La Pubblica amministrazione non è una torre d’avorio o un’isola separata dal resto della società civile: serve un nuovo patto tra la Pa e la comunità nel suo complesso, a partire dalle imprese, i professionisti, il terzo settore, i territori, le autonomie.

Di Fabiana Dadone:

La
Pubblica amministrazione non è una torre d’avorio o un’isola separata
dal resto della società civile. Anzi, e lo dico con chiarezza: serve un
nuovo patto tra la Pa e la comunità nel suo complesso, a partire dalle
imprese, i professionisti, il terzo settore, i territori, le autonomie.
E naturalmente i cittadini tutti: l’amministrazione è pubblica non
perché appartenga allo Stato o a qualche grande burocrate, ma perché è
mia, vostra, di ciascuno.

Da ministro della Pa il primo
obiettivo sarà aprire il palazzo al confronto con gli stakeholder: solo
così si potranno individuare i veri problemi, i nodi da sciogliere. Non
servono riforme draconiane, progetti palingenetici come quelli concepiti
in passato. Né atteggiamenti inutilmente punitivi che finiscono per
frustrare anche chi lavora bene. È meglio promuovere buone pratiche e
ragionare su interventi mirati.

Tuttavia serve una nuova
narrazione, perché la Pa non è un ufficio sommerso di scartoffie o una
sala d’attesa con un turno allo sportello che non arriva mai.

Le
scuole o le università in cui mandiamo i nostri figli, le forze
dell’ordine che ci proteggono, molte delle strade su cui viaggiamo ogni
giorno. La Pubblica amministrazione è sempre intorno a noi, è fatta di
servizi e i servizi sono prima di tutto le persone che vi lavorano
dentro e li erogano.
Avrò l’onore e l’onere di valorizzare proprio le competenze e la passione che stanno dietro quel lavoro.

Il merito conta, ma per dare benefici visibili esso ha bisogno di
innestarsi in un progetto di sostenibilità e semplificazione, e in una
continua spinta verso l’innovazione e la digitalizzazione.

Lavoreremo a valutazioni sempre più oggettive e fedeli circa le
performance di dirigenti e dipendenti. Servire lo Stato, e quindi i
cittadini, deve essere vissuto come un privilegio, una missione che va
oltre il mestiere, oltre la mansione. Ed è per questo che saremo
inflessibili con chi abusa, con chi sbaglia. I cosiddetti furbetti del
cartellino non fanno un danno solo a tutti noi, ma in primis ai loro
colleghi e al loro ufficio.

Merito e diritti viaggiano tuttavia
di pari passo. Agiremo con l’obiettivo di raggiungere l’effettiva parità
di genere dentro la Pa: donne e uomini devono avere le stesse
possibilità di accesso alla dirigenza, alle posizioni apicali. E
stroncheremo ogni abuso ai danni del lavoro dipendente, somministrato o
comunque precario.
Ai diritti di chi lavora nei pubblici uffici fanno poi da contraltare i diritti di chi punta a entrarvi.
Faremo le dovute valutazioni in ordine alle proroghe dei termini delle
graduatorie in essere. Questo Governo avrà la massima attenzione per le
aspettative degli idonei, nella consapevolezza di quanto sia necessario
uscire dall’emergenza del pregresso per tornare via via ad un ritmo
fisiologico di bandi e concorsi.

Favoriremo i concorsi unici
organizzati dalla Funzione pubblica, anche per Regioni ed enti locali,
così da garantire più trasparenza, agilità e snellezza all’accesso alla
Pa.

Ci sono 4,3 miliardi in tre anni per il rinnovo dei contratti
e centinaia di milioni per le nuove assunzioni. Lo sblocco completo del
turn over ci consentirà a breve quello svecchiamento di cui la Pa ha
bisogno per viaggiare verso il futuro. Ma il ringiovanimento è anche
premessa essenziale di quella svolta digitale che, come detto, appare
ormai irrinunciabile per creare una vera “smart nation”, completare il
processo di definizione della “cittadinanza digitale” e così avvicinare i
servizi alle persone, con un occhio di particolare riguardo ai
diversamente abili.

Tuttavia, la semplificazione nel settore
pubblico (per esempio, cancellando la duplicazione dei controlli) è
essenziale per il rilancio della competitività del Paese: la Pa non deve
essere percepita come nemica o un peso per chi produce. Anzi, uno Stato
leggero e ben organizzato può offrire alle nostre aziende una
infrastruttura imprescindibile per crescere bene.

Obiettivo
rispetto al quale è vitale anche proseguire nella lotta alla corruzione,
una piaga contro cui il M5S al Governo ha già fatto tanto. Mai mollare
la presa però! E da ministro della Pubblica amministrazione, agirò con
fortissima determinazione su questo fronte.

Così come darò
impulso alla sostenibilità ambientale per andare sempre più verso una
“Pa green” sul fronte degli approvvigionamenti e delle abitudini di
lavoro.

Vi terrò informati su ciò che faremo giorno per giorno
in un ministero così importante. Con l’aiuto fondamentale delle persone
che lavorano con me, di tutti i parlamentari e degli stakeholder.

Avviciniamo lo Stato alle persone, il Governo ai cittadini: da portavoce
divenuta ministro, non potrei darmi missione più importante.

La Pubblica amministrazione non è una torre d’avorio o un’isola separata dal resto della società civile. Anzi, e lo dico…

Pubblicato da Fabiana Dadone su Lunedì 16 settembre 2019



FONTE : Fabiana Dadone