L’alternativa allo zucchero per i diabetici, che rispetta l’ambiente

Di Il Blog di Beppe Grillo:

Javier Larragoiti aveva 18 anni quando al padre venne diagnosticato il diabete. Il ragazzo aveva appena iniziato il corso di laurea in Ingegneria Chimica a Mexico City, così ha deciso di dedicare i suoi studi a un progetto alternativo: creare un’accettabile alternativa allo zucchero per aiutare il padre e i milioni di Messicani che soffrono di diabete. “Solo quando conosci qualcuno con questa malattia realizzi quanto sia comune e come lo zucchero giochi un ruolo importantissimo”, ha detto Javier. “Mio padre ha provato a usare stevia o altri sostitutivi ma odiava quel sapore e quindi continuava a usare di nascosto lo zucchero”.

Questo giovane chimico ha iniziato a studiare lo xilitolo, un alcool dal sapore dolce estratto comunemente dal legno di betulla e usato in prodotti come la gomma da masticare. “Ha un sacco di proprietà positive per la salute e lo stesso sapore dello zucchero, ma il problema è che il costo per la produzione è enorme. Così ho deciso di iniziare a lavora a un processo di estrazione più economico per renderlo accessibile a tutti”.

Dieci anni dopo, Larragoiti ha brevettato un processo di fermentazione che trasforma le pannocchie di mais di scarto in xilitolo, risolvendo così anche un problema secondario: ecco cosa farne delle 27,5 milioni di tonnellate di rifiuti agricoli del Messico provenienti dall’estrazione del mais, rifiuti che una volta venivano bruciati, aggiungendo gas serra all’atmosfera.

La sua ditta, Xilinat compra rifiuti da 13 agricoltori locali, producendo una tonnellata di xilitolo l’anno. Quest’anno il suo brevetto gli è valso il Premio Chivas Venture, compreso l’assegno da 310mila dollari che gli ha permesso di industrializzare la produzione e aumentarla quindi di 10 volte.

L’obesità è uno dei problemi più gravi e più in crescita della popolazione industrializzata. Una persona su sette è obesa e circa il 10% ha il diabete di tipo 2. Dal 1980 il tasso di obesità è raddoppiato in più di 70 nazioni. Larragoiti ha raccontato che la dieta a base di zucchero è un grave problema nel Messico, uno dei paesi a più alto consumo di Coca Cola, e che ha la seconda percentuale più alta di obesità del mondo. La situazione è così grave che il Governo ha deciso di tassare le bevande zuccherine.

Paradossalmente, un altro derivato del mais, il fruttosio, è parte del problema, essendo usato per fare gli sciroppi di mais che, per esempio, sono stati collegati all’aumento del numero degli obesi negli Stati Uniti. Il riuso degli scarti agricoli sta diventando un argomento importante e un settore promettente per nuove industrie e attività che si pongono il problema del riscaldamento globale e cercano nuove soluzioni. In Messico gli scarti agricoli sono spesso bruciati, rilasciando gas serra e creando una delle fonti maggiori di emissioni di Co2.

“Bruciare i residui è economico e veloce”, dice il Dr Wolter Elbersen, un esperto di produzione agricola dell’Università di Wagenin. “Apparentemente non vengono considerati gli svantaggi come l’inquinamento dell’aria, la perdita di materiale organico e di nutrienti”.

Ma considerare in modo differente questi “prodotti di scarto” è fondamentale se abbiamo intenzione di conservare le scarse risorse che rimangono nel nostro pianeta e nutrire una popolazione sempre crescente, secondo la Fondazione Ellen MacArthur (una delle più grandi fondazioni private americane, specializzate in economia circolare). “Dobbiamo riconsiderare i principi del passato e allo stesso tempo dobbiamo applicare la tecnologia attuale se vogliamo riuscire a contrastare la fame nel mondo” ha detto Clementine Schouteden, che guida l’Organizzazione per l’Economia Circolare nel cibo. “Dobbiamo fare in modo che l’agricoltura diventi rigenerativa, prevenendo gli scarti ma anche creare valore dallo scarto che non è commestibile”.

In tutto questo che fine ha fatto il papà di Javier? “Mio papà è super felice,” ha detto Larragoiti, “Usa il mio prodotto tutti i giorni e non mangia più zucchero di nascosto!”

Articolo tratto da The Guardian



FONTE : Il Blog di Beppe Grillo