Impianto di stoccaggio Helios – Scafati. Dopo l’indagine l’interrogazione in UE

Di Rosa D’Amato – Portavoce M5s nel Parlamento EU:

L’impianto di stoccaggio Helios di Scafati (Salerno) è stato di recente al centro di una indagine di Carabinieri ed ArpaC che hanno riscontrato gravi violazioni in materia ambientale, trovando 1.000 tonnellate di materiale oltre alle autorizzazioni concesse dalla Regione Campania.
Rifiuti di ogni tipo, tra cui anche rifiuti speciali, erano stoccati nel capannone in aree non consentite. A completare il quadro gli odori molesti diffusi all’esterno.

Siamo a 1000 metri da scuole, uffici, e da una villa comunale.
Per questo insieme ai colleghi Chiara Maria Gemma e Mario Furore ho chiesto alla Commissione di verificare le autorizzazioni e se sono applicabili le norme della Direttiva 2012/18/UE.

Ecco il testo dell’interrogazione


Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione

Articolo 138 del regolamento – Rosa D’Amato (NI), Chiara Gemma (NI), Mario Furore (NI), Isabella Adinolfi (NI)

Oggetto: Helios di Scafati

Nell’impianto Helios di Scafati i Carabinieri hanno recentemente eseguito tre sopralluoghi assieme all’ArpaC di Salerno, accertando gravi violazioni in materia ambientale, trovando 1.000 tonnellate oltre alle autorizzazioni concesse dalla Regione Campania. 

Numerose le contestazioni ambientali: utilizzo in difformità alle autorizzazioni concesse riscontrando alcune centinaia di balle di rifiuti speciali, pericolosi e non, costituiti da imballaggi in plastica, rifiuti misti, rifiuti derivanti da attività di recupero, metalli, ingombranti, pneumatici fuori uso, batterie esauste, plastica e gomma, stoccati in aree non consentite. 

Accertate inadeguatezze del sistema abbattimento odori nel capannone di stoccaggio dell’umido, con una costante emissione di odori molesti propagatisi sia all’interno che all’esterno dell’impianto, favorendo proliferazione di ratti ed insetti e creando evidenti disagi per la cittadinanza residente nelle aree limitrofe. 

L’area P.I.P. non risulta essere sufficientemente urbanizzata e le poche opere presenti sono insufficienti e sottodimensionate, non sembrano reggere né l’aumento di produzione, né il flusso veicolare dovuto alla movimentazione del materiale. 

L’impianto sorge a meno di 1.000 metri da obiettivi sensibili quali scuole, uffici pubblici e villa comunale. 

Può la Commissione: 

verificare se il rilascio delle autorizzazioni per l’impianto Helios sia avvenuto nel rispetto dell’art. 23 Direttiva 2008/98/CE? 

Comunicare se all’impianto sono applicabili le norme della Direttiva 2012/18/UE? 



FONTE : Rosa D’Amato – Portavoce M5s nel Parlamento EU