Pd e LeU contro il taglia-poltrone

Il taglio delle poltrone è la riforma più lampante e incontestabile tra quelle figlie del cambiamento gialloverde. Eppure, incredibilmente, i reduci della sinistra italiana hanno votato contro. Una decisione che spiega appieno le ragioni storiche del loro sfacelo. I parlamentari italiani non erano solo i più pagati e privilegiati al mondo, ma erano anche in un numero spropositato, 945. Un’onorevole mangiatoia. Tagliarne il numero vuol dire risparmiare 500 milioni l’anno che per un paese indebitato come il nostro sono un sacco di soldi. E vuol dire rendere il parlamento più efficiente. Una riforma talmente di buonsenso da essere davvero inconfutabile. Eppure Pd e Leu hanno avuto il coraggio di opporsi. Lo hanno fatto dopo che in passato questo taglio sacrosanto era entrato a far parte del repertorio di panzane che raccontavano ai cittadini in campagna elettorale salvo poi rimangiarsi tutto una volta messo il sederino in aula. Un classico della vecchia partitocrazia. Nella politica italiana tra il dire e il fare c’è sempre stata qualche poltrona di mezzo. Ma l’odierno no della sinistra al taglia-poltrone gialloverde, mostra anche di peggio. Pd e Leu si oppongono al taglia-poltrone non perché sia sbagliato, ma perché è una riforma che propone il loro nemico. E cioè, il loro odio per i gialloverdi viene prima del bene del paese. Questa è una caratteristica storica della vecchia politica e che ha devastato l’Italia. Per decenni i partiti hanno anteposto la lotta per il potere fine a se stessa, all’interesse generale. Facendo perdere all’Italia anni ed anni dietro ad insulse beghe di partito e perfino personali. Inchiodandola per anni ad una sterile cagnara propagandistica mentre il mondo andava avanti. Ma c’è di più. Per avere il coraggio di opporti ad una misura così palesemente di buon senso come il taglia-poltrone, devi essere così arrogante da considerare i cittadini una massa stolta e manipolabile che conta solo in campagna elettorale e che una volta dentro ai palazzi sei autorizzato a ignorare se non a tradire. Cosa che la vecchia politica ha sempre fatto. Compreso la sinistra che ha sempre considerato i cittadini una sorta di tifoseria becera che appartenendo alla propria parte ideologica, dava per scontata sentendosi autorizzata a fargli ingoiare qualunque rospo. Coprendo poi tutto con sopraffine scuse di principio e fiumi di pregiata retorica in prossimità del voto. Lo hanno sempre fatto e hanno il coraggio di rifarlo oggi dopo il 4 marzo. A dimostrazione di come la sinistra italiana stia sparendo per ragioni profonde e sacrosante. Ragioni culturali e relative al modo in cui concepiscono il fare politica e la democrazia. Altro che simboli e tattiche e facce. Ragioni profonde che rendono il loro sfacelo totalmente irreversibile. È solo una questione di tempo e del Pd e di Leu e compagni non resterà che uno triste ricordo. Che se facciano una ragione. I cittadini non sono stolti e manipolabili come pensano loro.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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