Il vecchio regime tra Bakary e Formigoni

Qualche idiota scrive delle schifose fesserie razziste su un muro e scatta la macchina della propaganda mondialista. Cronisti e telecamere accorrono a Melegnano e trasformano la legittima camminata di 1.500 cittadini in una marcia storica per i diritti civili manco fossimo nell’Alabama del 1965 e manco vi fosse Martin Luther King e non l’onorevole Fiano del Pd tra i leader della protesta. “Il razzismo non è una questione della sinistra – esterna Martin Luther Fiano – il razzismo è una questione sociale”. Sarà, ma l’impressione è tutt’altra. La fu sinistra prima si è inventata l’emergenza razzismo e poi l’ha trasformata in una questione tutta sua in modo da lucrarci sopra visto che è a corto di idee e di senso. E checché ne dica Martin Luther Fiano, il razzismo oggi in Italia non è affatto una questione sociale e non lo è grazie agli italiani che si sono dimostrati fin troppo buoni e pazienti mentre la sinistra stava trasformando l’Italia in un mega campo profughi abusivo in cambio degli 80 Euro. Le politiche lassiste del Pd avrebbero sul serio scatenato il razzismo in Italia ma il razzismo vero, di massa. Avrebbero generato una devastante lotta tra poveri con ghetti luridi e pericolosi alle porte delle nostre città ed odio e violenza diffusa. Altro che le scritte sul muro di qualche idiota. Evviva il cambiamento. A pochi chilometri di distanza – dall’altra parte di Milano – Formigoni finisce dietro le sbarre e scatta la macchina della propaganda garantista. Dalla fu destra s’innalzano grida di strazio social, come se non fosse finito in galera un super corrotto, ma Nelson Mandela in persona. Un eroe, un simbolo del vecchio regime privato ingiustamente della sua sacra libertà. “è un gran dolore” – twittano i baroni di Forza Italia – “è uno scandalo”. Sarà, ma l’impressione è tutt’altra. Più che provare dolore, milioni di cittadini stanno godendo come mandrilli a vedere che finalmente finiscono in galera anche i ricchi ed i potenti e non solo i poveri cristi in Italia. Come in tutti i paesi civili del resto. E non vedono l’ora che altri personaggi illustri seguano le orme di Formigoni. Quanto allo “scandalo”, era quello che c’era prima quando Lorsignori saccheggiavano l’Italia e se la cavavano regolarmente col segno dell’ombrello. I reduci della fu destra hanno protestato per anni fuori dai tribunali per sentenze che non gradivano, per il Mandela meneghino dovranno protestare fuori dalla galera. Evviva il cambiamento. Tra Bakary e Formigoni, tra l’immigrazione clandestina di massa e la corruzione di casta, la macchina della propaganda continua a scattare. Ma appare sempre più fiacca. Come se il vecchio regime non riuscisse ad arrendersi e allo stesso tempo stesse perdendo la speranza di riuscire a sopravvivere. Come se sotto sotto capissero che contro un popolo intero non vai da nessuna parte e prima o poi soccombi anche se controlli la grande stampa e qualche cassaforte privata. La storia alla lunga la fanno i popoli e non certo delle caste screditate e odiate corresponsabili di un regime fallimentare. L’incorreggibilità e l’arroganza di partiti come Pd e Forza Italia alla fine accelera solo la loro scomparsa dal panorama politico italiano e aiuta a comprendere meglio le ottime ragioni della svolta populista voluta dagli italiani e la bontà del cambiamento. Evviva.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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