Nardò, progetto mega impianto fotovoltaico. Casili (M5S) presenta interrogazione urgente. “Necessario salvaguardare la ruralità dei luoghi”

Il consigliere del M5S Cristian Casili continua a tenere alta l’attenzione sul progetto per la realizzazione di un nuovo mega impianto fotovoltaico a Nardò della potenza di 46,615 MW, presentato dalla società di Bressanone Tecno Energy e ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata all’assessore all’Ambiente Stea sulla Valutazione d’Impatto Ambientale del progetto e sulla coerenza rispetto al contesto dei luoghi. 

“Ancora una volta – dichiara Casili – siamo davanti a progetti che prevedono la realizzazione di grandi centrali che non fanno altro che accentuare la trasformazione del paesaggio rurale e il  consumo di suolo. Bisogna tutelare il territorio salentino, che sta già subendo danni enormi a causa della Xylella. È importante tener conto sia del documento di aggiornamento del PEAR, che pone l’attenzione sulla necessità di rendere coerente lo sviluppo delle energie rinnovabili con la qualità e l’identità dei diversi paesaggi della Puglia e  di circoscrivere gli ambiti di diffusione delle FER di taglia industriale nelle aree industriali, sia del PPTR che promuove una tendenza per disincentivare la localizzazione di impianti rinnovabili in territorio agricolo concentrando gli stessi nelle aree produttive, sulle coperture di abitazioni, parcheggi, edifici commerciali, ecc.”

I terreni su cui sorgerà l’impianto fotovoltaico in questione sono già stati interessati nel 2012, da un’analoga proposta di progetto di fotovoltaico, la cui istruttoria risulta essere stata sospesa. Come rilevato dall’Associazione Forum Amici del territorio – Onlus, risulterebbe che nel corso degli ultimi decenni quei suoli abbiano subito profondi mutamenti sia di carattere paesaggistico che agricolo. Dalle ortofoto aeree e satellitari, messe a disposizione dal Geoportale Nazionale e dalla Regione Puglia infatti si osserva che tra 2001 e il 2005, su quei terreni sarebbe  stato collocato un impianto intensivo di olivi con circa 15.000 piante presenti, di cui si sarebbe persa traccia tra il 2011 e il 2012, tanto che allo stato attuale risulterebbero solo pochi viali alberati.

Ho ritenuto necessario spiega Casili approfondire quanto denunciato dall’associazione e chiedere alla Regione se sia stata verificata da parte degli enti competenti la sussistenza di autorizzazioni idonee allo svellimento delle piante di ulivo e se non intendano approfondire attentamente la compatibilità del progetto che trasformerebbe il paesaggio rurale. Tutti gli enti coinvolti nella valutazione del progetto devono porre la massima attenzione per evitare che la diffusione indiscriminata di queste tipologie di impianti su suolo agricolo possa generare pressioni eccessive sul territorio interessato: l’installazione di simili impianti comporta una sottrazione di suolo agricolo per un periodo di circa 25 anni. La conseguenza è che i suoli, a seguito della dismissione degli impianti, saranno difficilmente restituibili all’uso agricolo. Non possiamo permettere che questo accada”.



Di MOVIMENTO 5 STELLE Puglia:

FONTE : MOVIMENTO 5 STELLE Puglia