Luigi Di Maio: SIAMO STATI ELETTI PER CAMBIARE LE COSE E LE CAMBIEREMO

Di Luigi Di Maio:

“In Portogallo un lavoratore non può prendere meno di 650 euro al mese, in Spagna non meno di 826 euro, nel Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda e Lussemburgo un lavoratore non può prendere meno di mille euro al mese.

In Italia ci sono lavoratori sotto contratto che non arrivano a 500 euro al mese. Vi sembra normale?
No che non lo è e non si capisce perché nelle ultime 24 ore qualcuno abbia alzato un muro contro la nostra proposta sul salario minimo, che fissa la soglia ad almeno 9 euro lordi l’ora per ogni lavoratore, circa 1200 euro netti al mese. Tutto si può rivedere, per carità, tutto si può aggiustare, ma non accetto attacchi preventivi!

Sono curioso di sapere quanto guadagnano tutti questi grandi pensatori che puntano il dito contro una proposta che, tra l’altro, non ci siamo nemmeno inventati noi, ma che è già presente in ben 22 Paesi.
Vogliono alzare lo scontro come hanno fatto su Quota 100? Lo facessero, i loro muri ci dicono che la nostra proposta è buona, vuol dire che fa bene all’economia reale piuttosto che alle banche!

Quel che non capisco, invece, è l’atteggiamento di alcuni sindacati, per i quali ho un messaggio chiaro: non abbiate paura, se l’obiettivo di tutti è la tutela dei lavoratori possiamo lavorare insieme. Se invece lo scopo è remare contro per partito preso, allora non ci stiamo!

Per il MoVimento 5 Stelle un lavoratore o una lavoratrice devono potersi alzare la mattina e sentirsi più motivati e più felici di ricevere una retribuzione giusta, che permetta loro di progettare qualcosa di importante nella propria vita.
Chi oggi in Italia prende 3 o 4 euro l’ora è costretto a farlo per sopravvivere, non si diverte certo ad essere sottopagato.

Quindi noi andiamo avanti. Eccome se andiamo avanti. Perché siamo stati eletti per pensare al Paese, non per difendere il nostro orticello come fa qualcun altro!

Parallelamente al salario minimo porteremo, inoltre, in legge di bilancio, una proposta sulla riduzione del cuneo fiscale che presenteremo nei prossimi giorni.
Meno tasse alle imprese e stipendi più alti.
Così torniamo a correre, così torniamo a crescere.

Chi vuole partecipare a questo cambiamento, chi vuole condividere questa visione e dare il suo contributo, dai sindacati, agli imprenditori, a tutti gli stakeholder, è il benvenuto.
Chi si vuole mettere di traverso a prescindere, sappia che noi non indietreggeremo di un centimetro!”