Lettera a Cairo

In un suo talk-show su La7 è stato dato del terrorista al governo gialloverde ed è stato auspicato un colpo di stato militare. Ma non le scrivo per questo. Certe idiozie qualificano chi le dice e anche i talk-show che le mandano in onda. Evviva la libertà. Anche delle idiozie. Le scrivo invece perché dopo che tali idiozie sono state dette, nessuno ha potuto controbattere. E questo su La7 accade regolarmente. Nei suoi talk-show invitate sovente provocatori o stelle cadenti e li fate scatenare contro questo governo senza che vi sia nessun contradditorio. Quando invece i suoi talk-show invitano qualche esponente gialloverde, conduttori ed ospiti li aggrediscono o fanno di tutto per metterli in cattiva luce. Un andazzo che dura da anni, ma che negli ultimi mesi ha raggiunto livelli di faziosità davvero rozzi e arroganti. Ed è quindi lecito rivolgersi a lei in quanto editore e proprietario di La7. Del resto è lei che ha deciso di puntare sui dibattiti politici invece che sul varietà o magari sulle repliche di qualche vecchio telefilm. Ed è lei che ha assunto quei giornalisti e che gli paga lo stipendio ed è quindi responsabile quanto loro. Il punto è: perché? Perché lei permette certe trasmissioni? Forse lei se ne frega avendo cose più importanti a cui pensare ed alla fine a lei interessano giusto i soldi che incassa con gli spezzoni pubblicitari. O forse la sua è una scelta editoriale voluta perché provocando intenzionalmente pensa di fare audience maggiori. O forse la sua è una scelta politica. Odia i gialloverdi ed intenzionalmente la sua azienda gli fa propaganda contro. In questo ultimo caso lei sarebbe cioè a capo di una di quelle ormai celeberrime lobby politico-finanziarie che usano giornali e televisioni per far politica e per imporre i propri interessi di casta e le proprie idee ai cittadini. Boh. Mistero della malafede. Di certo, però, qualunque siano le sue motivazioni, lei sta in realtà buttando via i suoi soldi e nello stesso tempo sta inquinando il dibattito pubblico del nostro paese. Mi spiego meglio. Sta buttando via i suoi soldi perché come insegna il 4 marzo i cittadini non votano certo quello che suggerisce La7 o un Corriere della Sera sempre più barricadero. Il popolo si è emancipato da mo’ e certe manovre propagandistiche spargono solo risentimento e alla fine si ritorcono contro chi la fa. Soprattutto da quando la reputazione del giornalismo è stata devastata proprio dall’ormai sfacciata faziosità e politicizzazione. Ma i suoi soldi li può buttare dove vuole ovviamente. Quello che invece non dovrebbe fare, è inquinare il dibattito pubblico. I dibattiti politici in televisione sono una importante opportunità per i cittadini. È l’arena in cui milioni di persone s’informano, seguono gli sviluppi delle vicende politiche, ascoltano i protagonisti e le loro idee. I talk-show sono cioè uno degli spazi in cui si concretizza la vita democratica nazionale. E in quanto tali, implicano delle responsabilità a chi li finanzia e li manda in onda. Lei ha il dovere di far rispettare la deontologia professionale giornalistica nei suoi talk-show. Lei ha il dovere di garantire che nelle sue trasmissioni non si faccia propaganda a senso unico e che tutte le opinioni abbiano equa possibilità di esprimersi. E le assicuro che ne gioveremmo tutti. I cittadini che non verrebbero umiliati e derisi se la pensano diversamente dai conduttori dei suoi talk-show. I politici che potrebbero illustrare serenamente le proprie idee. Ma ne gioverebbe anche lei e la sua azienda che con talk-show equilibrati potrebbe riconquistare autorevolezza e quindi telespettatori. Cairo, in Italia non c’è un governo terrorista e nemmeno un colpo di stato militare alle porte. In compenso c’è un paese che ha votato legittimamente per il cambiamento e che ha diritto perlomeno al rispetto e ad un dibattito pubblico degno di un paese civile.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

Tv: Cairo, Floris a La7 fino al 2024