No all’ecodistretto a Castrovillari. Rivedere il piano regionale rifiuti

Di Paolo Parentela:

L’Ato numero 1, il Comune di Castrovillari e la Regione Calabria rigettino la richiesta, riproposta più volte dallo stesso municipio, di realizzare l’Ecodistretto di riferimento nel territorio castrovillarese. Nella scorsa legislatura avevo presentato una specifica interrogazione parlamentare per evitare che fosse realizzato questo Ecodistretto. Conferma la propria vicinanza alle associazioni e ai comitati civici ambientalisti da tempo impegnati contro l’opera in questione.

Come già osservato dagli ambientalisti, benché richiesta dai competenti uffici regionali, nel merito manca l’istruttoria tecnica del municipio per verificare la presenza di eventuali vincoli inibitori in ordine alla localizzazione dell’Ecodistretto. Inoltre l’attuale valutazione del sito individuato appare non esaustiva e in vari punti non rispecchia l’effettiva situazione dei luoghi. Se non bastasse, il Comune di Castrovillari ha riproposto la pratica senza ascoltare i cittadini interessati e gli stakeholders del posto, così infischiandosene delle regole cogenti sulla partecipazione democratica e della netta contrarietà espressa da sindaci e istituzioni locali. Inoltre, come avevo riportato nella mia remota interrogazione, sono evidenti i vincoli all’attuale allocazione dell’Ecodistretto. Ancora, essi sono tali da escludere ogni possibilità di accogliere l’apposita richiesta, reiterata in modo prepotente dal Comune di Castrovillari. Mi riferisco ai vincoli sismici, a quelli paesaggistici, alla vicinanza a centri abitati, alla vicinanza a siti che fanno parte di aree protette (Rete Natura 2000, SIN, SIR), nonché alla vicinanza all’area ricadente nel distretto Agroalimentare di qualità.

Sulla base di questi fatti innegabili, il sindaco di Castrovillari esca allo scoperto e dica senza fronzoli per quali ragioni intende proseguire su una strada del tutto sbagliata, a danno del territorio e dei suoi abitanti. Mi auguro che il primo cittadino si ravveda, come ha fatto in questi giorni il sindaco di Acri. Per evitare l’emergenza rifiuti ormai sotto gli occhi di tutti, esclusi l’assessore Rizzo e il governatore Oliverio, occorre modificare in fretta il Piano regionale, in modo da concepire gli Ecodistretti in impianti di piccole dimensioni, meno impattanti e di prossimità con Ato decisamente più piccoli, proprio come avviene nei territori virtuosi dell’Italia. È evidente che creare l’emergenza in Calabria è più conveniente per pochi, a discapito dei calabresi.

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FONTE : Paolo Parentela