Le cornacchie l’insurrezione europea

Altro palo in fronte per i menagramo. Fitch non rivede l’outlook che tradotto significa che almeno loro non vedono tragedie all’orizzonte per il nostro paese. Almeno loro perché in Italia ormai bisogna toccarsi di continuo con tutte le cornacchie che svolazzano in giro. Siamo infestati, le possino. Quando esce qualche dato economico col segno meno fanno la ola. Quando ne escono di positivi li ignorano come con gli effetti del decreto dignità. Becco chiuso. Per il resto solo fake news. Anche quella sulla manovra correttiva era una panzana e c’è in giro qualche cornacchia che ha osato gracchiare perfino di patrimoniale. Più che terrorismo mediatico, quattro cornacchie disperate le possino di nuovo. In quella testolina hanno solo una cosa: far cadere il governo di quei maledetti gialloverdi. Preferirebbero la bancarotta e pure fraudolenta, preferirebbero la Terza Guerra Mondiale piuttosto che un governo che ha vinto le elezioni ma che è dannatamente populista. Forse lo stanno capendo. La loro partitocrazia lobbistica è davvero al capolinea. Conferme importanti arrivano da Bruxelles dove i carrozzoni popolari e socialdemocratici stanno implodendo. Erano soliti ospitare cani e porci pur di strappare qualche poltrona in più. In vista delle elezioni europee è scoppiata la rissa. Più che comprensibile. Fuori dai palazzi di vetro imperversa il populismo, i cittadini non vogliono più delegare la politica a qualche lobby di ghiaccio, rivogliono il potere che gli è stato scippato, rivogliono una vera democrazia che pensa col cuore e non solo col portafoglio in mano. E non vogliono votare più per i vecchi partiti che li hanno traditi prostituendosi ai potentati economici. Siamo difronte a uno dei tanti moti popolari che caratterizzato la storia europea. Una insurrezione scoppiata contemporaneamente nei punti nevralgici del continente. A conferma di come l’ondata populista sia un fatto storico e non legato al chiacchiericcio politico nazionale come vorrebbero farci credere i reazionari. A conferma di come l’Europa sia molto più socialmente unita di quanto vogliono farci credere i retrogradi. La partitocrazia lobbistica era in vigore in tutta Europa ed è fallita in tutta Europa. Ed oggi il continente intero sta reagendo all’unisono, come un corpo unico. Ancora una volta. L’Europa vuole scrollarsi di dosso un modello che ha impoverito i popoli e li ha depredati di diritti e sovranità in nome di una crescita fasulla. Ma le cornacchie nostrane gracchiano d’altro, le possino ancora. Macron e la Merkel intanto continuano il loro ménage a due. Si sa, a monsieur le président piacciono mature. I due piccioncini confermano di non avere capito una mazza né della crisi europea né della loro. Minacciano di tagliare la mancetta a quei paesi che fanno i birichini. Atteggiamenti altezzosi ed elitari tipici della partitocrazia lobbistica. E una visione tutta monetaria dell’Europa che l’ha ridotta ad un cinico club. Le cornacchie continentali accusano i populisti di voler distrugge l’Europa le possino sempre, ma è esattamente il contrario. Se lo slancio europeo è scemato la colpa è tutta loro, la colpa è della partitocrazia lobbistica che ha svenduto i popoli ai potentati economici e finanziari ed ha ridotto l’Europa a una cosa terza, ad una specie di pulpito da dove sgridare i discoli. Ma l’Europa è roba nostra, è la casa dei popoli europei. Ed è ora che il popolo si rimpossessi dei palazzi e cacci le caste che l’hanno occupato abusivamente. Solo così i popoli europei potranno riscoprire il loro destino comune. Come successo a Roma dovrà succedere anche a Bruxelles. È questo che temono le cornacchie. E’ per questo che gracchiano contro i gialloverdi. Le possino.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

Merkel-Macron-trattato-aquisgrana-1300

Potrebbe interessarti anche: