L’ARIA CHE VIRA #CORONAVIRUS

di Alberto Zolezzi:

Esistono COMUNI DENOMINATORI della maggiore diffusione del nuovo Coronavirus?

Uno è la SCARSA QUALITÀ DELL’ARIA: in Cina, Corea del Sud, Iran, Pianura Padana.

La letteratura scientifica è concorde sull’aumento di mortalità da particolato in eccesso, sulla mortalità specifica da polmoniti e sull’ospedalizzazione per polmoniti aumentata in caso di particolato atmosferico elevato.Bene che finalmente, dopo circa 7 giorni dal riscontro delle prime positività al nuovo Coronavirus, l’ARIA si sia PULITA IN PIANURA PADANA e in questo momento questo eventuale fattore di RISCHIO aggiuntivo è stato ANNULLATO.

Lo studio di Mehta pubblicato su Air Quality Atm Health nel 2013 (metanalisi su 11 studi) riporta un 12% in media di INCREMENTO DELLE INFEZIONI DELLE BASSE VIE RESPIRATORIE (polmoniti) legato all’INCREMENTO del PM2.5 su scala annuale; lo studio di Xiaolin Xia pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health nel 2017, “The Association between Air Pollution and Population Health Risk for Respiratory Infection: A Case Study of Shenzhen, China”, mostra incremento del 40% delle polmoniti anche dopo l’esposizione a breve termine a valori elevati di PM2.5; lo studio negli USA di Benjamin D. Horne, pubblicato nel 2018 su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine mostra l’incremento del 19% di polmoniti dopo 27 giorni di superamento del PM2.5 (con parametri più restrittivi di quelli italiani). Lo studio di Liu pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2019 su 652 città del mondo fra il 1986 e il 2015 documenta incremento della mortalità respiratoria dello 0,68% anche dopo soli due giorni di PM2.5 incrementato di 10 microgrammi per metro cubo, si parla in generale di patologie respiratorie e non solo di polmoniti.

Molti studi parlano anche di debolezza della popolazione e alcuni virologi italiani ne stanno parlando. Se una popolazione è indebolita da anni di polveri sottili in eccesso è possibile una maggiore percentuale di complicanze delle virosi, per motivi anatomici (pensate al laringe che fa da filtro alle vie aeree, alle ciglia bronchiali che smettono di battere verso l’esterno per i fumatori o per chi è esposto a importanti concentrazioni di polveri sottili), per motivi immunitari (su questo ci sono varie teorie, ma se il virus non entra nelle basse vie respiratorie l’immunità non deve attivarsi), per motivi fisiologici multiorganici (circolatori ecc).

Per cui oltre a SMETTERE DI FUMARE, tanto più se si vive in “zone rosse” del Coronavirus è opportuno chiedersi cosa si può fare oggi per il singolo e come programmare politicamente un futuro più sicuro.

I DATI DI LETTERATURA scientifica si riferiscono per ora a PRECEDENTI GERMI ED EPIDEMIE ma ritengo utile ragionare anche sul virus attuale per mettere in campo misure utili che suppongo saranno confermate anche dagli studi su questo virus.

Ispra ogni anno redige un rapporto sulla qualità dell’aria e quest’anno Ispra stessa ha anche pubblicizzato lo studio di Arpa Emilia Romagna che delinea le fonti del particolato che respiriamo, cioè la somma del particolato primario (nel caso emiliano il 30%) e secondario (70%); il 21% DEL PARTICOLATO IN EMILIA ROMAGNA RISULTA DOVUTO AL TRASPORTO DI MERCI SU STRADA, il 13% al trasporto privato su strada, il 19% all’agrozootecnia. Con l’interpellanza numero 2/00655 pubblicata il 24 febbraio 2020 ho chiesto ulteriori altri dati, non ho trovato per esempio l’analogo dato per la Lombardia.

LE EMISSIONI CHE I CITTADINI SI TROVANO A RESPIRARE DIPENDONO IN MAGGIORANZA DALLA PROGRAMMAZIONE POLITICA, vedi nuove autostrade, energie a elevato indice emissivo ecc.

In Italia la peggiore qualità dell’aria si riscontra in Pianura Padana e anche a Codogno negli ultimi mesi ci sono stati valori di polveri sottili molto importanti. Gli abitanti di Codogno oltre al danno dell’epidemia, hanno respirato (NON CERTO PER SCELTA O VOLONTÀ) aria con PM10 sopra a 50 microgrammi per metro cubo quasi ogni giorno dal 1 gennaio, il 25 febbraio la media è stata 82, questo è un fattore di indebolimento dell’organismo. Avere avuto a Codogno una MEDIA DI PM10 DI 68 MICROGRAMMI PER METRO CUBO nei primi due mesi dell’anno e 43 superamenti rispetto a 50 può essere un fattore aggravante della situazione. Chiaramente senza virus non c’è epidemia.

A Cremona la media del PM10 è stata 62 con 37 superamenti, a Mantova 58, a Milano Pascal 58, a Lodi 56, a Pavia 55. Tutti valori impressionanti.

Nei primi due mesi del 2020 si sono utilizzati tutti i 35 giorni di superamento del PM10 considerati accettabili in un anno.

Molti dei contagiati dal Coronavirus in Italia hanno respirato aria inquinata dopo il contagio, cosa che può aver reso più virulento il Coronavirus stesso anche in merito alle piccole mutazioni che sta subendo. Ho già fatto vari post in merito alla prevenzione secondaria o primaria, ritengo necessario stressare su punti già consolidati di letteratura già evidenti nella narrativa nazionale, un ESERCIZIO FISICO STRENUO come una mezza maratona può immunodeprimere e rendere più aggressivo un virus già in circolo anche in una persona giovane. Questo non vuol dire che non bisogna fare la maratona ma vuol dire che in quel contesto di aria inquinata più fattori possono aver contribuito a fare esplodere una situazione e oltre a intervenire tentando di ridurre le EMISSIONI NEL LUNGO TERMINE, anche per le prossime SANZIONI EUROPEE, si può intervenire anche nell’immediato.

È necessario pensare che la sanzione europea è come la MULTA PER UN SEMAFORO ROSSO, SE CONTINUI A PASSARE CON IL ROSSO RISCHI DI ANDARE A SBATTERE, di fare male a te stesso e agli altri. Anche in acuto (è questo che dice la letteratura) vanno ridotte le emissioni per ridurre l’incidenza, la gravità e la necessità di ospedalizzazione delle polmoniti infettive e la relativa mortalità. Le attività da stoppare o meno andrebbero pesate anche sulle emissioni che producono, anche in acuto. Perché è un fattore di rischio per la salute pubblica.
Quante centrali energetiche ci sono fra Lodi e Cremona prive di strategicità energetica e non legate ad autoconsumo o filiera aziendale? Recentemente è stato rivisto dal Governo l’incentivo per le centrali prive di filiera aziendale sopra a 300 Kw di potenza, è questa la buona politica.

In questo momento forse i discorsi fatti “in tempo di pace” sulle polveri sottili possono essere recepiti meglio, forse quando qualcuno proverà a riproporre l’autostrada fra Mantova e Cremona, altre Pedemontane, altre combustioni un minimo tornerà alla memoria questa emergenza. Forse chi vuole trivellare i colli morenici per il TAV Brescia Padova rifletterà sul fatto che 10 miliardi di euro per risparmiare 10 secondi potrebbero essere spesi per migliorare le ferrovie per pendolari e merci (1 miliardo di euro al secondo e 100mila persone con acqua potabile a rischio).

AUSPICO CHE VENGA FATTO UNO STUDIO RIGOROSO SUI POSSIBILI FATTORI CHE HANNO POTENZIATO QUESTA EPIDEMIA, la pubblicazione della LETTERA ALL’EDITORE DEL BRITISCH MEDICAL JOURNAL DEL DOTT. GIOVANNI GHIRGA su questo tema mi fa ben sperare.

Stiamo parlando di FATTORI DA STUDIARE, nessuno oggi può prevedere quali fattori risulteranno importanti né l’andamento dell’epidemia ma auspico che in ogni caso l’emergenza vada presto scemando. Stiamo parlando di fattori che potranno eventualmente pesare in percentuali anche basse, ma oggi ridurre anche in minima percentuale sofferenze e ricoveri potrebbe essere importante anche per ridurre l’enorme stress per il nostro Servizio Sanitario Pubblico, che è davvero il migliore del mondo.

Il mio discorso è parallelo a quello della PREVENZIONE PRIMARIA DEL CONTAGIO che è ASSOLUTAMENTE PRIORITARIA IN QUESTO MOMENTO ed esprimo la MASSIMA VICINANZA A CHI STA SOFFRENDO E A CHI STA LOTTANDO PER CONTENERE IL CONTAGIO, OPERATORI E AMMINISTRATORI.

MoVimento 5 Stelle Mantova MoVimento 5 Stelle Lombardia
Gloria Costani ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente

L’articolo L’ARIA CHE VIRA #CORONAVIRUS proviene da Massimo De Rosa.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa