PERNIGOTTI SALVA, OPPOSIZIONE E STAMPA ITALIANA CHIEDANO SCUSA

Di Gabriele Lorenzoni:

Dopo aver salvato lo stabilimento di Whirpool a Napoli, anche Pernigotti è salva. Nessun lavoratore perderà il suo posto e l’azienda resta non solo in Italia, ma a Novi Ligure, il territorio a cui appartiene.

Quante ce ne hanno dette? Opposizioni, giornali, sindacati si muovono all’unisono in un’unica filiera della bugia.

Dal PD, da cui abbiamo ereditato oltre 150 crisi aziendali, arrivavano attacchi come questi:
“Di Maio incapace di tutelare Italia e suoi lavoratori”, “Di Maio tradisce Pernigotti” o
“Di Maio è l’unico a non farsi valere”.
La sinistra che, invece di difendere i lavoratori, per anni li ha completamente ignorati, imprecava così: “Basta prendere in giro i lavoratori, è triste dover constatare che alle promesse e agli annunci non sono seguiti comportamenti e atti del Governo conseguenti”.

Il sindacalista Uil Tiziano Crocco andava oltre: “”Di Maio? Tante promesse, ma ci ha snobbato scappando come un coniglio”.

E che dire dei giornali?
Secolo d’Italia: “La Pernigotti ormai è finita e Di Maio deve solo nascondersi. […] Un vero fallimento”.
Il Giornale: “Il caso più imbarazzante per Di Maio &C è quello della Pernigotti di Novi Ligure.”
Il Foglio: “[…] ministro del controsviluppo Gigino Di Maio, cresciuto professionalmente negli spazi economicamente sconfinati del San Paolo. È molto scosso dalla chiusura della Pernigotti, ovviamente un bel pasticcio, così ha annunciato una trovata da cioccolataio: introdurre una misura che impedisca di sradicare i marchi storici dal loro territorio di origine.”

Non chiederanno scusa agli italiani come non lo hanno fatto per il Decreto Dignità e per tutte le altre volte in cui sono stati smentiti dai risultati che abbiamo portato. Siamo felici per i lavoratori Pernigotti e per le loro famiglie. Loro sanno che occorre lavorare duro, non con gli slogan o i titoli di giornale, ed è quello che come MoVimento 5 Stelle continueremo a fare.”