QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA: FINALMENTE L’ITALIA HA DUE RIFORME VERE

Di Tiziana Ciprini:

Superare la legge Fornero è sempre stato un obiettivo condiviso e fortemente voluto nel Contratto di Governo: così come il Reddito di Cittadinanza, Quota 100 è una riforma organica che affronta molti dei mali italiani.

Con Quota 100, chi ha compiuto 62 anni e ha versato almeno 38 anni di contributi, potrà andare in pensione anticipata rispetto ai requisiti della Fornero (che nel 2019 arrivano a 67 anni per gli uomini e 66 anni e 7 mesi per le donne), con un anticipo che può arrivare fino a 5 anni, senza alcuna penalizzazione sull’assegno mensile: a conti fatti non c’è alcuna perdita e si offre semplicemente una grande opportunità ad almeno 1 milione di persone nel triennio 2019-2021.

La finestra per il pubblico si aprirà il 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 2018, e dal 1° settembre per gli insegnanti, così da garantire il turn over nella pubblica amministrazione e la continuità didattica nelle scuole. Anche i dipendenti pubblici che sceglieranno Quota 100 prenderanno il Tfr nel 2019, a partire da una rata di 30mila euro, così come i privati. Per questi ultimi si potrà andare in pensione con Quota 100 già dal 1° aprile, o al più tardi da agosto.

Abbiamo previsto anche un grande incentivo per le imprese: potranno mandare in pensione un lavoratore 3 anni prima dei requisiti di Quota 100, quindi a 59 anni, finanziando la differenza con i fondi che l’impresa ha a disposizione per la formazione interna, purché in cambio venga assunto un nuovo lavoratore. Insieme agli incentivi contenuti nel Reddito di Cittadinanza, è evidente la nostra attenzione per il mondo imprenditoriale.

Il decreto che contiene Quota 100, si spinge molto oltre, perché proroghiamo per tutto il 2019 l’Ape sociale, che consente ad alcune categorie svantaggiate di andare in pensione a 63 anni (con 30 o 36 anni di contributi), blocchiamo l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita per i lavoratori precoci, abbassiamo i requisiti per la pensione anticipata già in vigore (da 43 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 5 mesi per le donne si scende a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica), infine consentiamo agli under 46 di riscattare agevolmente la laurea e a tutti i cittadini di riscattare periodi di buco contributivo fino ad un massimo di 5 anni.

In soli 7 mesi abbiamo archiviato la Fornero offrendo un ampio ventaglio di possibilità a tutte le categorie di lavoratori: se anche solo la metà dei potenziali beneficiari scegliesse Quota 100 avremmo un boom della domanda di lavoro da parte delle imprese, con benefici per l’occupazione giovanile, una spinta alla produttività in alcuni settori e un forte disincentivo all’emigrazione.

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FONTE : Tiziana Ciprini