La cittadinanza non è una priorità, però basta tabù

Di Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali:

Il tema non riguarda solo i figli degli stranieri in Italia, ma tutti noi. Dare la cittadinanza a chi ha dimostrato di integrarsi concludendo un ciclo di studi insieme ai nostri figli è una risposta di sicurezza oltre che di civiltà. Non nascondiamoci dietro ai latinismi. Bisogna prendere atto che le leggi sono ferme al 1992, nel frattempo è cambiato il mondo e non siamo certo di fronte a una invasione. In Puglia, per esempio, gli alunni stranieri sono meno del 3% del totale e metà di loro sono nati in Italia.

La proposta Boldrini è solo la prima ad essere stata calendarizzata un anno fa. Sicuramente nel testo finale non ci sarà lo ius soli, né ci sarà una cittadinanza automatica. Tutto il contrario di quello che dice chi si oppone a testa bassa a questa proposta prendendo in giro gli italiani. Quanto al Movimento 5 Stelle, il testo potrebbe prevedere la possibilità da parte di genitori residenti regolarmente da almeno 5 anni nel nostro Paese di richiedere la cittadinanza per i propri figli minori che abbiano completato un ciclo di studi in Italia. Segnalo che anche tra l’opposizione c’è chi è a favore di una riforma in questa direzione. Ieri la collega Polverini in commissione è stata molto coraggiosa, difendendo le sue idee davanti al capogruppo Sisto.

Chi ci conosce sa che per noi è fondamentale confrontarci con i nostri iscritti sulle proposte di legge. È un metodo che fa parte del nostro DNA ed è una ricchezza che ci rende diversi dagli altri partiti. Oggi il Movimento compie dieci anni e può dire di conservare orgogliosamente la propria identità. Una nuova legge sulla cittadinanza non è certamente una priorità, ma è un tema da affrontare senza tabù e tra noi sono molti i portavoce a favore. In ogni caso questo governo e questa nuova maggioranza sono nati con due precondizioni: evitare l’ aumento dell’ Iva in legge di bilancio e approvare definitivamente la riduzione del numero dei parlamentari. Martedì in commissione il Pd ha mantenuto la parola e ha votato a favore al taglio dei parlamentari, mentre la Lega e Fratelli d’ Italia si sono tirati indietro dopo aver votato tre volte sì. Chissà se gli italiani assisteranno a un’ altra giravolta anche in aula la prossima settimana. Sarebbe un altro suicidio politico davanti a un appuntamento con la storia.

La mia intervista su La Gazzetta del Mezzogiorno:

 



FONTE : Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali