La Camera dei Deputati è plastic free

Di Fabiana Dadone:

Roberto Fico – La nostra sfida Plastic Free

Dal 19 luglio la Camera dei Deputati è PLASTIC FREE. Significa che alla Camera non possono essere più vendute bottigliette d’acqua di plastica, e non possono essere nemmeno distribuiti contenitori monouso di plastica. Abbiamo raccolto la sfida lanciata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa e come MoVimento 5 Stelle continueremo ad impegnarci per impedire che la plastica possa danneggiare l’ecosistema che ci circonda.PLASTIC FREE è una battaglia che affronteremo anche al G7 a settembre, dove si parlerà di plastica negli oceani e continueremo a lavorare per invertire la rotta in questo senso. Vogliamo incentivare tutto ciò che è ecosostenibile, riciclabile e utilizzabile rispettando l’ambiente.Ascoltate le parole del presidente della Camera, Roberto Fico

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Sabato 3 agosto 2019

Di seguito l’intervista al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, sulla decisione di far diventare la Camera dei Deputati plastic free:

La Camera dei Deputati è plastic free: che cosa significa? 

Dal 19 luglio di quest’anno finalmente la Camera dei Deputati è
plastic free: significa che a Montecitorio non possono essere più
vendute bottigliette di acqua di plastica. Possono essere utilizzati gli
spillatori che afferiscono alla rete idrica e possono essere vendute
solo bottigliette di vetro. Non possono essere più distribuiti
all’interno della Camera dei Deputati contenitori monouso di plastica.
Un altro dato, davvero fondamentale, è che la Camera dei deputati ha
raggiunto il 98% di raccolta differenziata. Se le Istituzioni danno il
buon esempio, allora si può chiedere anche ai cittadini di attuare la
raccolta differenziata ai massimi livelli.

Com’è nata l’idea di liberare Montecitorio dalla plastica usa e getta?

Plastic free nasce da una sfida che ha lanciato il ministro
dell’Ambiente Sergio Costa, una sfida che io ho voluto recepire sin da
subito. Dopo alcuni mesi di lavoro – e ringrazio per questo il Collegio
dei Questori – siamo arrivati finalmente alla delibera che ha reso la
Camera libera dalla plastica.

Tutto ciò che noi facciamo ha un effetto sul nostro ecosistema, ha un
effetto sul nostro ambiente. Pensiamo alle immagini terribili dei tanti
animali intrappolati nelle plastiche, in tutti quei materiali e oggetti
che noi produciamo e che poi finiscono nel mare. Poi vediamo le
immagini di una tartaruga che deve essere liberata, magari è soffocata
dalla plastica. È un qualcosa che non possiamo più accettare.

Perché è così importante la battaglia contro la plastica? 

Qualsiasi dato ci segnala la presenza della plastica negli oceani,
soprattutto microplastiche, questo significa che entra poi nella catena
alimentare. E questo è un enorme problema per le conseguenze che
immaginiamo possa creare. Non è un caso che proprio a settembre il G7
dei Parlamenti, a cui parteciperò, si svilupperà sul tema ambientale,
con un focus sulla presenza della plastica negli oceani e quindi su cosa
possono fare le Istituzioni per cercare di invertire totalmente la
rotta. Non c’è dubbio che noi dobbiamo incentivare tutto ciò che è
ecosostenibile, riciclabile, riutilizzabile. Dobbiamo imparare a
progettare in un altro modo: non abbiamo più bisogno di un secondo, di
un terzo imballaggio, creando così ulteriori rifiuti. Il rifiuto è un
difetto di progettazione e quindi a monte bisogna progettare le cose in
un altro modo.

Che cosa può fare il legislatore per vincere questa sfida?

Come Italia e come Europa, dobbiamo fare dei grandi piani energetici
nazionali. Il che significa riuscire a investire risorse e tecnologia
nelle energie prodotte da fonti rinnovabili e invece disincentivare,
anche con tassazione, l’uso delle fonti fossili. Perché questo? Perché è
una battaglia epocale che riguarda tutti noi, riguarda il nostro mondo.
E allora più riusciamo ad andare verso un’energia pulita, rinnovabile,
che sia amica dell’ambiente, e più riusciamo ad avere un mondo più sano,
in salute e, soprattutto, riusciamo a combattere i cambiamenti
climatici.

Il cambiamento climatico non è una favola, come qualcuno ogni tanto
tenta di raccontarci, ma è un problema serio. E proprio vedendo il
nostro pianeta dallo spazio ci rendiamo conto di fenomeni preoccupanti
come lo scioglimento dei ghiacciai. Questo può avere l’effetto di
innalzare il livello dei mari nel futuro con problemi enormi e
devastanti per i nostri territori.

Quali strumenti dobbiamo mettere in campo per contrastare la crisi climatica?

Oggi abbiamo a disposizione gli strumenti per combattere il
cambiamento climatico. L’Italia, come moltissimi Paesi del mondo, ha
aderito all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che prevede, tra i suoi
obiettivi, anche quelli relativi alla questione ambientale.

Su questo tema alla Camera possiamo avviare un percorso e prevedere,
per le leggi approvate, un modo per verificare se si avvicinano agli
obiettivi dell’Agenda 2030 e se si muovono verso una giusta direzione.



FONTE : Fabiana Dadone