NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE UMBRIA, GIUNTA MARINI (PD): LE CONSIDERAZIONI DI UN GRANDE CARDIOCHIRURGO

Di Tiziana Ciprini:

Gino Di Manici Proietti

CARDIOCHIRURGIA DI PERUGIA.

“Nel nostro centro eseguo ormai a regime gli interventi di riparazione o sostituzione della valvola mitrale con tecnica mininvasiva HP (Heart Port). 
E’ sufficiente una centimetrica incisione in sede sottomammaria destra (5-6 Cm) per accedere al cuore ed alla valvola mitrale al fine di eseguire la procedura necessaria. Questi interventi sono espressione di quanto più attuale c’è nell’ “alta specialità” cardiochirurgica. 
Nell’ambito dei by pass coronarici circa l’80% dei casi sono condotti a “cuore battente” (evitando di ricorrere alla circolazione extracorporea e alle sue possibili complicanze), teniamo in conto che la media nazionale è intorno al 25%. 
Questi traguardi sono il risultato di un lavoro imponente di ricerca che dopo anni di sacrifici ed enormi assunzioni di responsabilità, ci consente di mettere a disposizione dei pazienti umbri le più attuali tecnologie cardiochirurgiche in entrambi gli ambiti di patologia.
Un recente articolo del Corriere dell’Umbria che riferisce di essere in possesso di una “bozza” del nuovo Piano Sanitario Regionale, ci informa che si vuole dividere gli interventi per tipologia (Valvole e By-pass) fra i due centri Umbri di Perugia e Terni. Non sono indicati i criteri (a casaccio? ce la giochiamo ai dadi?)
E’ davvero questa la visione del nuovo piano regionale? Gettiamo al vento (nel c…) tutta la professionalità acquisita e le risorse che sono state necessarie? E’ così che si intende realizzare (la cosmetica) “unificazione dei centri di alta specialità “? Il millantato “risparmio di risorse” dove si intravede? Ai pazienti come lo spieghiamo? Davvero vogliamo sottoporre i malati e i loro parenti a questa sorta di “agevole turismo nosocomiale”? (Quando possono essere operati dopo la diagnosi a pochi metri dal reparto di degenza). Cosa fare nei casi di urgenza che sono quasi la totalità, li spediamo con l’ambulanza in un altro centro? Comodo! Si è considerato che un tale provvedimento renderebbe impossibile la formazione professionale dei giovani che, a parole, tanto ci sta a cuore? (bingo!)
E da ultimo è proprio necessario mortificare ulteriormente la professionalità dei medici e degli infermieri che tanto hanno faticato per giungere a tali risultati?

Se volete condividete. Grazie.”

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FONTE : Tiziana Ciprini