La TAV, un doppione inutile. La Torino Lione esiste già, ed e’ un treno senza merci.

Un doppione inutile.
La Torino Lione esiste già.
Tra Francia e Italia esiste ed è attiva una ferrovia elettrificata a doppio binario, continuamente ammodernata negli anni con ingenti fondi pubblici italiani e francesi. Garantisce ogni giorno il collegamento Milano-Parigi accogliendo i treni TGV della SNCF (nella foto, in uscita dal tunnel a Bardonecchia). Il traforo del Fréjus è stato da pochi anni allargato e adeguato alle sagome più larghe oggi utilizzate dagli operatori cargo internazionali, che invece non possono transitare sulla gran parte delle ferrovie nazionali.

La ferrovia oggi in esercizio tra Italia e Francia (doppio binario, elettrificata) è stata costruita alla fine 1800 e da allora è stata continuamente ammodernata. Secondo l’analisi svolta da RFI per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il limite della capacità di trasporto attuale è di 32 milioni di tonnellate di merci per anno, con un valore commerciale pari a 20 milioni di tonnellate per anno.


Un treno senza merci
I traffici crollano, a chi serve la Torino Lione?
Negli accordi tra Francia e Italia la saturazione dell’attuale ferrovia del Frejus è la condizione essenziale per l’avvio della costruzione di una nuova linea Torino Lione. Analogamente a tutte le direttrici Est-Ovest, il traffico stradale e ferroviario al Fréjus si riduce da oltre 15 anni. Nel 2014 sono transitate sulla ferrovia appena 3,3 milioni di tonnellate di merci ma la linea esistente ha una capacità di trasporto molto più ampia. Le previsioni di crescita dei traffici, formulate per giustificare la nuova linea, sono smentite ogni anno dai dati ufficiali.


Inesorabile diminuzione.
Il traffico scende senza appello .
Il traffico reale negli ultimi 20 anni si è attestato a poco più di 3 milioni di tonnellate (Alpinfo), cioè oltre 10 volte meno del limite di capacità attuale. Gli enormi incrementi di traffico, necessari a giustificare il raddoppio della ferrovia costruendo quella nuova, erano attesi già al 2007 e 2011 sia su gomma sia su ferro. Non si sono verificati affatto e il calo, iniziato prima della crisi del 2008, è proseguito inesorabile.

Un’idea vecchia
Le logiche trasportistiche che giustificavano il raddoppio della ferrovia Torino-Lione sono vecchie. Risalgono al secondo dopoguerra e sono state smentite da almeno due cicli economici. Discendono dai “piani quinquennali” dell’ex Unione Sovietica: continuo aumento di carbone, acciaio, ferro, macchinari, cereali, cotone. Successivamente, il mondo è cambiato: sono arrivati internet, i telefoni cellulari, i voli lowcost, le stampanti 3D e il traffico pesante continua a diminuire, soprattutto tra Italia e Francia.

Logiche superate.
Una concezione dei trasporti antiquata

L’idea dirigista della grande opera ferroviaria (veloce, ecologica, alla portata di tutti) è oggi drammaticamente superata dalla realtà. Il crollo degli scambi e il dumping dei prezzi del trasporto stradale cambiano la geografia della pianificazione a scala europea. Le infrastrutture esistenti sono l’unica chiave per le risposte future.


Un buco nel nulla
Dove porta un tunnel senza collegamenti?

Il tunnel tra Francia e Italia è solo una parte della Torino Lione: 270 km con 7 importanti gallerie. La sua realizzazione è vaga, per gran parte dell’opera mancano persino i progetti preliminari. Ad oggi l’unica decisione assunta riguarda il 6% del percorso: il progetto di un pezzetto (17 km sui 57) di una delle gallerie più lunghe. Un tunnel isolato. Infatti la Francia ha rinviato a dopo il 2035 le decisioni sulla tratta di collegamento a Lione (Mobilité 21). Analogamente l’Italia non prevede finanziamenti per il collegamento con Torino.


Tunnel isolato
La Francia ha già rinviato la sua parte

La tratta nazionale francese comporterebbe l’investimento più ingente per la realizzazione di tre importanti tunnel (Glandon, Belledonne, Chartreuse) per complessivi 54 km. Nel 2013 il Governo Francese ha rinviato tale opera in quanto le valutazioni tecniche svolte indicano che non vi sono rischi di saturazione delle linee ferroviarie esistenti fino al quinquennio 2035-2040.

Solo costi
Senza collegamenti nazionali, deficit annunciato

Secondo l’Analisi Costi Benefici svolta nel 2011 (aggiornata nel 2014) la convenienza economica dell’opera è garantita in 50 anni attraverso l’esposizione di benefici realizzabili solo completando interamente l’opera entro il 2038. Senza collegamenti nazionali (ad oggi non programmati) tali benefici non si verificheranno. Quindi l’opera produrrà un deficit economico.


Un scelta reversibile
Chi ha detto che la Torino Lione è obbligatoria?

Si discute da oltre 25 anni della Torino Lione. Nel frattempo l’economia e le sfide globali sono drasticamente cambiate. Viceversa le motivazioni a sostegno della realizzazione di quest’opera continuano ad essere basate su idee vecchie prive di riscontri in fatti e numeri concreti. Si possono avere letture e visioni differenti su questo tema. Non si possono però eludere le priorità attuali per i cittadini francesi, italiani ed europei. Tra queste non vi è un investimento miliardario di incerta realizzazione e dubbia utilità.

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