Pesca. Corrao: “Europa difenda i pescatori siciliani dalla concorrenza sleale”

Di Ignazio Corrao:

Palermo, 21 maggio 2019. In questi anni mi sono battuto con forza per proteggere i pescatori siciliani da regole folli. In Europa, per esempio, abbiamo fatto scudo per evitare di caricare di burocrazia i pescatori siciliani. Ricordo anche con affetto l’impegno carismatico del compianto Giovanni Tumbiolo, insieme al quale abbiamo dato un contributo fondamentale alle negoziazioni.

La nuova Europa che verrà da queste elezioni dovrà difendere i pescatori siciliani dalla concorrenza sleale delle flotte del Nord Africa che non rispettano le regole.
Il nostro comparto è in profonda crisi. Secondo un’indagine USB di Catania, in Sicilia negli ultimi 20 anni il numero dei pescherecci è calato da 4.500 a 2700, mentre le 22 barche industriali dedicate alla pesca e al tonno rosso sono rimaste in 3. I lavoratori ittici della filiera siciliana oggi sono solo 30.000, mentre 10 anni fa ce n’erano 18.000 in più. Inoltre, lo stock di pescato si è sensibilmente ridotto del 40%. Ma l’Europa non ha fatto altro che indurre alla riduzione delle nostre flotte, non capendo che il problema è un altro.

È essenziale, infatti, che alla riduzione della flotta europea non corrisponda un aumento insostenibile delle flotte nordafricane, perché uno scenario del genere renderebbe vano lo sforzo per migliorare lo stato di sfruttamento degli stock e i finanziamenti del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). La cessazione permanente è spesso utilizzata non da quei pescherecci che esercitano la pressione maggiore sugli stock, ma da quelli con le peggiori prospettive finanziarie, fatto questo che limita l’efficacia della misura.

E’ quanto mai fondamentale istituire il sostegno diretto per i piccoli pescatori così come avviene per gli agricoltori. La prossima battaglia deve essere riconoscere l’impegno dei piccoli pescatori con un sostegno al reddito che gli consenta di sopravvivere con dignità nonostante le difficoltà.
Non bisogna dimenticare poi che la Sicilia è all’avanguardia nello studio delle specie ittiche in Europa, e questo ci consente di rappresentare con autorevolezza tutto il comparto a livello europeo nelle discussioni che contano.

Inoltre occorre intervenire sempre di più nella valorizzazione del pescatore come guardiano del mare, con fondi più ingenti per il coinvolgimento delle flotte nella pulizia e nella riduzione dell’inquinamento da plastica e rifiuti, vera emergenza del nostro Mediterraneo.
Infine, occorrerà sempre di più intervenire sul caporalato del mare e il contrasto all’imposizione di nuove tariffe dalla malavita organizzata.

Insomma, la nuova Europa deve cambiare direzione e metodo, ma soprattutto deve avere rispetto per i pescatori, i guardiani della storia e del futuro del nostro mare.

 

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FONTE : Ignazio Corrao

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