Non toccarmi perché ho subito violenza e non mi fido di nessuno

di Bruno Fusco:

Tempo fa ebbi modo di vedere, in un video in rete, un cane che aveva subito delle violenze, e per riflesso condizionato, assumeva un atteggiamento difensivo anche verso la persona che provava ad accarezzarlo. Ieri, il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, mi ha dato la stessa impressione di quel cane “non mi toccare perché ho subito violenza e non mi fido di nessuno”.

Chiaramente il paragone è forzato, ma gridare alla libertà di stampa, dopo aver passato anni di sottomissione con i governi Berlusconi e Renzi, che hanno cacciato più giornalisti che indagati dai propri partiti, con editti bulgari e Rignanesi, mi pare ovvio che “urlare”, preventivamente, per le botte ricevute, contro i nuovi arrivati, è da comprendere.

Il Movimento non è contro la stampa o la libertà d’informazione, non sarebbe utile, non servirebbe a nulla, soprattutto non è vero, anche perché l’informazione, oggi, viaggia attraverso mille canali, come l’acqua passa dappertutto, la rete ha mischiato le carte, e il gioco continua con più giocatori, ormai non ci sono più limiti, e anche chi ha subito editti e calci in culo, ha trovato isole nuove, sia nel web, sia in altre reti televisive.

Non ci resta che conoscere le fonti, valutare le parole da chi sono pronunciate e scritte, informarsi cosa si muove dietro ogni editore, per deliberare con motivazioni certe, chi bara e chi gioca onestamente.