La risposta del Governo in Aula alla Camera su impianti di depurazione di Mazara del Vallo e al dragaggio del fiume Mazaro

Di Salvatore Micillo:

Problematiche connesse agli impianti di depurazione di Mazara del Vallo e al dragaggio del fiume Mazaro – Interrogazione a risposta orale n. 3-00372 dell’On. Martinciglio.

La normativa di settore per il sistema fognario-depurativo affida agli Enti di Governo d’Ambito il compito di condurre le attività di ricognizione delle infrastrutture, programmazione degli interventi e redazione di un piano economico finanziario. L’agglomerato di Mazzara del Vallo, con un carico generato pari a 55.655 abitanti equivalenti, dal 31 maggio 2018 è soggetta a una Sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea con applicazione di sanzioni pecuniarie per la non corretta applicazione della direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. Proprio per il superamento del predetto contenzioso, con la Delibera CIPE 60/2012 e il relativo Accordo di Programma Quadro del 30 gennaio 2013, per l’agglomerato di Mazara del Vallo sono stati finanziati tre interventi, ossia la “Ristrutturazione collettore acque nere da Mazara centro al depuratore di Bocca Arena (stralcio di completamento)”- costo finanziato pari a € 1.000.000,00 – stato di attuazione: progettazione da avviare; il “Potenziamento Impianto di Depurazione Bocca Arena – Comune di Mazara del Vallo” – costo finanziato pari a € 3.000.000,00 – per il quale è in corso l’aggiornamento del progetto esecutivo; “Collettamento delle frazioni di Trasmazzaro e Tonnarella al depuratore di Bocca Arena” – costo finanziato pari a € 23.000.000,00 – per il quale è in corso la gara per l’affidamento dei lavori. Data di prevista conformità dell’agglomerato: ottobre 2021.

Per quanto concerne gli aspetti che interessano il fiume Mazaro e il porto canale di Mazara del Vallo, il progetto relativo ai “Lavori di ripristino dei fondali del bacino portuale e del retrostante porto canale – 1^ stralcio – zona del Fiume Mazaro” è stato approvato dal competente Dipartimento regionale nel novembre 2016, attraverso l’emanazione di tre successivi provvedimenti amministrativi relativi alla gestione delle classi di qualità dei materiali. Successivamente, alla luce della nota del Ministero dell’ambiente dell’8 febbraio 2016 e del parere dell’ISPRA circa la presenza nella laguna di Tonnarella (area di colmata B) di “….un elevato numero di specie ornitiche, anche di rilevante interesse conservazionistico e oggetto di tutela da parte della normativa comunitaria e di accordi internazionali….”, il Dipartimento regionale ha autorizzato l’attività di dragaggio del porto di Mazara del Vallo, e non il conferimento nella colmata B ad ovest dell’avamporto dei fanghi di dragaggio rientranti nella classe di qualità C. Con riferimento alla copertura finanziaria necessaria per il conferimento in discarica di parte dei sedimenti dragati (classe di qualità C), secondo quanto riferito dalla Regione, in diversi tavoli tecnici è stato proposto l’utilizzo di fondi FSC o fondi destinati al Patto per il Sud. Ad oggi, la questione è oggetto di ulteriore approfondimento.

In merito, infine, agli eventi atmosferici verificatisi il 10 novembre 2018, la Regione Siciliana ha fatto presente che il danno complessivo causato dalla piena può riassumersi nell’affondamento di imbarcazioni da pesca di piccole dimensioni, per lo più in legno, in un numero che le cronache riassumono in una ventina di unità anche se ad oggi non risulta una stima definitiva e certa. Per quanto questi affondamenti costituiscano un danno certamente rilevante per l’attività di pesca dei singoli proprietari dei natanti, la stima globale dei danni è circoscritta, stante l’eccezionalità della piena ed il fatto che i natanti danneggiati fossero tutti ormeggiati lungo le due banchine, nel tratto compreso tra i due ponti o a monte degli stessi, dunque al di fuori e a monte del tratto interessato dal dragaggio.



FONTE : Salvatore Micillo