Lasciate stare Luigi

Sono anni ormai che scavano nella vita di Luigi Di Maio per massacrarlo. Non hanno mai trovato nulla e allora oggi se la prendono con la sua famiglia. Lo vogliono rovinare politicamente scaricandogli addosso i presunti errori di suo padre e di suo nonno. Lo vogliono rovinare, a tradimento. Per anni le caste del vecchio regime hanno infamato Luigi come persona non all’altezza, come incapace senza titoli ed esperienza.

Poi il Movimento ha vinto le elezioni, poi Luigi è diventato ministro e invece di fare disastri come speravano loro, Luigi si è messo a far numeri da fuoriclasse. Ha cominciato a fare quello che loro dicevano era impossibile e sta mantenendo le promesse una dopo l’altra fregandosene delle lobby che via via ha incontrato sulla sua strada. È questo il suo vero crimine. Un crimine tutto politico. Servire i cittadini e non le incrostazioni elitarie del vecchio regime. E per questo oggi cercano di colpirlo a tradimento sbattendo sui giornali grane private di suo padre. Lo vogliono intimidire, lo vogliono sfregiare, lo vogliono fermare.

Ma il vero obiettivo delle caste del vecchio regime non è far fuori Luigi Di Maio, è far fuori il sogno del Movimento 5 Stelle, è boicottare il cambiamento in atto voluto nelle urne da milioni di cittadini. Le caste del vecchio regime non vogliono cedere il loro potere e se ne fregano della democrazia e delle urne, vogliono continuare a comandare loro, vogliono continuare a farsi i loro sporchi comodi senza che nessuno osi dargli fastidio. E per raggiungere il loro obiettivo sono disposti a tutto, perfino a camminare sul corpo di una persona perbene come Luigi di Maio e di tutta la sua famiglia. Ma la carognaggine delle caste del vecchio regime non è certo una novità e a ben vedere dimostra solo il livello di disperazione in cui versano. Sanno che per loro è questione di mesi.

Tra poco cominceranno ad entrare in vigore i provvedimenti del governo e quando quei provvedimenti si sentiranno sulla pelle degli italiani, per le vecchie caste sarà davvero la fine. I fatti spazzeranno via in un lampo fiumi di parole e calunnie e la rivoluzione a 5 stelle li sommergerà per sempre.

Quelli delle vecchie caste sono gli ultimi feroci colpi di una bestia morente. Disperati tentativi di ferire il Movimento e farlo saltare. Vorrebbero disperatamente che implodesse, che litigasse con la Lega che commettesse degli errori gravi. Qualunque cosa pur che fallisca, qualunque cosa purché si torni presto al voto e ad una politica che li lasci in pace. Quanto al Pd e ai sette nani, mettere sullo stesso piano la saga della famiglia Boschi o della famiglia Renzi con quella Di Maio, vuol dire offendere l’intelligenza dei cittadini, vuol dire ritenerli delle persone a cui si può raccontare qualsiasi panzana e manipolarne le opinioni. Cosa che le caste hanno sempre pensato e fatto. Cosa che però non funziona più e non funzionerà neanche questa volta. Anzi. L’assalto a Luigi conferma l’importanza e l’urgenza storica della rivoluzione a 5 stelle.

L’assalto a Luigi deve compattare il Movimento, deve ricordare a tutti che in gioco c’è una rivoluzione democratica, uno storico cambiamento di regime ed è il momento di restare più uniti e determinati più che mai.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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