Nuova Via della Seta: gli imprenditori italiani hanno bisogno di nuove opportunità

Di Manlio Di Stefano:

Di chi fa gli interessi chi parla, a vanvera, della Nuova Via della Seta?
Certamente non degli imprenditori italiani che hanno bisogno, invece, di nuove opportunità sia di export che di partecipazione a progetti internazionali sulle infrastrutture.

Premessa fondamentale: il tanto dibattuto memorandum con la Cina NON include in nessun passaggio alcun accordo specifico né sulle reti né sulle infrastrutture strategiche dunque NON viola in nessun modo alcun trattato europeo tanto meno mette a rischio la sicurezza nazionale o dei nostri partner.

I nostri partner stiano tranquilli quindi, sappiamo benissimo cosa stiamo facendo, dove stiamo andando e quali siano gli interessi nazionali, europei e internazionali.

Detto questo vi invito a guardare questo grafico che mostra l’export tra UE e Cina ed in particolare quello di Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia.

A fronte di questi export abbiamo la Germania con un surplus commerciale di 18.3 mld/€, la Francia con un deficit commerciale di 8.5 mld/€, l’Italia con un deficit commerciale di 17.6 mld/€ e la Gran Bretagna con un deficit commerciale di 29.9 mld/€.

Mi chiedo quindi, sarà mica per bloccare ogni possibilità di riequilibrio della bilancia commerciale italiana con la Cina che l’Europa, o forse i Paesi che la comandano, si sta spendendo in moniti contro la firma del memorandum?

Stupisce che i sovranisti di casa nostra non capiscono questo. Forse non hanno avuto tempo di leggere e studiare prima di parlare, ma noi sì e lavoriamo sui dati non sulle parole.

La Nuova Via della Seta sarà il primo segnale di un governo che fa gli interessi nazionali dopo decenni di sudditanza.
Avanti così.

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