ONG E SCARSA TRASPARENZA SUI FONDI: LA CORTE DEI CONTI EUROPEA CI DÀ RAGIONE

Di Tiziana Ciprini:

Il gruppo Efdd-MoVimento 5 Stelle Europa dopo la denuncia di Luigi Di Maio nel 2017, aveva ottenuto un’audizione speciale della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento europeo, in cui era stato chiesto di tracciare l’utilizzo dei fondi da parte delle ONG e la creazione di un sistema unico centralizzato di registrazione e gestione delle sovvenzioni.

Ora la Corte dei Conti ci dà ragione e dimostra come la nostra richiesta di chiarezza sia fondata: dalla relazione infatti emerge che la Commissione si sia rivelata superficiale nella raccolta e verifica delle informazioni sui fondi Ue attuati dalle Organizzazioni Non Governative ma, cosa ancor più grave, è che l’assegnazione dello status di ONG nel sistema contabile della Commissione è basata su autodichiarazioni, quindi come ammettere che qualsiasi ente possa autocertificare di essere una ONG.

Con il beneplacito di questo sistema che fa acqua da tutte le parti, le ONG hanno quindi modo di agire spesso indisturbate: d’altronde, come si legge nel rapporto della Corte dei Conti, la mancanza di informazioni disponibili ostacola i controlli della Commissione sulle spese dichiarate. In pratica, non è dato sapere in che modo i fondi vengano utilizzati: solo per il periodo 2014-2017 la cifra ammonta a 11,3 miliardi, mentre nel 2015 sono circa 48 milioni di euro.

Ma se non sappiamo come questi soldi vengano spesi, chi ci garantisce che tali enti siano in buona fede?
Il nostro obiettivo non è mai stato quello di bloccare i finanziamenti alle organizzazioni che lavorano nella legalità ma, la contrario, fare chiarezza affinché i fondi siano assegnati a enti meritevoli di rispetto e sostegno.

Controlli inaccurati e superficiali e informazioni incomplete rappresentano il pane quotidiano di questi enti che agiscono usufruendo di fondi europei erogati in modo poco trasparente e senza che la Commissione valuti correttamente i progetti finanziati: ora ci aspettiamo un cambio totale di approccio in questo sistema, poiché la trasparenza è un dovere nei confronti dei cittadini europei.

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FONTE : Tiziana Ciprini