LAVORO: DOPO 10 ANNI RINNOVATO IL CONTRATTO DEL COMPARTO SANITARIO

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo contratto collettivo del personale del Servizio Sanitario Nazionale per il triennio 2016-2018: questo consentirà di adeguare i rapporti lavorativi di circa 130mila tra medici, veterinari e dirigenti sanitari e di sostenere il rilancio del Servizio sanitario nazionale in un’ottica redistributiva e di inclusione.

Il contratto riconosce incrementi retributivi a regime del 3,48%, corrispondenti ad un beneficio medio complessivo di circa 190 euro/mese, che valorizza anche la quota di retribuzione erogata a livello locale per la remunerazione delle condizioni di lavoro, dei risultati raggiunti e degli incarichi dirigenziali.

Nel contratto collettivo ci sono anche tutele per i medici neoassunti, che avranno una retribuzione fissa, pari a 1.500 euro mensili, valorizzando la carriera di chi ha vissuto troppi anni nel precariato.

Inoltre ampliamo importanti tutele già previste per il personale del comparto, da quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita a quelle in favore delle donne vittime di violenza, fino alle ferie e riposi solidali per i dirigenti che debbono assistere figli minori bisognosi di cure.

Utilizzando i fondi che già esistevano, senza andare a ricercare risorse extra, abbiamo rimesso in moto le carriere di medici poiché l’ultimo rinnovo risaliva al biennio 2008-2009: la sanità pubblica ha bisogno di nuova linfa per tutelare al meglio la salute e il benessere di tutti noi.

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Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini