La Lezzi conferma i pasticci sulla proposta di ZES Jonica.

Di Basilicata 5 stelle:

Basilicata 5 stelleLa Lezzi conferma i pasticci sulla proposta di ZES Jonica.Caro Sindaco di Potenza, il distanziometro per le slot machines è attivo già dal gennaio 2017.A 38 ANNI DAL TERREMOTO DEL 1980 GLI ABITANTI DI BUCALETTO E TUTTI I LUCANI PAGANO ANCORA I DANNI DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE E MALAPOLITICA .Donati 10 mila euro alle popolazioni colpite dal maltempo dei giorni scorsi.La Franconi ha scomodato il Prof. Staiano, ma qual è stato il ruolo dell’Avvocatura Regionale?CONTRO L’ARROGANZA DI QUESTA CLASSE POLITICA IL MOVIMENTO 5 STELLE METTERÀ IN CAMPO TUTTI GLI STRUMENTI A PROPRIA DISPOSIZIONELa Basilicata e la strada tortuosa verso “Rifiuti Zero”.Il grottesco tentativo di prolungare l’agonia di una Giunta “pittelliana” ai titoli di coda.IL SISTEMA SI STA BLINDANDO PRIMA DELLE ELEZIONI: NOMINE SANITÀ E ARPAB, COLPO DI CODA FINALE DEL PD LUCANO.La trasparenza amministrativa in Regione Basilicata, questa Cenerentola.

http://www.basilicata5stelle.it Cittadini con l’elmetto Wed, 28 Nov 2018 14:29:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=3.9.25 http://www.basilicata5stelle.it/2018/11/28/la-lezzi-conferma-i-pasticci-sulla-proposta-di-zes-jonica/ http://www.basilicata5stelle.it/2018/11/28/la-lezzi-conferma-i-pasticci-sulla-proposta-di-zes-jonica/#comments Wed, 28 Nov 2018 14:29:32 +0000

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Assume sempre più i contorni del pasticcio il percorso intrapreso dalle Regioni Puglia e Basilicata per l’istituzione della ZES (Zona economica Speciale) Jonica. Qualche settimana fa, commentando le polemiche strumentali montate ad arte da alcune sigle sindacali, abbiamo evidenziato lo strano iter che il position paper lucano aveva seguito all’interno delle commissioni consiliari: la Regione Basilicata aveva richiesto una sorta di aggiornamento alla delibera che la Puglia aveva inviato al ministero in data 2 agosto 2018.

A conferma che qualcosa non è andata per il verso giusto sono arrivate le dichiarazioni di ieri del Ministro Lezzi, la quale denuncia la lacunosa documentazione contenuta nella proposta e nelle allegate delibere di attuazione delle due Regioni. Vi sono inoltre numerosi rilievi che, oltre ad evidenziare palesi contrasti con la Costituzione e con le direttive europee,  sottolineano la disomogeneità tra i piani proposti dalle due Regioni e la carenza di definizione nella perimetrazione delle aree. D’altronde, il polo logistico della contea di Lauria sta alla ZES ionica come l’ananas sta alla pizza margherita. Ma questi sono misteri tutti lucani.

Ora siamo curiosi di conoscere come la Regione Basilicata intenda porre rimedio a questo pasticciaccio sperando che non si trasformi nell’ennesimo treno perso da parte di questa regione disgraziata.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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Stupiscono e lasciano increduli le dichiarazioni del Sindaco di Potenza, l’Avv. De Luca, apparse sul Quotidiano di Basilicata di oggi. Durante un convegno sulle ludopatie, il Sindaco, di fronte alla drammaticità dei dati diffusi dai membri dell’Associazione “Famiglie Fuori Gioco” avrebbe affermato: “Se la comunità mi appoggia, vieterò le slot machines vicino ai luoghi sensibili”. Lo stesso primo cittadino potentino avrebbe poi fatto appello alle “forze positive” della società civile affinché dessero sostegno nell’eventuale approvazione di un apposito regolamento comunale che vieti a questi malefici apparecchi di essere collocati in prossimità di luoghi sensibili quali scuole, asili, ospedali, chiese, centri sociali, centri per anziani e parchi frequentati dai bambini.

Cogliamo l’appello di De Luca, al quale, per dovere istituzionale ricordiamo che lo strumento per raggiungere questo obiettivo è già disponibile: è la legge regionale 30/2014 recante “Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.)”. In particolare, risulta in vigore dal gennaio 2017, grazie ad un nostro emendamento, una delle misure più forti previste dalla legge regionale “No Slot”: il cosiddetto “distanziometro”, ovvero l’obbligo di distanza minima di almeno 500 metri che ci deve essere tra le slot e i predetti luoghi sensibili. Allo stesso Sindaco di Potenza, così come a tutti gli altri 130 sindaci lucani, a settembre 2017 avevamo mandato anche una lettera per chiedere l’attuazione immediata di questa importante legge.

Riscontriamo purtroppo che ad eccezione di pochi comuni e nonostante tutta l’attività di sensibilizzazione condotta in merito, ad oggi è evidente l’inattuazione della legge regionale n. 30/2014: per questo auspichiamo una immediata applicazione della legge lucana “No Slot” da parte del Sindaco del capoluogo, la cui condotta sarebbe un virtuoso e chiaro segnale per tutti i comuni della Basilicata.

Gianni Perrino
M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11538

L’attuale classe politica lucana cerca in ogni modo di nascondersi dietro a un dito sulle problematiche reali del quartiere di Bucaletto.  Un quartiere a cui sono state fatte solo promesse, sempre disattese, da una dirigenza interessata esclusivamente a beceri interessi che nulla hanno a che vedere con il bene dei cittadini. Una vergogna tutta Lucana nel gestire i problemi dell’esclusione sociale, del degrado e della legalità, a cui l’amministrazione De Luca non ha dato nessuna risposta. Un silenzio che inchioda il Sindaco della Città di Potenza alle sue responsabilità politiche e amministrative. Un mutismo di chi ignora o fa finta d’ignorare la complessa situazione di un quartiere abbandonato a se stesso e alle promesse mai mantenute.

Che fosse una periferia da riqualificare, e probabilmente non l’unica, è indiscusso. Che meritasse una pianificazione mirata per le innumerevoli problematiche che nel tempo si sono cumulate all’ alternarsi delle varie amministrazioni, è altrettanto indubbio. E alla luce di ciò che Bucaletto rappresenta per la città di Potenza, comunità simbolo nata dal disastroso evento sismico dell’80 dove le fragilità tipiche di un quartiere d’emergenza sono state convertite in una soluzione abitativa permanente in cui i bisogni dei residenti hanno sofferto e pagato la “precarietà organizzata”, la strategia di recupero urbanistico del sito, almeno questa volta dopo circa quarant’anni esigeva non più promesse ma concreti adempimenti. Invece un altro “affare” sfugge ai più e soprattutto a chi vi abita in quel quartiere per il quale i provvedimenti collezionati continuano ad alimentare soluzioni tutt’altro che risolutive. Degrado ed esclusione sociale non troveranno risposte nei provvedimenti messi in atto, tanto meno l’agognata riqualificazione, in merito alla quale c’è da chiedersi innanzitutto, perché in quel sito, se si osserva anche ad occhio inesperto, cosa esiste intorno alla cittadella. Il secondo step non può prescindere da un dato oggettivo, ovvero, quante sono le persone che abitano Bucaletto, se esiste un censimento che ne attesti almeno la consistenza numerica e quale metodo è stato utilizzato. Sarebbe opportuno capire se nella condivisione delle scelte in merito alla destinazione dell’area e alla progettualità diffusa che vi insiste quasi da sempre interfacciandosi con elaborati riciclati e riesumati, i cittadini residenti siano stati coinvolti , come previsto nel Protocollo d’intesa tra Regione Basilicata e Comune di Potenza, oppure informati fugacemente prospettando una “nuova cittadella” che, su i tempi e modalità di realizzazione mantiene il riserbo più assoluto.

Attualmente è in atto un “Avviso per l’erogazione di contributi economici per autonoma sistemazione abitativa” ma, se i cittadini interessati rientreranno o meno a Bucaletto a programma concluso non è dato sapersi. Anche perché non è chiaro come ed in che misura i contributi economici della durata di tre anni erogati ai cittadini richiedenti saranno considerati ai fini delle condizioni reddituali soggettive, così come indica il disciplinare approvato.

Ma non è finita qui. Per finanziare questa operazione viene utilizzata la Social Card, misura prevista per i residenti nelle regioni interessate a estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi, dunque denari pubblici.  Addirittura, come annunciato dal Sindaco De Luca, non è neppure prevista una rendicontazione del contributo stesso e nemmeno richiesta la presentazione di un regolare contratto di locazione. Inoltre, nel caso non siano pronti i nuovi alloggi allo scadere dei tre anni, non esiste nessun atto che attesti la proroga del contributo, dunque per i beneficiari si tratta di un vero e proprio salto nel vuoto.

A questo bisogna aggiungere che il programma afferente al “Bando Periferie”, erroneamente accusato di un blocco da parte dell’attuale Governo, per la città di Potenza è monco del progetto esecutivo, per cui la priorità giustificativa che intima la disponibilità immediata dei settori 1, 7, 8 del quartiere non è legittimata a meno che non esiste un altro progetto che motivi l’iniziativa, della quale, peraltro si ignora l’autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ quindi sufficiente dichiarare lo stato di urgenza per intervenire sui settori 1, 7, 8, lasciando in stand-by i settori 13-17-18-19 non più prioritari ma senza che se ne capisca il criterio di scelta?

Di incognite ce ne sarebbero molte altre da svelare, ma di fatto già la disamina di quelle raccontate alimenta la torbidità di una faccenda che continua a tramandarsi di amministrazione in amministrazione, ignorando che legalità e trasparenza rappresentano gli strumenti indispensabili per risolvere la annosa questione Bucaletto. Noi continueremo a reclamare esattamente questi principi per un quartiere depauperato della sua dignità e per i suoi cittadini vittime di una doppia sciagura.

Gianni Leggieri
Consigliere Regionale M5S Basilicata

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11541

Abbiamo disposto una donazione complessiva di 10.000 € a favore delle popolazioni colpite dai devastanti eventi meteorologici che purtroppo hanno imperversato su tutto il territorio nazionale.  Ben 11 regioni hanno chiesto lo stato di calamità, praticamente mezza Italia, e questo governo glielo riconoscerà.
Facendo leva sullo spirito di solidarietà e sulla prassi consolidata di restituire parte di quello che percepiamo come consiglieri del M5S, abbiamo sentito il dovere morale di dare un contributo concreto al fine di consentire un ritorno alla normalità nelle zone interessate dai catastrofici eventi dei giorni scorsi. Quanto è accaduto non rappresenta più un fatto episodico o circoscritto a parti ristrette di territorio e impone una seria riflessione su quanto sia prioritario prendersi cura e rispettare l’ambiente.

Anche i nostri parlamentari nazionali hanno devoluto il taglio dei loro stipendi alla stessa causa. Qualora i colleghi consiglieri volessero aggregarsi, di seguito pubblichiamo le coordinate per effettuare la donazione.

#copiateci:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
IBAN: IT49J0100003245350200022330
Causale: donazione a favore popolazioni colpite da eventi alluvionali ottobre novembre 2018

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11534

La legislatura più paradossale della Regione Basilicata si sta concludendo nel peggiore dei modi possibili e, vista la caratura degli esponenti della maggioranza pittelliana, è francamente impossibile escludere nuovi colpi di scena.

È ormai chiaro a tutti che ci troviamo di fronte ad una sorta di accanimento terapeutico nei confronti di un’amministrazione regionale falcidiata da scandali di ogni tipo. Sono emblematici i tentativi di depistaggio dei vari Polese e i silenzi assordanti di alcuni esponenti di centrodestra su quanto sta avvenendo in questi giorni.

La Franconi è andata addirittura a scomodare un professore di diritto costituzionale partenopeo per trovare una pezza giustificativa a questo scempio come se all’interno del palazzo regionale non vi fossero professionalità in grado di fare lo stesso. Viene naturale chiedersi che ruolo hanno avuto i legali dell’Avvocatura Regionale nella decisione sciagurata di indire le elezioni regionali per il prossimo 26 maggio 2019.

Su questi due elementi la Franconi dovrebbe far chiarezza. Quanto è costato il parere del Prof. Staiano? Perché non ci si è avvalsi delle competenze presenti all’interno della Regione?

Come annunciato ieri, il M5S si è attivato per impugnare la decisione della Franconi al Tribunale Amministrativo Regionale.

Nemmeno il miglior sceneggiatore sarebbe arrivato a tanto. Forse la Franconi e la sua maggioranza, compresi i “deus ex machina”, credono di essere gli attori di qualche fiction. Si tolgano i panni da mediocri attori e facciano i conti con la realtà: i lucani vogliono andare al voto subito.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
Portavoce M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11528

Dopo il vergognoso colpo di coda della maggioranza che, per mano della Presidente facente funzioni Flavia Franconi ha fissato tramite decreto la data delle elezioni regionali a fine maggio 2019, il Movimento 5 Stelle lucano si sta attivando per presentare ricorso al TAR per chiedere l’annullamento del decreto e di tutti gli atti di giunta e di consiglio che non dovessero rientrare nell’arco temporale dei 5 anni di legislatura.

Va infatti evidenziato che la modifica apportata nella legge di stabilità 2015, con la quale è stata disposta una finestra massima di sessanta giorni oltre la data che rappresenta la scadenza naturale della legislatura, ha come unico scopo quello di permettere l’election day, ma nell’unica eventualità in cui le elezioni nazionali o europee dovessero ricadere all’interno dei sessanta giorni e non oltre. 

Il Movimento 5 Stelle non starà a guardare ciò che accade ma metterà in campo tutte le proprie energie ed a tutti i livelli per fermare l’ennesimo colpo gobbo di questa classe politica oramai lontana mille miglia dalle esigenze dei cittadini.

Antonio Mattia
Candidato Presidente M5S Basilicata
Gianni Perrino
Gianni Leggieri
Portavoce M5S Basilicata

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11522

È stata pubblicata nell’ultimo Bollettino Ufficiale Regionale della Basilicata la legge regionale  16 novembre 2018, n.35 recante “Norme di attuazione della parte IV del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica di siti inquinati – Norme in materia ambientale e della legge 27 marzo 1992, n. 257 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.

Non si tratta del Piano Rifiuti Regionale, già approvato a fine 2016, ma di una serie di disposizioni che hanno l’obiettivo di adeguare e armonizzare la normativa regionale alle disposizioni europee e statali in materia di rifiuti, siti contaminati e rischio amianto. Obiettivo della legge è anche adeguare le funzioni regionali rispetto alle previsioni del Piano Rifiuti Regionale.

Occorre ricordare che con  l’art. 47 della L.R. 4/2015 ha fatto propria la “Strategia Rifiuti Zero 2020” con l’obiettivo di massimizzare la riduzione dei rifiuti, il riuso di prodotti, il riciclaggio, nonché di minimizzare  lo smaltimento, l’incenerimento e la quantità di materia destinata ad alimentarne la filiera.

Come abbiamo fatto col Piano Regionale Rifiuti, anche nel corso dell’iter di gestazione e approvazione della L.R. n. 35/2018, abbiamo cercato di dare il nostro contributo, proponendo 20 emendamential testo approdato nella competente commissione. Non possiamo ritenerci certo soddisfatti in quanto la maggioranza ne ha recepiti solamente 7. Si tratta, tuttavia, di importanti emendamenti che spingono affinché si tagli alla fonte la quantità di rifiuti prodotti e si massimizzi la riduzione della quantità di rifiuti urbani non inviata al riciclo. Grazie ai nostri emendamenti è stato inserito un riferimento agli indirizzi della Carta di Ottawa del 1986 che mirano a prevenire e minimizzare gli impatti negativi della filiera della gestione dei rifiuti su ambiente e salute. Altri nostri emendamenti approvati sono andati a definire le competenze della regione, delle province e dei comuni nella gestione dei rifiuti, in particolare sui criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento.

Purtroppo non sono stati accolti alcuni nostri emendamenti che miravano a rafforzare l’azione delle Province attraverso il supporto attivo della Regione. Considerato lo stato pietoso e la mancanza di mezzi in cui versano le Province credevamo fosse opportuno valutare alcuni correttivi in maniera tale da meglio inquadrarne il ruolo nella delicatissima filiera della prevenzione e gestione dei rifiuti.

L’Assessore Pietrantuono ha sottolineato il drastico cambio di paradigma col passato, evidenziando aspetti come la  salvaguardia del territorio lucano da ingerenze esterne ed apporti di rifiuti provenienti da altre regioni. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ed in quel mare, purtroppo, sono ancora tante le barche piene zeppe di richieste di apertura di impianti che vorrebbero trattare quantità di rifiuti che vanno ben oltre le quantità prodotte nella nostra regione. Non dimentichiamo inoltre quegli impianti che continuano a bruciare rifiuti sotto mentite spoglie (si veda alle voci Italcementi e Costantinopoli).

Come M5S Basilicata continueremo imperterriti nel perseguire il compimento effettivo della strategia “Rifiuti Zero” per un’economia realmente “circolare”. Lo tenga bene a mente anche il Ministro dell’Interno Salvini che, a quanto pare, non ha le idee molto chiare sulla devastante pratica  dell’incenerimento. Ci penserà il Movimento 5 Stelle a schiarirgliele.

Gianni Perrino
M5S Basilicata  – Consiglio Regionale

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11515

Ormai siamo abituati alle bizzarrie della classe politica lucana: il vergognoso colpo di coda annunciato ieri dalla Franconi, dopo il vertice di maggioranza domenicale, è solo l’ultimo dei pasticci e delle manovre del sistema di potere che fa capo ai Pittella & co.

Probabilmente questa strategia era già stata elaborata da mesi e da chissà quale “deus ex machina” autore del diabolico piano.

L’election day per il prossimo 26 maggio è un’evidente forzatura: l’unica data che può essere legittimamente indicata per le elezioni regionali lucane dalla vice di Pittella, Franconi, è quella del 20 gennaio 2019. Con buona pace di chi ventila questioni di sicurezza pubblica per via del quasi concomitante appuntamento dell’inaugurazione di Matera 2019.

Il parere del costituzionalista sottopostoci oggi in conferenza dei Capigruppo appare oltremodo debole in alcuni punti. I sostenitori della corrente di pensiero “election day 26 maggio” fanno leva sul precedente abruzzese del 2013, frutto di un parere dell’Avvocatura di Stato, che richiama alcune pronunce giurisprudenziali, ossia la sentenza del TAR Piemonte n. 392 del 2014 e  la sentenza della Corte Costituzionale n. 158 del 24/06/2015. In particolare quest’ultima sentenza c’entra poco e quindi non rileva, a nostro avviso, al fine di dirimere la questione oggetto di discussione: né può essere invocato che tale pronuncia sia stata emessa successivamente all’approvazione della legge di stabilità 2015 (approvata a dicembre 2014) che, tra le altre cose, modificava la legge 165/2004 stabilendo una durata massima della “prorogatio” per i consigli regionali di massimo 60 giorni. Infatti, benché nella sentenza si citi il decreto legge n. 98/2011 (art. 7 c. 2) che prevede l’accorpamento delle elezioni amministrative, provinciali, regionali e nazionali (indicate al primo comma del medesimo articolo) alle elezioni europee nel caso si tengano nello stesso anno, con la sentenza n. 158/2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali alcune norme approvate dal Consiglio Regionale abruzzese durante il suo periodo di prorogatio. Tali norme regionali abruzzesi, che nulla hanno a che vedere con la questione dell’indizione delle elezioni regionali, sono state approvate prima dell’intervento legislativo statale che ha definito, modificando la legge 165/2004, il limite massimo (ovvero 60 giorni) consentito ai consigli regionali per operare in regime di prorogatio. Va da sé, quindi, che quando la predetta sentenza della Corte Costituzionale parla di imposizione dell’accorpamento, si riferisce ad una situazione precedente a quanto disposto nella legge di stabilità 2015.

È la stessa Conferenza dei Presidenti delle Regioni che in una relazione del marzo 2015 precisa:

“Il periodo utile per la determinazione della data delle elezioni è, come detto, definito quale principio fondamentale dalla legislazione statale, in particolare dall’art. 5 della (…) legge 165 del 2004, che è stata oggetto di modifica in due recenti occasioni.

Una prima modifica – apportata con l’art. 1, comma 501, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) – ha aggiunto le parole «e le elezioni dei nuovi Consigli hanno luogo non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio», espressamente «al fine di realizzare le condizioni previste dall’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e di ottenere i conseguenti risparmi di spesa». (…) La seconda modifica è stata apportata con il (…) decreto-legge n. 27 del 2015 che ha allungato il periodo entro il quale possono aver luogo le elezioni regionali fino alla «domenica compresa nei sei giorni ulteriori», rispetto ai sessanta giorni dopo il termine del quinquennio.

Conclusivamente le elezioni dei nuovi Consigli hanno luogo non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori.”

Nel caso lucano in esame, il quinquennio decorre dalla data dell’elezione (dunque dal 17 novembre 2013) e, conseguentemente le elezioni non possono che essere indette  entro il 20 gennaio 2019. In caso contrario, l’effetto sarebbe quello di un gravissimo vulnus costituzionale consistente nella illegittima “prorogatio” di oltre 4 mesi del più rilevante organo costituzionale della Regione Basilicata, qual è il Consiglio Regionale.

Semplificando al massimo, l’election day si potrebbe tenere solo se la data delle elezioni europee “ricadesse” nella finestra dei 60 giorni di prorogatio previsti dalla legge regionale lucana (entro il 20 gennaio p.v.).

Nonostante sia evidente e lampante che occorra, nel rispetto della Costituzione e delle leggi, ridare il potere di scelta al corpo elettorale lucano entro il 20 gennaio 2019, molto probabilmente la maggioranza ha già deciso, vista l’irresponsabile sordità mostrata oggi nella riunione dei Capigruppo consiliari. I pittelliani cercano di forzare la mano, sollecitando lo scontro, sperando che questo rinvio illegittimo e incostituzionale possa rappresentare la via salvifica per racimolare qualche briciolo di consenso in più. Costoro ignorano che questi grotteschi e goffi tentativi di preservare il potere li stanno rendendo ancora più ridicoli di fronte al popolo lucano che, ormai esausto, ha da tempo smesso di credere alle loro fandonie.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
M5S Basilicata – Consiglio Regionale

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11511

Nella tarda serata di venerdì 16/11, si è consumato il colpo di coda finale della Giunta Regionale delle Basilicata che ha sancito le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie di Matera e Potenza, dell’Azienda San Carlo, e dulcis in fundo la conferma alla guida dell’Arpab di Edmondo Iannicelli. Parlare di questione di opportunità è il minimo sindacale, non fosse altro che proprio in materia di sanità e ambiente si sono consumate le peggiori sciagure a cui questa terra abbia mai assistito, con tanto di arresti tra politici e funzionari, e disastri ambientali senza precedenti. Abbiamo chiesto con forza che le nomine fossero affidate alla prossima Giunta Regionale ma l’epilogo, a causa del rinvio ostinato della data delle elezioni, è stato dei peggiori.

Una forzatura abnorme da parte della Giunta targata Franconi, assessore alla sanità prestata al ruolo di presidenza per i noti impedimenti del sospeso Pittella, finita sotto indagine della Procura di Potenza assieme agli assessori Luca Braia, Carmine Miranda Castelgrande, Roberto Cifarelli e Francesco Pietrantuono.

I magistrati potentini hanno ipotizzato il reato di abuso d’ufficio per le nomine nelle aziende sanitarie lucane disposte dalla Giunta Regionale il 22 gennaio 2018, che hanno prodotto i commissari Pietro Quinto e Giovanni Chiarelli, finiti rispettivamente in custodia cautelare e ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Il Suggello”. Così come ci lascia interdetti la riconferma di Edmondo Iannicelli alla guida dell’Arpab, protagonista della massiccia campagna di assunzioni interinali all’interno dell’ente.  

La nuova giunta si troverà, quindi,  in eredità dei direttori generali che potrebbero non essere idonei a conseguire linee programmatiche completamente diverse da quelle che hanno prodotto simili scenari. In ultimo non possiamo non considerare che questo gran da farsi si consuma senza che sia stata ancora fissata una data per le Elezioni Regionali, nel tentativo disperato del PD di recuperare consensi e fortificare, ove possibile, il radicamento di un potere che ha ridotto la Basilicata a terra di malaffare e disastri ambientali.

I lucani sapranno comunque distinguere tra chi fa i loro interessi e chi continua a fare gli interessi di pochi.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
M5S Basilicata  – Consiglio Regionale

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http://www.basilicata5stelle.it/?p=11506

Dopo i miei ripetuti interventi sullo scandalo della Sanitopoli Lucana mi ero illuso che, per lo meno per rispetto dei cittadini, i vertici della Sanità Lucana avrebbero dato una chiara risposta alle domande da me poste. Mi sarei aspettato che, per un elementare canone di trasparenza, ci fosse stata una presa di posizione, quanto meno ai fini informativi, chiarendo i provvedimenti che ritenevo indispensabili. Avevo, così, chiesto informazioni in ordine ai provvedimenti disciplinari, alle decurtazioni stipendiali previste dalla legge, alla sorte dei concorsi oggetto di conclamata turbativa.

Devo confessare di essermi illuso che quanto meno i basilari principi dell’azione amministrativa, ossia la trasparenza e l’imparzialità, fossero ancora la guida di questa classe politica.

Purtroppo mi sono sbagliato.

Alcuna risposta è pervenuta e neanche una flebile presa di posizione che desse una risposta alle domande di tutti i cittadini.

Mi sono chiesto: come è possibile che di fronte a fatti così gravi, offensivi di tutta la comunità, non si avverta il bisogno di informare l’opinione pubblica, di renderla edotta delle azioni doverose che anche la più totalitaria democrazia ha il dovere di mettere in campo per ripristinare l’immagine ed il decoro della pubblica amministrazione.

Mi ero illuso che, ponendo domande a livello politico, avrei ricevuto risposta non fosse altro che per rispetto del ruolo rappresentativo da me rivestito.

Invece nulla, solo un assurdo ed incomprensibile silenzio.

Ma, siccome nell’esercizio del mio mandato ho avuto come unica guida il rispetto del cittadino, ho deciso di non piegarmi a questa logica omertosa e di servirmi di tutti gli strumenti che l’ordinamento giuridico appresta per consentirmi di dare ai Lucani quelle risposte che hanno il diritto di avere.

Ho così formalizzato, in data 7.11.2018, un’istanza di accesso agli atti rivolgendo la stessa, oltre che alla Regione Basilicata, a tutte le Aziende Sanitarie detentrici delle informazioni (ASP, ASM, S.Carlo, CROB).

In tale istanza ho chiesto di acquisire, nonché di estrarre copia dei relativi atti, le seguenti informazioni:

a)    se nei confronti dei dipendenti sottoposti a procedimento penale (cd. “Operazione Suggello”) tali P.A., ognuna per quanto di competenza, abbia intrapreso il procedimento disciplinare chiarendo l’attuale stato dello stesso;

b)      se, durante i periodi di sospensione obbligatoria dal servizio, ai dipendenti sottoposti a misura cautelare sia stata operata la doverosa decurtazione stipendiale da parte di codeste P.A.;

c)      se, a seguito degli atti sub a) e sub b), gli interessati abbiano prodotto memorie, istanze e/o deduzioni;

d)      se siano stati intrapresi i procedimenti di annullamento d’ufficio dei concorsi oggetto di indagine.

Ho precisato che l’istanza è finalizzata ad acquisire copia di tutti gli atti di cui ai punti a), b), c) e d) di cui è stato chiesto il rilascio di copia.

Considerata la situazione, al fine di prevenire prevedibili obiezioni, ho specificato che la legittimazione e l’interesse del sottoscritto ad avanzare l’istanza trovino la loro fonte nell’art. 43 D.Lgs. 267/2000, pacificamente applicabile ai consiglieri regionali.

Ciò perchè la vicenda cui inerisce l’accesso riguarda organi e/o soggetti rientranti nell’ambito regionale. Sul punto la giurisprudenza è assolutamente consolidata avendo precisato, proprio in ordine ad una istanza di accesso presentata da un consigliere regionale, che “(…)tale accesso non necessita di motivazione, atteso che, diversamente, sarebbe consentito un controllo da parte degli uffici dell’amministrazione sull’esercizio delle funzioni del consigliere”.

Allo stato alcuna risposta è stata fornita anche se il termine di legge (30 giorni) è ancora pendente.

Naturalmente rassicuro i cittadini che, in ipotesi di diniego o di silenzio, non avrò alcuna remora ad adire il TAR a mie spese.

Il diritto all’informazione dei cittadini è per me un bene primario e farò di tutto affinché anche da noi questo diritto venga assicurato.

Certo non nascondo l’amarezza in quanto sono stato costretto a servirmi di uno strumento giuridico quando è dovere di ogni Amministrazione leale e corretta agire in assoluta trasparenza.

Devo purtroppo constatare che da noi l’occupazione del potere da parte del PD (con l’avallo della destra che siede sugli scranni regionali) ha avuto, tra le altre, quale conseguenza l’opacità.

Ma, in nome dei valori cui mi sono sempre ispirato e di quelli del M5S di cui mi onoro di appartenere, condurrò questa battaglia sino alla fine. Lo devo ai cittadini che hanno il diritto di sapere e che, soprattutto, hanno il diritto di sperare che questa vergognosa stagione sia oramai finita.

Gianni Leggieri
Consigliere Regionale M5S Basilicata

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FONTE : Basilicata 5 stelle