Presidente Conte, l’Italia è ConTe

di Fabio Massimo Castaldo:

“Non sono il tipo da complimenti facili, né tantomeno da lodi esagerate. Personalmente, non avrei mai pensato di potermi commuovere, di sentirmi così orgoglioso davanti al discorso di un Primo Ministro.
Eppure, oggi, è successo.

Ho ascoltato con grande attenzione e non poca emozione le tue parole Presidente, caro Giuseppe. Verranno giorni difficili e delicati, nei quali dovremo far fronte alle conseguenze dell’irresponsabilità e del tradimento di un ex ministro dell’interno, in grado solo di urlare farneticanti richieste di pieni poteri, senza neanche adoperarsi per esercitare, con dignità e zelo, quelli a lui già attribuiti. Di un leader pronto, per opportunismo, a banalizzare il lavoro compiuto non solo dai nostri, ma persino dai suoi ministri. Giorni in cui dovremo riflettere anche sulla fermezza con cui si sarebbe dovuto arginarlo sin dal principio, da parte del nostro Movimento, e che evidentemente non è stata sufficiente, nonostante i richiami e gli appelli di molti.

Con la tua autorevolezza hai riportato la gestione della crisi nei luoghi a lei consoni: le Aule del Parlamento della Repubblica. Qualcuno pensava di aprirla, gestirla e magari anche chiuderla dalle spiagge, in costume. Non solo non glielo hai permesso, ma gli è stata impartita una lezione di diritto costituzionale e parlamentare che non scorderà tanto presto. Rispettare le istituzioni vuol dire rispettare i cittadini, e da cittadini te ne siamo grati.

Davanti a noi, ma soprattutto davanti al Paese c’è un cammino complicato e arduo da percorrere. Un cammino che dobbiamo riprendere. Ma come, e soprattutto con chi, è la domanda cruciale da porsi.

Perché non è scontato, a mio avviso, trovare un Uomo con un senso così elevato delle istituzioni e con un così grande equilibrio, non solo politico ma anche interiore, da essere in grado di analizzare in maniera lucida, con precisione e rispetto delle istituzioni, le incoerenze e le forzature di una politica troppo alimentata da toni esasperati, semplificazioni artefatte, insulti triviali da social. Unico alimento per la retorica di chi ha voluto questa crisi, e se ne dovrà assumere piene responsabilità.

Hai dato lustro, una volta di più, alla carica che sei stato chiamato a ricoprire. Hai dato senso a quella disciplina, a quell’onore che impone la nostra Costituzione e che più volte hai evocato, non solo oggi.

E ti ringrazio veramente di cuore, a tal proposito, per il passaggio contro la strumentalizzazione politica della fede, che offende profondamente chi la prova con sincerità. E sul dramma che sta vivendo la mia generazione, preda troppo spesso di rassegnazione e di rabbia che hanno bisogno di trovare una risposta. Questi, e tanti altri, sono punti che abbiamo sentito sulla nostra pelle.

Purtroppo, chi sventola Rosari svilendoli, quasi degradandoli a volantini promozionali, chi si focalizza sugli slogan e non sulle soluzioni non può certo riconoscere il valore di questi passaggi.

Sostengo pienamente la tua scelta di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica. Chi ha aperto questa crisi, con arroganza e supponenza, convinto di avviarsi a un facile trionfo, ora si arrampica sul proprio scranno, arriva persino a ritirare la mozione di sfiducia.
Ma non basta ritirare un atto. Perché di fiducia nei loro confronti non ne proviamo più, né noi né il popolo italiano. E se manca loro il coraggio, non manca a te. E non dovrà mancare neanche a noi.

Ma ci hai consegnato anche un messaggio di speranza e di slancio verso il futuro, tracciando l’orizzonte delle sfide future del Paese. Gli obiettivi da raggiungere, per tornare a brillare nel posto che ci compete.
Umilmente consentimi di dirti che per compiere questo cammino abbiamo bisogno di te.

Come diceva Victor Hugo “La libertà è, nella filosofia, la ragione; nell’arte, l’ispirazione; nella politica, il diritto”.

Coraggio Presidente, l’Italia è ConTe”