La lotta biologica è una realtà

Di Paolo Parentela:

Ricordate la mia battaglia per ripristinare la lotta biologica in Italia?
Fin dalla scorsa legislatura avevo lavorato per consentire al nostro paese l’utilizzo di questa tecnica naturale che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni dannose per diverse nostre colture in campo agricolo.
Attraverso risoluzioni in commissione, interpellanze urgenti e in ultimo con una mozione parlamentare approvata all’unanimità, ho impegnato il governo a correggere un regolamento per la protezione degli ambienti naturali. Tale regolamento, laddove ha sottolineato l’importanza di non introdurre liberamente specie aliene, non aveva previsto una specifica che riguarda i percorsi in deroga per la lotta biologica bloccando di fatto l’utilizzo di antagonisti naturali di altri paesi.

La ricerca pubblica italiana ha trovato diversi antagonisti naturali per salvare diverse produzioni tipiche ma non poteva immettere in natura queste specie perché l’Italia era l’unico Paese al mondo con questo vuoto normativo che non consentiva l’immissione in natura di questi antagonisti naturali contro le specie aliene che stanno falcidiando tante produzioni agricole simbolo del made in Italy.

Il 4 aprile scorso, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento che modifica la disciplina relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Quindi, in presenza di motivate ragioni di interesse pubblico, il Ministero dell’ambiente potrà derogare al divieto di reintroduzione, introduzione e popolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone nel territorio italiano, sulla base di studi che evidenzino l’assenza di effetti negativi sull’ambiente per consentire quindi la tecnica della lotta biologica senza ricorrere ai pesticidi.

Grazie a questo intervento la commissione agricoltura al Senato ha approvato una risoluzione per debellare le cimici asiatiche con l’aiuto delle “vespe samurai”. La guerra al flagello della esotica cimice asiatica (Halyomorpha halys), che tanti danni sta provocando all’agricoltura italiana, potrebbe finalmente aver trovato la sua arma vincente, grazie alla ricerca del Crea, di altri enti e al nostro impegno politico costante per ridurre l’utilizzo dei pesticidi e premiare sempre più l’innovazione e la sostenibilità.

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FONTE : Paolo Parentela