Ma voi siete davvero contenti della composizione di questo nuovo governo?

Di Ignazio Corrao:

Nei post precedenti, se li avete letti, avevo espresso un favore a questa negoziazione ma solo in presenza di determinate condizioni, tutte disattese.
Vediamo di capirci: se come alternativa di riferimento si ha un governo di estrema destra salvini-berlusconi-meloni è chiaro che qualsiasi governo e qualsiasi coalizione è meglio. A scatola chiusa. Ma era questo il nostro nobile obiettivo? Essere felici per un palese meno peggio, stile Macron in Francia (piuttosto schifato dai francesi ma eletto in quanto considerato meno peggio di Marine Le Pen).
Possiamo dire che rispetto a un governo di esaltati nordisti di estrema destra (spero che i media capiscano rischi e conseguenze di aver pompato a dismisura per anni uno come salvini) sarebbe preferibile anche il governo Paolino Paperino eterodiretto dalla Commissione Europea. Ma questo è un altro discorso. Il discorso che ci interessa oggi è la composizione di questo Governo una volta che si è riusciti ad aprire e portare avanti il tavolo negoziale.

Proviamo a fare due calcoli. Chi ha negoziato per conto nostro si è seduto al tavolo con in dote il 35% dei parlamentari (piuttosto compatti e in maggioranza proveniente dal meridione). Il Partito Democratico si è seduto con una rappresentanza di circa la metà (divisi in varie correnti). 333 parlamentari per il m5s e 166 per il pd. Quindi a rigor di matematica ti aspetti di venir fuori con una proporzione 2 a 1 a favore del Movimento 5 Stelle.
Ok, facciamo che la matematica, o il metodo d’Hondt, non siano applicabili ad una negoziazione del genere, perché posizioni e ministeri hanno un peso diverso e in ballo ci sono altre cose importanti, come la nomina del Commissario Europeo (che a mio modo di vedere, più volte riportata a Roma, vale 3 o 4 ministeri per varie ragioni che ho spiegato in precedenza). Quindi se tieni il Commissario Europeo, e vai a prendere qualche ministero considerato più “pesante” (economia, interni), ci sta che la proporzione numerica scenda e si avvicini a 1 a 1.

Cosa è successo invece?

– Il Commissario Europeo sarà Paolo Gentiloni Silveri (PD), già premier e discendente dei conti Gentiloni Silveri, a cui va quindi la casella più importante, perchè anche se questo governo dovesse cadere dopodomani lui rimarrà in carica per i prossimi lunghi 5 anni e avrà sempre un peso negoziale fondamentale per l’Italia. A Bruxelles il buon Paolo oltre a succedere a Federica Mogherini (sempre del PD, che doveva risolvere la questione migranti secondo il racconto di Renzi che la nominò in pompa magna 5 anni fa) viene a trovare il neopresidente del Parlamento Europeo David Sassoli (anche lui PD di lungo corso) e come interfaccia del nascituro governo, si troverà come Ministro con la delega agli affari europei Vincenzo Amendola (indovinate, anche lui del PD).

– Ok, il PD ha praticamente lottizzato tutto ciò che ha rilevanza europea (e questo significa tanto anche per tutto ciò che poi avviene nel secondo livello, ossia tutte le nomine e i funzionari in UE), ma alla fine la finanziaria si scrive in Italia e a negoziare ci va il Ministro dell’economia, che è quello che dà il via libera su quel che si può e non si può fare. Chi è quindi il nuovo Ministro dell’economia? Nientepopodimeno che lo storico Roberto Gualtieri, mio collega eurodeputato di questa e la passata legislatura, anche lui esponente del PD di lungo corso e presidente uscente della commissione economica del parlamento europeo, sempre ben vicino alle peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale. Quindi con lui si completa la casella Bruxelles che garantisce che da nessun ministero si muoverà un euro se non adeguatamente concertato con le istituzioni europee (dal partito democratico si intende, con al massimo la collaborazione del buon Giuseppe Conte).

– Ma come? tutte queste cose al PD? No. C’è Conte premier che abbiamo indicato noi (che però ci tiene a ricordare a tutti che è un indipendente e non è del m5s) con Fraccaro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a rafforzare la presenza m5s a Palazzo Chigi nel ruolo che recentemente fu della Boschi e di Giorgetti. Ruolo ambito e importante soprattutto per l’equilibrio interno del Governo stesso.

E il resto dei ministeri? A questo punto tutti immaginano che, vista la sproporzione di peso iniziale e l’assegnazione di tutta la parte europea ed economica al PD, ci sia una tabula rasa del m5s. Andiamo a vedere:
– Ministeri con portafoglio: M5S 4+2 (Di Maio, Bonafede, Catalfo e Patuanelli + Costa e Fioramonti) PD 5+1 (Franceschini, De Micheli, Gualtieri, Bellanova, Guerini + Speranza) e una che si dice indipendente (che fu però capo di gabinetto di Angelino Alfano nei governi del PD, Lamorgese)
– Ministeri senza portafoglio: M5S 4 (Dadone, D’Incà, Pisano e Spadafora) PD 4 (Amendola, Bonetti, Provenzano e Boccia).

Facendo gli auguri di buon lavoro a tutti i nomi elencati sopra (da cittadino italiano spero che facciano il meglio ovviamente), potrete giudicare da soli che qualcosa non torna.
Ora, senza entrare nel dettaglio dei singoli Ministri e peso e possibilità dei vari Ministeri (lo faremo con calma una prossima volta) mi sembra evidente, ad una prima occhiata, che oltre a quello che ho scritto sopra, tutto ciò che ha un grosso peso per il meridione sta in mano al partito democratico. Le infrastrutture che avevamo noi (vedrete adesso come si farà il tav) vanno alla De Micheli. Così come vanno al PD il ministero per il sud, sanità (perdiamo le ottime Lezzi e Grillo), affari regionali, agricoltura e pesca.
Lo dico ironicamente ma lo penso sul serio, faccio i miei più sentiti complimenti a chi ha negoziato per il PD, hanno fatto pesare un 18% quanto un 40%.

Io sono sempre stato un grande oppositore della lega nord (e ritenevo anche l’anno scorso che sarebbe stato meglio provare un contratto con il pd mettendoli al muro su questione morale e tutte quelle cose di cui hanno sempre parlato e non hanno mai fatto) e vi avevo detto che nutrivo molti dubbi su questo accordo e avrei condizionato il mio favore soltanto alla lettura dei primi equilibri. Spero vivamente che questo Governo faccia bene, lo spero da cittadino ancor prima che da esponente politico del Movimento 5 Stelle, ma non posso esprimere apprezzamento e tantomeno sostegno incondizionato. Non ci sono i presupposti minimi. Farò il mio lavoro con un impegno ancora maggiore di quello che mi avete riconosciuto e cercherò di rappresentare sempre al meglio la mia terra e le sue istanze, facendo tutto quel che è nelle mie possibilità per indirizzare le cose nel verso giusto, anche se sia semplice fiato sul collo alle istituzioni o raccontare la verità, come sto facendo in questo post, senza paura delle conseguenze o condizionamenti sistemici che possono derivare da questa alleanza. Il mio timore resta vivo e fondato, questo è un governo di scopo che come unico scopo rischia di avere quello di far scomparire l’identità restante di quello straordinario sogno rivoluzionario a cui abbiamo dedicato i migliori anni della nostra vita e che si chiama m5s.

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FONTE : Ignazio Corrao