Quando la moda è trash!

Di Il Blog di Beppe Grillo:

L’industria della moda è una delle industrie più inquinanti al mondo: produce il 20% delle acque reflue globali e il 10% delle emissioni di carbonio – e si stima che entro il 2050 questo dato aumenterà fino al  25%.  In Italia 150mila tonnellate di vestiti vengono inviati in discarica, ogni anno.

Il modello della Fast Fashion o moda veloce, sviluppato inizialmente nei primi anni del 2000, è responsabile dell’aumento della domanda dei consumatori nonché della enorme quantità di abbigliamento di bassa qualità. Molti prodotti di moda sono ora progettati e realizzati appositamente per l’utilizzo a breve termine e lo smaltimento prematuro. La qualità dell’abbigliamento sta diminuendo insieme ai costi e l’aumento dei livelli di consumo dei prodotti di moda fabbricati in serie sta aumentando il consumo di risorse naturali.

La necessità di un cambiamento viene provvisoriamente riconosciuta da marchi e produttori di moda.  H&M sta boicottando l’uso della pelle brasiliana per timori che l’industria del bestiame del paese abbia contribuito alla deforestazione della foresta pluviale amazzonica. Nel frattempo, altri marchi come Adidas, Stella McCartney e Patagonia, stanno concentrando la loro azione sull’uso di rifiuti nello sviluppo di materiali tessili per le nuove collezioni.

Naturalmente, tali politiche possono essere solo positive. Ma i marchi di moda stanno davvero facendo abbastanza per cambiare? Recenti rapporti delle Nazioni Unite affermano che abbiamo 11 anni per prevenire danni irreversibili al nostro pianeta. E’ necessaria quindi una maggiore pressione anche e soprattutto da parte dei consumatori.

I marchi di moda non sono i soli che hanno il potere di creare un cambiamento.  Le nostre scelte possono incoraggiare i marchi ad adattare le loro pratiche verso un futuro più sostenibile per l’industria della moda.

Se deve avvenire un vero cambiamento, sempre più persone devono iniziare ad adottare un approccio proattivo e agire in base ai propri valori morali. Piccoli cambiamenti nello stile di vita possono cambiare il mondo.

Acquistare capi usati o cercare soluzioni etiche e sostenibili (in rete ci sono infiniti marchi italiani), non seguire la moda a tutti i costi, riciclare e non buttare via, magari donando, sono piccoli gesti che possono davvero cambiare il mondo.



FONTE : Il Blog di Beppe Grillo