Peste suina in Sardegna, tuteliamo gli allevatori!

Di Ignazio Corrao:

Se fossero confermati i fatti che mi hanno denunciato alcuni allevatori suini, sta accadendo qualcosa di gravissimo in Sardegna. Per eliminare la peste suina, presente da anni nel territorio sardo, una task force della Regione sta eliminando impunemente anche i suini sani e per di più sta inquinando irrimediabilmente il territorio.

I suini sani abbattuti appartengono per la maggior parte dei casi alla razza autoctona sarda riconosciuta dal DM 21664 del 08/06/ 2006 quale razza suina in via di estinzione. Anziché salvaguardare una biodiversità in via di estinzione, si omette di applicare correttamente il D.lgs. 54/04 che prevede specifica deroga in caso di abbattimento di suini di razze pure ed in via di estinzione.

Solo per fare un esempio, sono risultati sani il 94,4% dei 111 maiali abbattuti lo scorso 30 dicembre nelle campagne di Villagrande Strisaili e Talana nell’ambito della campagna per l’eradicazione della peste suina africana. Dalle analisi sui campioni prelevati, infatti, solo il 5,6% dei maiali allevati era sieropositivo.

Suini abbattuti a Baunei

Questo sta accadendo perché vengono abbattuti tutti i suini allo stato brado, non regolarizzati spesso per impossibilità degli allevatori di costruire stalle adatte o per mancanza di autorizzazioni e supporto da parte degli enti locali. Occorre eliminare i suini contaminati, ma non si tiene conto che spesso il terreno a disposizione degli allevatori è a uso civico comunale e dunque occorrono delibere per il superamento di vincoli ambientali.

Secondo le testimonianze, inoltre, si fanno i prelievi soltanto dopo che i suini vengono abbattuti. Occorre però che i controlli si facciano prima dell’abbattimento, non dopo. Invece tutti i suini allo stato brado abusivi vengono abbattuti indipendentemente dalla situazione sanitaria. E’ giusto abbattere, ma solo gli animali positivi alla peste suina.

Questo sta comportando oggi in Sardegna una vera e propria strage impunita di suini con conseguenze ambientali gravissime. Accade così che in un giorno vengano abbattuti centinaia di suini. I funzionari della task force regionale fanno un fosso, anche con 200 animali tutti insieme, spesso in prossimità di fontane, laghetti e corsi d’acqua potabile che serve i cittadini e i centri abitati. In un caso documentato, sono state interrate decine di suini sani e malati a 20 metri da una fontana pubblica dove gli abitanti di Orgosolo si approvvigionano e ogni anno si riuniscono per celebrare la ricorrenza religiosa per la beata vergine Maria Antonia Mesina. Le fosse stanno esplodendo, fuoriescono i liquami e questo fa propagare la malattia, perché gli animali selvatici rimangono contaminati e la portano dappertutto. Altri casi analoghi sono stati segnalati a Desulo.

Interramento di suini in fosse nel territorio comunale in prossimità di fonti d’acqua

Non c’è alcuno studio geologico effettuato prima intervenire. Addirittura sono stati fatti interramenti di animali morti in una zona carsica con falde. Come alcuni speleologi hanno denunciato, nel territorio del Comune di Urzulei c’è il concreto pericolo di inquinamento per il territorio e il sistema carsico lo diffonde dappertutto, nelle provincie dell’Alta Ogliastra e nel Nuorese Baronia. Guardate per esempio questa mappa che traccia il percorso delle acque sotterranee a partire dai luoghi di interramento di decine di suini abbattuti.

Da una parte vogliono debellare malattia, ma dall’altra stanno inquinando. Se un allevatore viene scoperto a interrare un animale, viene denunciato, come è successo poco tempo fa nel campidano, mentre oggi la regione lo sta facendo ovunque! Ma la Regione è al disopra della legge?

Inoltre, abbiamo ricevuto gravissime segnalazioni in cui si raccontano operazioni prive di precauzioni da parte di membri della task force di abbattimento. Si tratta di forestali, forze dell’ordine, veterinari, a volte gruppi di centinaia di persone, che stanno girando in tutta la Sardegna senza alcuna precauzione. E’ chiaro che proprio questi gruppi possono portare la peste ovunque. Invece di risolvere il problema, lo stanno diffondendo.

Secondo molte segnalazioni, neanche i veterinari usano precauzioni durante i controlli. E il giorno dopo vanno nelle aziende regolari portando con sé il rischio di diffondere la peste suina dentro le aziende sane! Per esempio, spesso usano sempre lo stesso “serramuso”, in tutte le aziende, da un’azienda all’altra. E nessuno può rifiutarsi di usare quello dei veterinari, come è capitato più volte quando alcuni allevatori si sono proposti di utilizzare il proprio per evitare il rischio contaminazioni. Inoltre, ci sono allevatori che hanno raccontato di non aver visto mai disinfettare la macchina dei veterinari in 30 anni di attività. E non avendo un automezzo specifico ed idoneo al lavaggio e disinfezione, gli operatori ASL utilizzano il cofano auto per trasportare promiscuamente serramuso, tute in plastica provette ed aghi per il prelievo ematico dei campioni da analizzare.

La situazione è paradossale, perché più si controlla, più c’è il rischio di contaminazione. E’ mai possibile?

Infine, gli allevatori lamentano il fatto che i veterinari non lasciano alcun campione di controprova, da utilizzare in autotutela, con la evidente e concreta possibilità di contaminazione successiva, non tutelando l’allevatore nella scelta unilaterale di abbattimento da parte delle autorità, che rappresenta un grave danno per l’allevatore che la subisce. Nel mese di Gennaio sono state apportate ed inasprite altre modalità operative che comportano l’istituzione di zone di “attenzione” (non previste nel D.lgs. 54/04) che stanno portando ulteriori vincoli sanitari ed economici alle aziende in regola, con perimetrazione di 3 km, ed il conseguente ulteriore controllo dei capi sani, ulteriori prelievi ematici che sicuramente comportano un aggravio della spesa sanitaria pubblica ed aumentano le probabili contaminazioni dal selvatico al domestico, in quanto gli operatori che intervengono sono sempre gli stessi, coordinati dalla ATS unica della Sardegna. Spesso in contrasto con le ASL locali.

Per i motivi sopra esposti, occorre porre immediatamente fine agli abbattimenti di suini sani, istituire immediatamente un’indagine sui metodi di abbattimento della peste suina in Sardegna e un tavolo tecnico per superare le criticità riscontrate.

 

L’articolo Peste suina in Sardegna, tuteliamo gli allevatori! sembra essere il primo su Ignazio Corrao.



FONTE : Ignazio Corrao