L’osso al cane e le pedate sui denti

Di Antonella Trovato:

“Io credo che andare fuori per lavoro debba essere una scelta e non una imposizione , credo che le nostre famiglie non possano valere 1200 euro a 1600 km.
Credo che sia disumano andare a letto alle quattro del pomeriggio in una stanza di una casa non tua, peraltro alla modica cifra di 400 euro mal riscaldata, col capello di lana e farti le foto e scambiarle con le altre colleghe per sopravvivere all’ennesimo giorno senza senso.
Credo che dopo aver investito una vita in lauree, master, concorsi, abilitazioni, non puoi essere ripagata con un lavoro bluff per il quale ti stai solo indebitando.
Che non puoi crescere i figli sulle chat, i compiti con le video chiamate, sapere se accade qualcosa giù anche dopo settimane per evitarti il disagio amplificato dalla lontananza.
Costruire a 50 anni un futuro professionale con uno stipendio che non ti consente di sopravvivere e che questa manovalanza è a basso costo, né uno straccio di convenzione, un cavolo di buono pasto, un minimo di indennità di trasferta è stata prevista per chi, pur di scendere si fa 16/18 ore di bus.
Credo sia surreale avere ragione ma dover affidare il rientro ad una sentenza. Gioire e disperarsi.
Credo che chi lo ha provato non può dimenticare, surrealismo allo stato puro.
L’osso al cane e le pedate sui denti, questo è il ruolo surreale conquistato dopo avere atteso pazienti per decenni e credo che chi non ha preso in questi 4 anni nemmeno una boccata di ossigeno meriti almeno la solidarietà del resto della compagnia, oltre che l attenzione delle parti preposte.”

(Cit. Anto Trovato)

#nondimentichiamo
#nonciarrenderemomai
#nonsisvuotailsud