Italian Open Lab tra nanosatelliti e tecnologie

Tra nanosatelliti e tecnologie… questo weekend, nell’ambito del percorso Italian Open Lab, ho avuto modo di vedere da vicino alcune importanti realtà imprenditoriali dell’Emilia Romagna, esattamente nella provincia di Bologna.

Ho visitato SACMI, un gruppo internazionale leader mondiale nella fornitura di tecnologie avanzate 4.0 per i settori Ceramics, Plastics, Food&Beverage, Metals, Packaging, Advanced Materials. Parliamo di una realtà che punta tutto sull’applicazione di tecnologie innovative e sulla ricerca continua di alti standard qualitativi. Una cooperativa manifatturiera con sede a Imola, che, pensate un po’, ha più di 100 anni. Nasce infatti nel 1919 e oggi fattura oltre 1.4 miliardi di euro con un export di circa l’85%. Ha 4500 dipendenti nel mondo e ben 80 società controllate. Con il Presidente, Dottor Paolo Mongardi, abbiamo affrontato temi importanti e complessi come ad esempio la sicurezza cibernetica e la situazione in Medio Oriente, in particolare in Iran.

Ho poi visitato CURTI. L’Ingegnere Alessandro Curti mi ha parlato della sua azienda che, da oltre 60 anni, produce macchine automatiche e da oltre 40, grazie alla sezione Aerospace, realizza componenti meccanici per l’industria della difesa e dell’aeronautica. Zefhir, ad esempio, è un elicottero da diporto a turbina, a due posti, progettato e prodotto interamente in Italia. Lo sviluppo è stato in parte finanziato dalla Commissione europea. Si tratta del primo elicottero ultraleggero dotato di paracadute balistico.

Una terza visita l’ho infine fatta alla NPC Space Mind, dove il Dottor Nabore Benini mi ha presentato un incredible realtà che sviluppa soluzioni per il settore aerospaziale, in particolare prodotti per piattaforme nano-satellitari e sistemi di puntamento ad elevate prestazioni per attività astronomiche, scientifiche e per il settore della difesa.

Un grazie particolare a Gabriele, giovane imprenditore del posto, che mi ha guidato in questi interessantissimi incontri.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo