La reazione del Movimento

Di Maio lancia una fase di riorganizzazione. Bene. Il Movimento deve reagire e ripartire più forte di prima. Deve reagire il capo politico ma deve reagire chiunque lo abbia a cuore. Il Movimento è partecipazione, non è una crocetta su una scheda. Da quando ha conquistato il potere il Movimento 5 Stelle è sotto un attacco inedito nella nostra democrazia. Inedito per violenza, inedito per costanza. Le lobby che hanno sempre detenuto il potere in Italia e che tengono i giornalai al guinzaglio sono scatenate. Rivogliono le loro mangiatoie, rivogliono tornare a comandare. Per riuscirci devono togliersi dai piedi i cittadini a 5 stelle. Oggi in Italia è in corso una brutale lotta di potere tra l’unica forza davvero innovativa nel panorama politico che è il Movimento ed il vecchio regime che in parte si è coalizzato e in parte si camuffa dietro alla Lega. Evviva dunque una reazione. Uno degli aspetti che ha fatto implodere i vecchi partiti è stata proprio la loro totale incapacità di rinnovarsi. Basti pensare a Forza Italia ancora pannolone di Berlusconi o al Pd che si appresta a fare delle ridicole primarie tra tre candidati identici nella loro assenza totale di idee. Sia Forza Italia che il Pd hanno perso ancora voti alle regionali a conferma di come siano davvero finiti. Hanno solo le lobby e i giornalai dalla loro parte, il Movimento ha invece la storia dalla sua. Il popolo vuole cambiamento e quello vero. Fa bene dunque Di Maio a reagire a leggi elettorali locali indecenti che favoriscono ammucchiate di liste senza senso e rafforzare la presenza sul territorio. Ma a livello nazionale e in vista delle Europee sono due i punti sensibili che ledono di più il Movimento e su cui il vecchio regime sta puntando per distruggerlo. Uno è il rapporto con la Lega, l’altro è il rapporto col potere. In entrambi i casi il Movimento non ha niente da nascondere o da farsi perdonare, anzi, sta lavorando tanto e bene ma non può solo difendersi dalla macchina del fango e deve contrattaccare. Nel rapporto con la Lega il Movimento deve rivendicare tutte le scelte fatte anche ad esempio in tema d’immigrazione clandestina e magari rilanciare con nuove proposte sui nodi ancora irrisolti come quello degli immigrati illegali ancora presenti in Italia o i rimpatri o la cooperazione allo sviluppo o la fine delle guerre travestite da missioni di pace. Non solo cioè rivendicare appieno quanto fatto, ma rilanciare integrando dove serve i provvedimenti presi. Non in competizione con la Lega, ma in accordo e al solo fine di continuare a migliorare l’azione governativa e d’impedire al vecchio regime una logorante quanto ipocrita speculazione sulla presunta sudditanza del Movimento o su maldipancia ideologici. Gli italiani volevano e vogliono un freno drastico all’immigrazione clandestina e se questo è successo è anche grazie al Movimento 5 Stelle. Altro che compromesso indigesto, un successo da rivendicare e dove possibile arricchire spingendosi magari là dove la Lega non arriva. L’altro punto dolente è il rapporto col potere. In un periodo storico di profonda sfiducia e disaffezione nella politica e nelle istituzioni, chiunque entra nei palazzi prima o poi finisce alla gogna. Perfino un Movimento di protesta corre questo rischio. Per questo il Movimento deve fare uno sforzo continuo non solo per essere ma anche apparire quello che è e cioè un movimento di cittadini che stanno servendo altruisticamente il proprio paese prima di tornare a casa propria. Un gruppo di cittadini senza interessi personali e che vive il potere come mezzo e non come fine. L’unicità del Movimento, la sua geniale idea originaria in tutti i suoi aspetti deve essere ribadita e riraccontata ad ogni passo della sua esperienza di governo. Il gioco sporco del vecchio regime è quello di far passare il messaggio che il Movimento – oggi che é al potere – sia un partito come tutti gli altri e i portavoce politicanti come tutti gli altri e che non stia cambiando nulla e quindi tanto vale riaffidarsi ai “professionisti” delle caste e dei partiti che hanno devastato l’Italia in passato. Anche qui, il Movimento deve reagire e non solo difendersi, deve contrattaccare tornando protagonista della storia politica che sta vivendo anche raccontandola da protagonista. Deve anticipare e spiazzare la macchina del fango del vecchio regime. Coi fatti ma anche con le parole. Non c’è nulla di più rivoluzionario di cittadini comuni dentro ai palazzi assediati da lobby fameliche e da politicanti falliti e da sguatteri giornalistici. Siamo nel bel mezzo di una rivoluzione democratica, i cittadini devono sapere e devono capire la verità. L’esperimento unico al mondo del Movimento 5 Stelle sta funzionando eccome ed è destinato a fare scuola anche all’estero. Guai a cedere e a dargliela vinta. La posta in gioco è troppo alta. È storica, non solo politica. L’esperienza gialloverde è solo un gradino verso la grande sfida di una democrazia più vera, pulita e partecipata. È tempo dunque di reagire. Con tutte le forze.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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