dai diversi stakeholder interessati, numerose tematiche, quali:

  • valutazioni circa l’adempimento degli obblighi previsti in capo a RAI per il quinquennio 2018-2022;
  • il ruolo della RAI nella liberazione della “Banda 700” e tutti gli adempimenti connessi – quali ad esempio la definizione delle tematiche tecniche relative alla smart card per la fruizione dei canali RAI nelle zone del territorio nazionale non raggiunte dal digitale terrestre;
  • lo sviluppo di un progetto di rilancio delle Teche RAI;
  • la gestione delle procedure di assunzione dei giornalisti in funzione delle norme relative al concorso 2014 e la verifica delle possibili azioni da mettere in atto nei confronti dei diplomati della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia;
  • le attività messe in campo dalla concessionaria relativamente a Rai Fiction e Rai Cinema;
  • le iniziative Rai sulla cultura digitale e le determinazioni di merito al piano industriale presentato dalla RAI.

Come noto, con riferimento a quest’ultimo punto, il Contratto di Servizio prevede che la concessionaria del servizio pubblico presenti al MISE un Piano industriale triennale.

Rispetto al piano presentato il MISE è chiamato ad esprimere “le determinazioni di competenza” secondo quanto previsto dall’art. 13, comma secondo della Convenzione RAI MISE stipulata a luglio 2017.

L’articolo citato prevede, per quanto qui di interesse, che il MISE e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), ciascuno per le rispettive competenze, verifichino annualmente la realizzazione degli obiettivi di efficientamento e razionalizzazione indicati dal contratto di servizio.

Non è precisato, tuttavia, cosa debba intendersi per “determinazioni di competenza” del Ministero. Ma analizzando criticamente le disposizioni del Contratto di servizio si ricava che per “determinazioni di competenza”, si possa intendere la valutazione di compatibilità del piano industriale presentato con gli obiettivi cui è tenuta la concessionaria.

Tra i numerosi obblighi cui è tenuta la RAI appare utile segnalare:

  • la rimodulazione del numero dei canali non generalisti e la ridefinizione di quelli generalisti;
  • lo sviluppo di format originali e dedicati all’offerta estera e in lingua inglese, un progetto di educazione all’uso del digitale;
  • la realizzazione di un piano per l’informazione e di uno per l’informazione istituzionale;
  • l’elaborazione di un piano apposito dedicato alle minoranze linguistiche.

La Commissione paritetica è stata convocata il 31 luglio 2019 per il giorno 6 settembre 2019.
Considerando la crisi politica estiva e la conseguente formazione del Governo Conte-bis, per ragioni di opportunità, si è ritenuto di posticipare la riunione al 4 ottobre scorso.

Dopo aver compiutamente analizzato il Piano industriale 2019-2021 presentato dalla RAI, la Componente MISE della Commissione paritetica ha valutato il suddetto piano compatibile con gli obiettivi e le finalità ispiratrici del contratto nazionale di servizio vigente, riservandosi espressamente di monitorare la tempistica di concreta attuazione del Piano attraverso riunioni bimestrali.

Anche cogliendo lo spirito del gentile invito rivoltomi dal Presidente Barachini, sin dal mio insediamento, ho preso contatto con i componenti MISE della citata Commissione tecnica al fine di raccogliere le impressioni e le valutazioni effettuate e che hanno condotto alla verifica della suddetta compatibilità. Al fine di contribuire ai lavori della Commissione di vigilanza mi appresto quindi a fornire un quadro sintetico degli elementi del Piano industriale RAI che appaiono, a mio avviso, più qualificanti.

Piano industriale RAI – Attenzione all’offerta digitale

Dalla valutazione complessiva del Piano emerge un’attenzione particolare della RAI allo sviluppo dell’offerta digitale.

Il Contratto di Servizio intende rispondere all’esigenza di estendere il perimetro della missione di servizio pubblico affidata alla RAI, con il passaggio da un’azienda radiofonica e televisiva ad una media company che punti fortemente sul digitale e sulle nuove tecnologie. Si tratta di un compito di grande rilievo, anche in considerazione del fatto che il nostro Paese presenta dei ritardi nello sviluppo in tali ambiti rispetto ai principali competitor europei: di qui la missione cruciale di favorire l’alfabetizzazione digitale del Paese e incentivare l’utilizzo delle tecnologie digitali a tutti i livelli con un’attenzione particolare alle tecnologie emergenti.

Il piano, più in particolare, vuole rafforzare la capacità della RAI di essere rilevante nelle abitudini mediatiche degli italiani, attraverso lo sviluppo di una strategia multipiattaforma focalizzata sulla distribuzione dei contenuti verso le diverse tipologie di pubblico, nonché sulla digitalizzazione dei propri contenuti editoriali.

In questa direzione penso sia fondamentale l’opera di digitalizzazione delle Teche RAI che rappresentano un tesoro in termini storici, attraverso la loro capacità di raccontare in profondità i cambiamenti del Paese. Ritengo, altresì, che uno dei principali compiti della RAI debba essere di raccontare il nostro Paese che cambia attraverso il digitale. In queste prime settimane da Ministro dello Sviluppo Economico sto conoscendo con maggiore contezza realtà tecnologiche del nostro Paese di assoluta eccellenza mondiale. Startup, incubatori di imprese e aziende già consolidate che rappresentano punte avanzatissime in settori strategici quali la robotica, l’intelligenza artificiale, le soluzioni per impresa 4.0., la blockchain.

Ebbene ritengo fondamentale che la RAI faccia conoscere agli italiani queste realtà di cui dobbiamo essere orgogliosi con un linguaggio semplice e accessibile a tutti per far uscire il mondo del digitale da circoli che a volte possono apparire autoreferenziali e renderlo alla portata della popolazione nel suo complesso considerata. In questo quadro l’azione della RAI può incontrare sinergie con quanto stiamo facendo come Ministero per il sostegno del Venture Capital attraverso la creazione con Cassa Depositi e Prestiti del Fondo Nazionale Innovazione.

Sulla questione digitalizzazione, ritengo, altresì, rilevante riferirmi alla riforma operata con la legge di Bilancio dello scorso anno, ovvero il ruolo centrale attribuito alla RAI nella nuova pianificazione delle frequenze attraverso il passaggio alla banda VHF.

Credo che le soluzioni elaborate dal Tavolo di coordinamento TV 4.0 istituito al MISE con tutte le istituzioni pubbliche e private del settore e della legge di Bilancio 2019, stanno fornendo maggiore sicurezza ai cittadini per ciò che concerne la ricezione dei canali RAI e quello che riguarda le TV locali. Al riguardo, il Piano industriale prevede la realizzazione di una nuova infrastruttura diffusiva di televisione digitale terrestre in DVBT-2. La componente MISE della Commissione paritetica, in proposito, anche in vista delle prossime scadenze previste dalla normativa in vigore per la liberazione della banda 700, ha invitato la RAI a illustrare quanto prima le tempistiche di attuazione dei progetti previsti dal Piano, nonché a predisporre un apposito piano di comunicazione per i cittadini da attuare in collaborazione con il Ministero e gli altri operatori pubblici e privati interessati al processo di transizione.

 

Piano industriale RAI – attenzione alle persone con disabilità

Il piano industriale intende rafforzare gli impegni verso le persone con disabilità, attraverso interventi volti a favorire la loro integrazione in una logica di crescita dell’offerta non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi:

  • estendendo l’offerta sottotitolata e quella audiodescritta;
  • avviando una progressiva estensione della pubblicazione di prodotti sottotitolati sulla piattaforma RaiPlay; e
  • elaborando iniziative finalizzate a rispondere in modo sempre più efficace alle richieste delle persone con disabilità e delle loro associazioni.

Sotto questo profilo, credo sia utile ricordare il ruolo importante che sta svolgendo il Comitato di confronto tra le associazioni che rappresentano le persone con disabilità (coordinate dal MISE) e la RAI.

Attualmente la RAI ha il compito di sottotitolare almeno l’85% della programmazione delle reti generaliste tra le ore 6 e le ore 24, al netto dei messaggi pubblicitari e di servizio (annunci, sigle, ecc.), nonché tutte le edizioni al giorno di Tg1, Tg2 e Tg3 nelle fasce orarie meridiana e serale, garantendo la massima qualità della sottotitolazione.

Secondo quanto previsto dal Contratto di servizio la RAI deve “estendere progressivamente la sottotitolazione e le audiodescrizioni anche alla programmazione dei canali tematici, con particolare riguardo all’offerta specificamente rivolta ai minori”.

Nel quadro descritto, con decreto del 31 gennaio 2019, è stato istituito il Comitato di Confronto, previsto dall’articolo 23 del Contratto di servizio, che ha carattere consultivo ed esprime pareri e proposte sulla programmazione sociale, con particolare attenzione all’offerta dedicata alle persone con disabilità.

Per la prima volta, dopo decenni, abbiamo una sede di confronto continuo tra le associazioni dei disabili, la RAI e il MISE, proprio al fine di garantire la migliore accessibilità possibile. Una delle ultime attività del citato Comitato riguarda la costituzione di alcuni gruppi di lavoro, finalizzati a migliorare il monitoraggio della sottotitolazione e della lingua dei segni. Un impegno importante della RAI e un compito delicato per il MISE che monitorerò con attenzione perché penso che la RAI, come servizio pubblico, abbia qualche responsabilità in più rispetto agli operatori privati nell’integrazione e valorizzazione dei servizi dedicati alle persone con disabilità.
Piano industriale RAI – offerta informativa

Il piano news presentato dalla RAI si propone l’obiettivo strategico di mantenere la RAI rilevante nella dieta informativa degli italiani ampliando l’offerta sulle piattaforme digitali.

Le principali iniziative previste dal Piano sono finalizzate a ripensare da un lato l’offerta digitale e, dall’altro, a razionalizzare l’offerta informativa complessiva in ottica multipiattaforma.
Uno degli obiettivi rilevanti deve riguardare la valorizzazione della presenza capillare sul territorio come elemento di attenzione verso i cittadini. Anche su questo importante aspetto, la componente MISE ha chiesto maggiori dettagli, con particolare riferimento alle tempistiche di attuazione del piano.

È evidente che si tratti di una missione centrale per realizzare una nuova RAI. Una RAI che deve essere sempre più lontana dai partiti e sempre più vicina ai cittadini e alle loro esigenze informative. Si tratta di una sfida importante e difficile da portare avanti con l’impulso centrale del Parlamento e di questa Commissione.

Nel programma di governo ci siamo ripromessi di realizzare un nuovo sistema di governance per la RAI. Nei due rami del Parlamento sono state presentate proposte di legge che vanno in questa direzione e che guardiamo con molto interesse nel loro iter parlamentare. Ritengo che l’attuazione del Piano news da parte di RAI possa essere una delle occasioni per anticipare, ove possibile, le linee ispiratrici della riforma in cantiere attraverso la garanzia del pluralismo ed un’attenzione rivolta ai cittadini e ai propri bisogni piuttosto che ai partiti rappresentati in Parlamento.
Piano industriale RAI – il racconto delle istituzioni

Lo sviluppo di un nuovo canale istituzionale è una delle principali novità per la RAI dei prossimi anni. Un canale utile per far conoscere più da vicino ai cittadini il funzionamento dei vari organi istituzionali (non solo il Parlamento e il Governo, ma anche quelli europei, la Presidenza della Repubblica, le Autorità, la Corte dei Conti, ecc.) e per accrescerne il senso di partecipazione alla vita politica del Paese.

Il Piano prevede che il canale venga diffuso in chiaro, con copertura nazionale, e distribuito in Italia su digitale terrestre e satellite, oltre che in rete attraverso la piattaforma RaiPlay, anche con contenuti on-demand.
In proposito, la Componente MISE della Commissione ha auspicato che la RAI, in una logica di diffusione multipiattaforma, si impegni a diffondere i contenuti del nuovo canale istituzionale anche attraverso la piattaforma radiofonica, dove peraltro vi è già un’importante offerta della RAI sulle istituzioni.

Piano industriale RAI – il canale in lingua inglese
Con l’obiettivo di promuovere la cultura, i valori, il territorio e le imprese italiane, informare sui principali eventi mondiali visti dalla prospettiva italiana, educare gli italiani all’apprendimento della lingua inglese e gli stranieri all’apprendimento della lingua italiana, la RAI deve realizzare un canale in lingua inglese.

Il Piano prevede che venga creata una piattaforma – integrata, multicanale e innovativa – per valorizzare il patrimonio italiano all’estero, divenendo un punto di incontro tra soggetti pubblici e privati. Il palinsesto trasmetterà programmi originali prodotti in inglese, documentari e altro materiale selezionato da archivi Rai tradotti in inglese, opere cinematografiche italiane sottotitolate, nonché spazi informativi di rilievo internazionale. Anche su questo punto è stato richiesto un maggiore dettaglio delle tempistiche di attuazione del progetto del nuovo canale.

Piano industriale RAI – Le minoranze linguistiche

In tale ambito, il piano individua un intervento complessivo articolato sulle seguenti tre macro-aree:

  1. minoranze linguistiche ai sensi della legge 103 del 1975: la tutela di queste minoranze linguistiche viene sviluppata mantenendosi all’interno della cornice prefigurata nelle convenzioni già in essere con il Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio;
  2. friulano e sardo: il piano prevede la realizzazione di programmi sia televisivi che radiofonici (da definire operativamente, come si vedrà in seguito, d’intesa con le regioni interessate). Questa impostazione rappresenta un’evoluzione rispetto al passato, tenuto conto del fatto che per il friulano sono state sviluppate esclusivamente trasmissioni radiofoniche, mentre per il sardo la quota di trasmissioni televisive è stata molto ridotta;
  3. altre minoranze linguistiche: il piano prevede lo sviluppo di iniziative incentrate sulle piattaforme digitali e facenti leva sulle sedi regionali. Anche su questo punto, occorre che la RAI illustri nelle prossime riunioni alla Componente MISE della Commissione paritetica le iniziative che intendere mettere in campo.

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Da questa rapida disanima dei punti che ritengo qualificanti del Piano Industriale 2019-2021 presentato dalla RAI emerge come l’obiettivo principale che si è proposto il nuovo management sia quello di fronteggiare le sfide del presente e prepararsi al meglio a quelle del futuro. Per raggiungere questo importante obiettivo, RAI dovrà affrontare con coraggio e capacità di adattamento i cambiamenti rivoluzionari che stanno avvenendo nel mercato di riferimento e intercettare le nuove abitudini di consumo dei cittadini, garantendo nel contempo la valorizzazione del proprio ruolo cruciale di servizio pubblico. In questo difficile compito il MISE, nei limiti delle proprie attribuzioni, non farà mancare il proprio contributo con la propria funzione di controllo e pungolo per la concessionaria del servizio pubblico in un dialogo con questa Commissione parlamentare che mi auguro possa essere continuo e franco nella consapevolezza che un servizio pubblico di spessore europeo non sia interesse di una forza politica o di uno schieramento ma debba essere un progetto per il Paese e per i suoi cittadini.




FONTE : Notizie