L’impatto ambientale di uno smartphone

Di Il Blog di Beppe Grillo:

di Kim Preshoff – Nel 2018, c’erano circa 2,5 miliardi di utenti di smartphone nel mondo. Se aprissimo tutti questi nuovi telefoni, cosa troveremmo? Circa 85.000 chilogrammi di oro, 875.000 di argento e 40 milioni di chilogrammi di rame.

Come possiamo recuperare tutte queste risorse?

Oro, argento e rame sono in realtà solo 3 dei 70 elementi che compongono lo smartphone medio. Questi possono essere divisi in diversi gruppi, i più importanti sono due però: gli elementi provenienti dalle terre rare e i metalli preziosi. Con terre rare si intende una selezione di 17 elementi che sono effettivamente comuni nella crosta terrestre, ma che si trovano, o in poche parti nel mondo, o si trovano in molte aree del mondo ma a basse concentrazioni.

Questi elementi hanno una vasta gamma di proprietà (magnetiche, fosforescenti e conduttive) che li rendono cruciali per le moderne tecnologie. In effetti, dei 17 tipi di elementi rari, i telefoni e altri dispositivi elettronici ne contengono fino a 16. Per quanto cruciali, l’estrazione di questi elementi è legata ad alcuni impatti ambientali inquietanti. Infatti in molte aree non è economicamente fattibile estrarli, a causa di basse concentrazioni.

La maggior parte delle volte, per estrarli si richiede un metodo chiamato mining. Un metodo che espone vaste aree del sottosuolo al cielo aperto. Questa forma di estrazione distrugge enormi aree di habitat naturali, provoca inquinamento dell’aria e dell’acqua, minacciando la salute delle comunità vicine.

Poi abbiamo i metalli preziosi, un altro gruppo di ingredienti che comporta rischi ambientali simili. Parliamo di rame, argento, palladio, alluminio, platino, tungsteno, stagno, piombo e oro. Ma anche magnesio, litio, silice e potassio. L’estrazione mineraria comporta anche preoccupanti problemi sociali. Lo spostamento su vasta scala di esseri umani e animali, provoca cambiamenti profondi nelle comunità, dando in cambio lavori pericolosi per la salute e malamente pagati. Infine, la produzione di telefoni richiede anche petrolio, uno dei principali motori del cambiamento climatico.

Ma se prendiamo tutti questi elementi e li mettiamo insieme, capiamo che hanno un grande comune denominatore: gli ingredienti che estraiamo per i nostri telefoni non sono infiniti. Un giorno finiranno semplicemente e per molti non abbiamo ancora scoperto sostituti efficaci. Nonostante ciò, il numero di smartphone è in costante aumento. Entro la fine del 2019 si prevede che ci saranno quasi 3 miliardi di smartphone in giro.

Quindi, se hai un vecchio telefono, potresti prendere in considerazione 3 opzioni prima di buttarlo via. Per ridurre al minimo i rifiuti, è possibile donarli a un’organizzazione benefica per il riutilizzo, portarli in un centro di riciclaggio dei rifiuti elettronici o cercare un’azienda che rinnova i vecchi modelli. Un telefono è molto più di quello che sembra. È un insieme di elementi provenienti da più paesi, collegati a impatti tremendi che stanno verificando su scala globale.

A quando l’invenzione di uno smartphone sostenibile?



FONTE : Il Blog di Beppe Grillo